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CEMENTO SU SAN SIRO E PARCHI OVEST MILANO? ECCO LA RICHIESTA DI VINCOLO

difendisansiro@gmail.com | giovedì 23 maggio 2019

Oggetto: Richiesta di dichiarazione di interesse culturale per le aree del Quartiere Ippico di San Siro escluse dal provvedimento di vincolo Decreto Soprintendente Regionale 8.7.2004 e Soprintendente Città Metropolitana 29.9.2017 e più in particolare per le scuderie dell’Ippodromo del Trotto comprese tra le vie Capecelatro-dei Rospigliosi- Pessano. Richiesta di dichiarazione di interesse culturale e storico per l’area verde che partendo da p.le Lotto, Monte Stella, Qiartiere Ippico, Parco di Trenno, Bosco in Città arriva sino a Figino, e per tutte le aree verdi ad essa connesse, così come meglio rappresentata nella mappa allegata.
Osservazioni al PGT del Comune di Milano avverse all’inserimento del quartiere ippico di San Siro nella categoria del PGT relativa alle Grandi Funzioni Urbane.

L’ambito per il quale si richiede un vincolo di interesse e oggetto di un’osservazione all’attuale PGT è il corridoio verde continuo, ben visibile nella planimetria della città e nelle sue rappresentazioni satellitari (foto), che parte dal borgo di Figino, al margine nord occidentale del territorio comunale, sino a Piazzale Lotto.

l Quartiere Ippico di San Siro, sorto sin dalla fine dell’Ottocento ai margini occidentali della città, è stato delineato nelle sue prospettive attuali dall’arch. Paolo Vietti-Violi e costruito nelle sue forme attuali a partire dal 1914. Incentrato sul dialogo tra i due Ippodromi del Trotto e del Galoppo, le scuderie, le piste di allenamenti e l’ambiente circostante, comprese vedute e prospettive rappresenta come definito dal Soprintendente Alberto Artioli nela relazione storico artistica del provvedimento di vincolo del luglio 2004: “Una vera e propria città giardino(…) La maggior parte della struttura urbana originaria èmantenuta intatta. L’area conserva ancora perfettamente leggibili i qualificanti caratteri originari ed è testimonianza consolidata di attività direttamente correlata con la storia sociale, sportiva e di costume della città, ed è da considerarsi di interesse storico-artistico e come tale degna di essere conservata”.

La magia di via Bisanzio, una delle poche vie non asfaltate del quartiere ippico, a destra villa Mirasole e le scuderie Turner, a rischio cementificazione. 

Ricca di terreni permeabili, strade sterrate (via Bisanzio, Ippodromi e Piste di Allenamento), alberature di alto fusto (via degli Aldobrandini, Via dei Rospigliosi, via Bisanzio, via del Centauro, Ippodromo del Galoppo e del Trotto, Pista Maura) ed elementi architettonici caratteristici che si rifanno ai modelli storici del Cottage Inglese e della Casa Normanna, rappresenta un unicum non solo per la metropoli lombarda ma è il più grande dei 33 quartieri ippici disegnati dal Violi in tutto il mondo. Violi è stato infatti un precursore mondiale dell’architettura sportiva, autore degli ippodromi delle Capannelle di Roma, di Merano, di Varese, dell’Ippodromo di Agnano (Na), e del monumentale BjK Stadion di Istanbul. L’impianto calcistico più centrale della megalopoli , con vista Bosforo, è stato recentemente ristrutturato completamente ma le istituzioni culturali dello stato Turco hanno disposto la conservazione della tribuna centrale disegnata dal nostro connazionale. Vietti è anche il creatore della mirabile colonia comunale di Sciesopoli a Selvino (BG) e del padiglione Sportivo su piazza VI febbraio, nella ex Fiera Campionaria, non a caso uno dei pochi edifici a non essere stato demolito nel progetto edilizio cd. ‘City Life’ e attualmente di proprietà comunale. Esempi del valore storico artistico delle opere del Vietti, riconosciute meritevoli di conservazione non solo in ambito nazionale ma internazionale.

 

 

Forme e tecniche edilizie del ‘cottage inglese’ di via dei Rospigliosi, vincolate nel 2017, un modello peculiare e unico per la città di Milano che si ripete in tutto il quartiere ippico, comprese le prospicenti scuderie di via Capecelatro.

