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C'est la mort

| giovedì 6 dicembre 2012

 

A santambrogio si danno gli ambrogini d’oro, si beve il vin brulè fuori dalla Scala, si beve il vin brulè alla fiera degli obey obey, ci si prende il giorno dopo per smaltire la sbronza, oppure si muore. Quest’anno agli ambrogini d’oro premieranno la Banda degli Ottoni a Scoppio, che da decenni porta la musica nelle strade ed è degna di stima, anche se io l’ambrogino l’avrei dato al death metal, in generale. Oppure, al posto di santambrogio, avrei introdotto il Satanino d’Oro, un premio voodoo per evocare la morte. E dopo tante evocazioni La Morte, quella maiuscola, arriverà. Ovvero il duo con metà Uochi Toki e metà Bachi da Pietra che ha raccolto il meglio della letteratura sulla fine della vita e l’ha tradotto in un noise-reading. A seguirli, sul palco del Leoncavallo la sera di venerdì, arriveranno lo sciamano breakcore Bong Ra e il satanico Hyena666, in una notte da oltretomba. Per chi ha paura di morire, comunque, restano due sopravvissuti come l’ex-Kraftwerk Wolfgang Flur (al Tunnel) e l’ex-Ritmo Tribale Edda (al Tambourine di Seregno).

Una morte che andrebbe evitata è quella di MilanoX. Per contribuire alla causa, sabato 8 andate al Biko e godetevi il freak-folk di Andrea Rottin e il dj set danzereccio dei Barbari di Soul Finger. Ma se preferite restare in ambito d’oltretomba, trovate gli Obituary all’Honky Tonky di Seregno, o gli Inferno e Lili Refrain al Clam di Lodi; oppure abbandonate il lutto e sculettate sulla techno dub di South London Ordnance (al Tunnel) o sul garage rock dei Cheap Time (all’Agorà di Cusano Milanino).

Out of the black, into the blue, che la domenica che arriva il 9 dicembre è intrisa delle acque fangose del blues, tra la leggenda inglese di John Mayall (al Live di Trezzo sull’Adda) e le borgate romane di Body Bag Redemption e Duo Denum (a Unza!, dalle 19.30 ma con cena ruspante). Che poi sono le stesse borgate che han dato i natali a Mushy, che aprirà per i Led Er Est nel sotterraneo synth-wave depressivo del Ligera.

La morte viene certificata lunedì 10, unica serata degna di nota di una settimana che sarà poi una lunga attesa per il wekend successivo. L’incipit è al Gattò e come sempre è (troppo) indie-pop, con la teutonica Masha Qrella, poi però la cosa si complica, perchè allo Spazio Luce (viale Monza) si costruiscono le atmosfere ambient-drone di Aner Andros, mentre il Centro San Fedele riaccende le casse del suo Acusmonium per proiettare su più dimensioni il capolavoro di Tarkovskij “Andrej Rublev”. Un capolavoro per tanti, per qualcuno una roba noiosa come la morte.