MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

Clientes: sciopero Comune 3 febbraio

by Amatore Sciesa | giovedì 19 gennaio 2017

La nomina del direttore del personale del Comune di Firenze (Valerio Iossa in foto) nell’analogo ruolo a Milano, come dirigente esterno (a 160.000 euro l’anno), è la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo. 6 mesi dopo le segnalazioni di MilanoX ora anche gli altri media si accorgono del clientelismo diffuso al Comune di Milano (clientes). A sto giro la Giunta del Sindaco indagato (il patronus) ha pisciato davvero fuori da una tazza già piena di consulenti, politici trombati  alle elezioni (Gibillini), e con doppi ruoli (Fiorella Imprenti, assessora a Rozzano e Vangelista ex vicesindaco di Cormano) ex collaboratori di Expo (Arditti e Gallizzi) ex dipendenti comunali messi in aspettativa e riassunti come dirigenti a stipendio triplicato (Carmela Francesca). E i sindacati, per una volta tutti uniti dalla Cisl ai Cobas, non potevano che chiamare, per la prima volta dal 1997, allo sciopero tutti i dipendenti comunali (oggi 14.200, nel 2011 erano 15.500). E’ la Giunta che costa, parafrasando uno dei leit motiv dell’ultima campagna elettorale. Si ma quanto ci costa? E non solo in termini economici (comunque eticamente inaccettabili), ma in quanto a esempio, autorevolezza, fiducia che sa esprimere: a 6 mesi dal suo insediamento il Comune è un cantiere aperto e senza operai. L’ex dirigente toscano, dell’entourage dall’amico dell’ex presidente del Consiglio dei Ministri e attuale segretario del P.D. catapultato a Milano con regolare bando, guadagnerà oltre un miliardo e mezzo di vecchie lire (850.000 euro) a fine mandato.

poltronedivani

Nulla a confronto di quanto costa ai contribuenti milanesi Arabella Caporello (210.000 euro annui), la direttora generale proiettata dalla Leopolda (https://www.youtube.com/watch?v=bSiV3gl7SWY) ed entrata subito in rotta di collisione con i delegati eletti dai lavoratori. Oltre alle polemiche sulle decine di nomine perfettamente legali ma moralmente opinabili,  c’è il collasso della rete di servizi (prima di tutto quelli sociali) a disposizione dei cittadini meno abbienti. Sì perchè se decidi di assumere 27 ingegneri informatici mentre vanno in pensione 50 sportellisti, se fai un bando per 4 avvocati quando con quei soldi assumevi 30 assistenti ai disabili, significa che non hai capito cosa serve ai cittadini milanesi. Se investi tutto su Cascina Merlata e sugli Scali Ferroviari dimenticando la situazione trash di asili e case vacanza, significa che per te le periferie sono un mondo sconosciuto e confondi i bisogni veri dei milanesi con le slides di qualche ricercatore in sociologia. Forse ai manager ‘so tutto io’ è sfuggito che il nostro Comune non trova la sua ragion d’essere nelle operazioni finanziarie (un buco nero), né un intermediatore immobiliare (coi terreni di Expo abbandonati e in attesa da un anno) o un promotore di sfilate di moda, ma una rete di aiuto a servizio della Comunità. Di quei milanesi che non sanno nemmeno cos’è il Wi Fi ma san capire bene che gli aumenti del plateatico dei mercati ambulanti ha fatto alzare, e di brutto, il costo dei generi alimentari.

89902_1410621191matteorenzi

Sa che la biblioteca in Comasina e quella di via Harar sono chiuse 5 mezze giornate su 5, mentre il Carrefour all’angolo è aperto fino 24/24 ed è un delirio, ormai, capire quando poter affittarsi un DVD gratis. Sanno che i servizi territoriali di viale Puglie hanno crepe ai muri e che l’assessore Majorino voleva chiudere il centro disabili per Natale. Fa i conti in tasca e storce il naso di fronte agli aumenti delle piscine (7 euro…) e di certo non prende bene la notizia che per entrare alla Botta in un caldo sabato di luglio deve scucire 15 (minchia 15) euri perchè il Comune …..non aveva i soldi per ristrutturarla (la Cambini di viale Padova, chiusa nel 1990, nel frattempo è diventata un devasto totale). Di queste inezie che non toccano minimamente manager e co-workers, banalità per chi è un city-user e non deve portare i suoi figli all’asilo in Barona alle 7.30, il Comune ormai sembra interessarsi solo a parole, a immagini sul web, nelle insulse campagne comunicative ripetute a quaqquaraqua da tutti i giornalisti gentilmente invitati a ‘Palazzo’. I bandi di concorso pubblici usciti il 30.12.2016 sono l’ulteriore conferma. Cosa serve assumere 8 fuzionari su 10 posti disponibili se mancano le persone che accolgono anziani, disabili e minori in difficoltà a Ponte Lambro e ad Affori? Che pratiche sposteranno, che sportelli terranno aperti, quali pannoloni sostituiranno i 27 ingegneri informatici che assumerai, se tutto va bene, nel 2018? La tenuta stessa dei servizi che il Comune di Milano eroga dal Dopoguerra è in pericolo: è questo il motivo di fondo per lo sciopero del 3 febbraio, il primo organizzato per e non contro i cittadini. Sarà bene non dimenticarlo visto quello che sta circolando su giornali e TG su permessi e malattie di servizio. L’età media dei comunali è vicina ai 60 anni…