Le forme del Cottage, i tetti spioventi della casa Normanna, gli inserti in legno, gli spazi tra gli edifici e il dialogo con l’ambiente circostante fatto di centinaia di alberi, prati, percorsi sterrati, sono modelli che si ripetono numerosi nel Quartiere Ippico di San Siro, dal suo margine settentrionale (Via Diomede), agli edifici che si intravedono dal Parco di Trenno, interni alle piste di allenamento su via Pinerolo, sino alle scuderie di via Capecelatro, creando un ambito di pregio paesaggistico unico per la città di Milano, fattore cardine della qualità dell’aria e della qualità di vita di migliaia di cittadini. San Siro è parte infatti, insieme all’adiacente quartiere Qt8 con cui confina a Nord per tutta l’estensione dell’Ippodromo del Galoppo sottoposto a vincolo monumentale diretto il 8.7.2004, di un enorme ambito urbanistico dall’elevata qualità ambientale con un rapporto abitante/mq di verde di 1:40, il più alto tra quelli inseriti nel tessuto urbano odierno della Città di Milano.

Scuderie dell’Ippodromo via Capecelatro. Si notino i tratti della ‘casa cottage’, identici a quelli considerati meritevoli di tutela dalla Soprintendenza nelle adiacenti scuderie di via dei Rospigliosi.

Il Quartiere Ippico di San Siro, il più esteso quartiere ippico d’Europa nato dall’idea di città-giardino presente nei lavori di Paolo Vietti Violi e Arrigo Cantoni sin dal 1914, i cui disegni sopravvissuti ai bombardamenti del 1943 sono oggi conservati in un archivio curato da Paolo Volorno e Giacomo Bonzani, si sviluppa intorno ai due Ippodromi, quello del Galoppo, dal suo margine settentrionale tratteggiato da via Diomede sino al confine con un quartiere per il quale il Ministero dei Beni Culturali su richiesta di diversi comitati di cittadini, il 4 febbraio 2019 ha avviato il procedimento di vincolo culturale. E’ il Qt8 il Quartiere della VIII° Triennale disegnato dal maestro Piero Bottoni, un’altra eccellenza dell’urbanistica milanese e italiana, dominato da una altura (il Parco del Monte Stella) da sempre nota ai Milanesi col nome di Montagnetta di San Siro, a testimoniare il legame e il dialogo culturale, paesaggistico e storico presente.

Elementi peculiari che si ripetono numerosi in tutto il quartiere ippico, le cui particolarità sono state emulate al fine di rispettarne il disegno anche da alcuni edifici successivi sorti in loco, come nelle ville di via Palatino e via Bisanzio, in via Montale (in foto a sx) in via Bisanzio e nel recente piccolo edificio dell’entrata ai box sotterranei angolo via Pessano (in foto a dx), così come nel piccolo edificio all’angolo tra via Ippodromo e via del Centauro.

Le caratteristiche architettoniche e le tecniche ediizie prevalenti nel quartiere ippico sono quelle sviluppatesi nelle attuali forme sin dalla metà del settecento da tipologie simili delle case vichinghe diffuse sin dall’ VIII° secolo nel Wessex, alle coste nord Orientali della Scozia sino alla successiva colonizzazione della Normandia, principali ambiti di espansione dei navigatori Danesi e Norvegesi. Due tipologie non solo costruttivo-architettoniche, ma soprattutto storico-culturali che si ripetono in tutto il quartiere ippico, determinandone unitarietà e riconoscibilità. I sopralzi e le ristrutturazioni edilizia che hanno interessato negli anni Ottanta le scuderie su via Diomede e via Montale (foto sopra), pur alterandone l’aspetto originale così come lo si vede ancora conservato in lunghi tratti delle scuderie del Trotto in via degli Aldobrandini (Vincolate) e in via Capecelatro (cui questa richiesta sottoscritta richiede un vincolo di tutela), non ne hanno stravolto il disegno di insieme consentendo di mantenere intatta la memoria del complesso, oggi diventato residenziale con edifici non più alti di 3 piani.

Il tunnel sotterraneo che collega le Scuderie del Trotto di via Capecelatro alla pista dell’Ippodromo con pendenza molto lieve, in uso sino al 2013, è un importante strumento di connessione urbana che merita di essere conservato e testimonia,al tempo stesso, la continuità dei due isolati oggi sottoposti a regimi di tutela differenti.

