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C'era una Volta

| giovedì 19 luglio 2012



C’era una volta il noise-rock americano, c’erano le sue sessioni selvagge di chitarre distorte fino all’estremo, c’era una serie di gruppi fantastici, fortunatamente non tutti estinti, che diedero vita a quel sottobosco da cui spuntarono poi come funghi il math e il post-rock… Tra tutte le band ce n’era una incredibile, grezza e cattiva, che si chiamava Colossamite. Smisero di suonare presto, per poi tramutarsi nei Dazzling Killmen e in altre successive combinazioni, sino ad oggi, a stasera, quando arriva a Milano (Cascina Torchiera) l’ultimo loro figlio: Xaddax, una commistione tra art-rock, noise e soprattutto follia. Un elemento, la follia, che stasera non manca nemmeno sugli altri palchi: a Villa Simonetta con l’electro-pop di Soap & Skin o al parco Baden Powell, dove si sculetta sull’arab-punk di Al Doum & the Faryds.

Il Baden Powell resta aperto anche nel weekend con L’officina della Camomilla (venerdì) e Carlot-ta (sabato), in un fine settimana che va ovviamente all’insegna dei festival: da quelli brevi come il Rock Valley di Pavia (da venerdì a domenica con Ovo, Bob Corn, the Legendary kid combo & altri), a quelli che durano un’estate o quasi, tipo il LatinoAmericando, che venerdì ospita i suoi due padrini Gilberto Gil e Jacque Morelenbaum, all’ottimo Suoni Mobili, che vaga di serata in serata per le ville della Brianza con un ottimo programma (in settimana da segnalare gli omaggi a J.Cage, per il resto suonimobili.it)…

In fondo, una volta c’era il rock, era bellissimo: era una liberazione di istinti per l’intera “teenage wasteland”. Il problema avvenne quando il rock iniziò ad avvitarsi su se stesso, prigioniero di uno stilismo senza più cuore. Fu a quel punto che nei sotterranei di New York alcuni giovani, grezzi e cattivi, decisero che era ora di fare piazza pulita di 20 anni di menate, di tornare all’impatto del rock delle origini, fu una scelta che gettò semi in tutto il mondo, e il terreno fertile lo trovò a Londra… Il punk nacque e morì, ma segnò l’anno zero. Il primo figlio luccicante lo fecero i Sex Pistols: erano i PIL e il loro disco d’esordio sta ancora tra le pietre miliari del rock moderno. Oggi la crisi picchia duro per tutti, ed ecco che anche i PIL han trovato il momento per la loro reunion: sabato 21 saranno al Rock in Idrho (con Rancid, Specials & altri), e per quanto il tempo sia passato impietoso, omaggiarli resta un dovere. Purtroppo è un festival che costa, troppo, e allora si può andare a cercare ciò che resta del punk altrove, come al Boccaccio (Monza) dove si fa casino con Atrox, Goran D. Sanchez, Ruggine, Black Rage & (tanti) altri; o al Lo-Fi dove torna la crew 8-bit meneghina (Pablito el Drito, Kenobit, Arottenbit). Tra quei primi figli rabbiosi a metà dei ‘70s, la sorella cattiva si chiamava Patti Smith, una che non ha dovuto aspettare la crisi per tornare a calcare i palchi del mondo. Da 20 anni Patti ha ricominciato a cantare, a suonare e a gridare la sua poesia, la prossima tappa è lunedì 23 a Villa Arconati…

C’era una volta il rock, insomma, tutto quanto, con o senza punk. 60 anni di evoluzioni e contaminazioni, di rabbia e di poesia, in cui la “musica del diavolo” ha mostrato più facce delle caselle di un cubo di Rubik; la genialità sta nell’aggiungere nuove facce o nel saperle combinare. Martedì 24, ancora a Villa Arconati, arrivano i Tindersticks, un gruppo che questa lunga tradizione sa omaggiarla quasi per intero, pescando a piene mani: dal dark all’hard rock, dalla musica sinfonica alla lounge, dal pop alla canzone d’autore… quello dei Tindersticks è il concerto migliore di tutta l’estate milanese, vale qualsiasi prezzo, o quasi. Eppure c’è anche un’altra strada per omaggiare questi decenni di storia, ed è quella dell’ironia: a Milano forse non ce ne rendiamo conto, ma abbiamo una band che questo mestiere lo sa svolgere al massimo, si tratta ovviamente degli Elio & le Storie Tese. Gli ex-supergiovani saranno sul palco dell Stadio Brianteo di Monza mercoledì 25, per concludere la storia felici e contenti. E forza panino.