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Cimitero Lambrate: muore dipendente esterno…e Pisapia privatizza

| giovedì 12 marzo 2015

Cimitero LambrateQuello che non era riuscito al duo Albertini-Moratti, lo smantellamento del servizio pubblico funerario, passa senza colpo ferire e con un silenzio assordante grazie alla Giunta Pisapia. Nessun passo indietro sull’appalto del forno crematorio di Lambrate, uno dei più importanti (e profittevoli) ‘beni comuni’ di Milano visto che il 70% (dati relativi al 2013) dei suoi cittadini (e tutti quelli dell’area metropolitana) possono cremare solo lì i loro defunti. Questo l’esito dell’ennesimo tavolo di confronto tra sindacati e amministrazione svoltosi ieri pomeriggio nelle stanze di via Bergognone alla presenza del prof. Pollio Salimbeni che di ‘difendere i beni comuni’, uno dei sbiaditi slogan della campagna arancione del 2010-11, se ne intende visto che è stato uno dei creatori di quel programma oggi così platealmente disatteso. Partecipazione, ascolto, difesa dei servizi pubblici…la delibera approvata dalla Giunta, ma non ancora pubblicata sull’albo pretorio, parla chiaro e mette nero su bianco tutto il contrario. A nulla è servito l’impegno di Basilio Rizzo, presidente del consiglio comunale, così come i dubbi e il voto contrario della conferenza dei capigruppo di maggioranza, la Giunta va avanti, insensibile alle critiche dei partiti. La reazione sindacale (nei cimiteri la maggioranza dei voti sru è andata a Cgil e Csa), tanto veemente a parole, fa fatica a concretizzarsi oltre a una finora sterile raccolta firme e a un ancora più ignorato blocco degli straordinari. Misure che stanno comunque producendo disagi nelle strutture cimiteriali, così come negli uffici di via Larga, recentemente ‘riorganizzati’ dai dirigenti Maestri-Borrelli, quest’ultimo criticato aspramente al tavolo. Così mentre Tatiana Cazzaniga, segretaria della Cgil funzione Pubblica, dopo aver minacciato di denunciare i dirigenti viste le condizioni di lavoro del servizio, chiedeva: ‘Come mai non diventano effettive le 10 assunzioni previste nel concorso del 2014’, i dirigenti scelti dalla Giunta si trinceravano dietro improbabili richieste di parere dell’Anci e verifiche di bilancio, contestati duramente dai lavoratori in sala, così come da Vito Summa (USB), che hanno denunciato che ieri mattina alle ore 6.00 proprio nel cimitero di Lambrate una squadra della investigativa della Polizia Locale effettuava dei controlli sui servizi e sui lavoratori. La scorsa settimana infatti era deceduto sul lavoro un dipendente esterno 50enne di origini rumene della ditta che oggi gestisce solo alcune operazioni del forno crematorio, ‘Era lì da 14 ore’, fa notare Giuseppe Di Nicolo,  dopo aver letto la risposta dell’assessore D’Alfonso alle preoccupazioni espresse da Basilio Rizzo contenute in una lettera: ‘Il dialogo va avanti, nessuna privatizzazione del forno di Lambrate’. Resta il fatto che come spiega il delegato del CSA: ‘Aspettiamo ancora i soldi del progetto dei colombai, svuotati nel corso degli ultimi mesi’, così come gli straordinari di gennaio, che in molti casi, secondo i sindacati, arrivano sino a superare il limite previsto dalla legge. Nei primi giorni dell’anno circa 70 bare giacevano fuori dalle celle frigorifere in attesa che venisse espletata la procedura di cremazione, costringendo i dirigenti a chiamare uno a uno i lavoratori per straordinari del sabato. Cremascoli della Uil chiedeva di porre attenzione alle condizioni di lavoro dei lavoratori delle cooperative, decisamente peggiorative rispetto a quelle dei dipendenti comunali. ‘Come dice Noam Chomsky’, affermava Annamari Mitti della Cgil, ‘prima bisogna creare inefficienze, caos, e poi si procede a privatizzare un servizio pubblico. Ecco quel che sta succedendo in via Larga con la nuova organizzazione del lavoro decisa da D’Alfonso, con tempi di attesa molto lunghi, lavoratori che si mettono in malattia ed altri che chiedono il trasferimento’. Cobelli della Cisl chiedeva invece di: ‘Affrontare tutti insieme i tavoli occupazionali che coinvolgono più settori, facendo rientrare in questi anche la riorganizzazione del settore cimiteriale, dove sono indispensabili, così come in altri direzioni, assunzioni per far fronte alla situazione’. Dal 2007 ad oggi il servizio ha perso in totale 41 persone e il 28 giugno 2015 scadono gli ultimi 11 dipendenti a tempo determinato. Il rischio è che anche questo importante ‘pezzo’ di bene comune ancora in mano pubblica venga messo sul mercato, anche se molti osservatori dubitano che il passaggio del forno in mani private si concluda prima del 2016, viste le ormai imminenti elezoni (manca poco più di un anno). In un silenzio stampa che mette i brividi, visti i titoloni dedicati al medesimo argomento quando a Palazzo Marino sedevano altri sindaci.