I motivi della presente richiesta sono ben indicati nelle stesse motivazioni che si ritrovano nella nota prot. 2401 del 6.10.2016 (allegata) con cui la Soprintendenza della Città metropolitana ha avviato il procedimento di dichiarazione di interesse culturale ai sensi del D.L. 241/1990 del complesso di immobili denominato Ippodromo del Trotto tra il Piazzale dello Sport, via degli Aldobrandini, via dei Rospigliosi e via dei Piccolomini, a sottolineare la rilevanza storico-culturale del complesso. Non a caso, il vincolo diretto monumentale ricomprende gli edifici delle scuderie su via dei Rospigliosi e via degli Aldobrandini che ricalcano il modello Cottage Inglese/Casa Normanna. Lo stesso che si ripete anche dalla parte opposta della strada, in larghi brani delle scuderie di via Capecelatro, ambito quest’ultimo in stretta connessione con quello delle scuderie sottoposte a vincolo diretto che circondano il Trotto. Non solo ideale e culturale, nelle forme delle coperture e dei serramenti, nei tetti spioventi e nelle caratteristiche liste di legno sovrapposte all’intonaco, ma anche fisico e strutturale visto che sono collegate con un comodo tunnel sotterraneo, sino al 2013 percorso da decine di trottatori, che passa sotto la sede stradale di via dei Rospigliosi, sbucando con poca pendenza sulla pista dell’Ippodromo, un elemento anch’esso da salvaguardare per sottolineare l’unitarietà d’insieme dell’ambito e favorire il dialogo e il passaggio in totale sicurezza delle persone tra le due aree. Non solo le scuderie che circondano il circuito ma soprattutto la pista del Trotto è stata sottoposta a vincolo di tutela indiretta con provvedimento della Soprintendenza datato 29.9.2017 che riporta le testuali parole: ‘Privilegiando una lettura unitaria delle componenti del complesso impiantistico (ippico) è ammessa l’edificazione parziale dell’area non superiore al 40% con soluzioni architettoniche che tengano conto delle visuali e dell’assetto contigui delle ex scuderie nei loro caratteri storici e funzionali (legate a attività sportive, terziarie e servizi),’, specificando poco oltre che ‘Il progetto (edilizio) per l’area suddetta dovrà mantenere leggibile l’impronta della pista, in modo che ne resti la memoria’.La presente richiesta ha come obiettivo non certo la conservazione dello status quo, ma quello della salvaguardia del disegno complessivo del quartiere ippico anche nelle sue parti, e sono molte, oggi prive di qualsiasi vincolo di tutela per evitarne la demolizione totale e la edificazione di edifici incongrui con un contesto la cui importanza è stata sancita nel 2004 dalla Soprintendenza Regionale e ribadita soli 2 anni fa dalla Soprintendenza della Città Metropolitana con due importanti provvedimenti di tutela culturale e storica. Tale vincolo è quantomai necessario e urgente per evitare la paventata demolizione totale l’impianto delle scuderie di via Capecelatro, o quantomeno per molte delle sue parti, la cui unitarietà al complesso dell’Ippodromo del Trotto è indubbia.

Planimetria dell’Ippodromo del Trotto. In rosso su via dei rospigliosi e via degli Aldobrandini le scuderie riconosciute a vincolo diretto monumentale. In blu l’area a tutela indiretta con il vincolo di edificazione del 40% dell’intera area e il mantenimento delle vedute e del disegno della posta larga 30 metri.

Un rischio concreto visto il recentissimo inserimento di tutta l’area di san Siro nella categoria della Grande Funzione Urbana del Piano di Governo del territorio deliberato dal Consiglio Comunale di Milano, quella con ambiti di trasformazione urbana più ampia e indici di edificabilità più elevati. Tale rischio si palesa in alcuni permessi di costruire e valutazioni della Commissione per il Paesaggio del Comune di Milano quantomeno discutibili come dimostrano le foto. Nel primo caso il permesso di costruire concesso a un hotel dallo Sportello Unico per l’Edilizia Unità Grandi opere della zona 7 del Comune di Milano, e valutato positivamente dalla Commissione per il Paesaggio nominata dal Sindaco tra via Fetonte e via Achille in prossimità del perimetro delle scuderie de Montel, ha alterato il disegno complessivo del Quartiere Ippico, rappresentando un elemento totalmente incongruo col contesto.

Si noti la concessione, ai margini meridionali del quartiere ippico, sempre in via Capecelatro di fronte alle scuderie del Trotto, di una trasformazione edilizia che ha innalzato il precedente edificio di 8 piani così come la cortina degli edifici posti sulla stessa via in una enorme volumetria di ben 18 piani, di fianco a un edificio scolastico (Scuola elementare di via Don Gnocchi) a cui toglie luce e aria, completamente avulso dal contesto.

La fotografia sotto mostra invece il grande intervento edilizio degli anni Ottanta su via Fetonte, un tipo di intervento molto intensivo stile ‘Milano da bere’ vista Galoppo, costruito sulle stalle adiacenti l’Ippodromo, uno degli interventi edilizi che questa richiesta vorrebbe scongiurare nel futuro sia di San Siro che di tutta l’area considerata.

Non solo il quartiere ippico ma tutto il Polmone verde dell’ovest Milanese che parte da Figino ed arriva a piazzale Lotto, è oggetto di un attacco senza precedenti ai suoi valori paesaggistici, storici e culturali, come mostrano le foto che seguono.

Borgo di Trenno, 2015, di fronte al Bosco in città. La commissione per il paesaggio del Comune di Milano ha autorizzato 3 enormi volumetrie compatte da 8 piani ciascuna aggettanti sui campi agricoli, totalmente incongrui sia per forme che per altezze con la realtà del territorio circostante, antico borgo agricolo costituito da molteplici cascine. Nella stessa area, dal pregio naturalistico ed etnoantropologico unico per la città di Milano, sono previsti interventi simili nei prossimi anni.

 

Borgo di Figino, prima e durante la costruzione dell’eco-mostro (15 piani di grattacielo, sotto) del ‘Borgo Sostenibile’. di Housing Sociale.

Rendering del grattacielo da 22 piani in costruzione in via Ippodromo 8, con vista sull’ippodromo del Galoppo, anch’esso autorizzato dalla Commissione del paesaggio del Comune di Milano.

Uno dei tanti sopralzi delle villette incongrui rispetto al disegno del Qt8 disegnato da Piero Bottoni, altro esempio di interventi edilizio non rispettoso del contesto della città-giardino presente nell’area Monte Stella-Q.T.8 adiacente all’Ippodromo del Galoppo, recentemente sottoposta a procedimento di interesse culturale, oggetto di una causa promossa dal Comune di Milano.

I firmatari della presente richiesta

CHIEDONO

. l’avvio del procedimento di interesse culturale per il Quartiere Ippico di san Siro che valuti l’apposizione del vincolo di tutela culturale su tutte le aree comprese nel disegno unico e riconoscibile del Quartiere Ippico oggi non sottoposte ad alcun tipo di tutela, nemmeno indiretta, così come delineato nella mappa allegata.
.l’avvio di valutazione di interesse culturale con l’apposizione di vincolo di tutela delle Scuderie del Trotto via Capecelatro- dei Rospigliosi-Pessano, quantomeno per le costruzioni che, sul fronte di via Capecelatro e all’interno delle scuderie riprendono i tratti peculiari (casa cottage- casa normanna) riconosciuti come meritevoli di interesse nelle prospicenti scuderie dell”Ippodromo di via Rospigliosi e degli Aldobrandini con provvedimento di vincolo del 29.9. 2017 a firma Marco Minoja. Il complesso di via Capecelatro inoltre è collegato alla sua pista da un comodo tunnel sotterraneo, di cui si chiede il mantenimento al fine di tutelare l’unitarietà del disegno d’insieme ed evitarne la demolizione.
.l’avvio di valutazione di interesse culturale, così come avvenuto per il Q.T.8., dell’enorme area verde che parte da P.le Lotto ed arriva sino a Figino e che comprende Trenno, Il Quartiere Ippico di San Siro, Parco delle Cave, Parco di Trenno, Bosco in Città, ambito dai valori paesaggistici e dalla qualità delle vita unici nel tessuto urbano di Milano, solo in minima parte tutelata dalle norme del D.L. 42/2004 Codice dei beni Culturali e del paesaggio.
.Chiedono inoltre, ai sensi della l. 241/1990 di essere informati rispetto all’avvio di tutti i procedimenti che riguardino l’intero ambito rappresentato nella mappa allegata, quali portatori di interessi diffusi riuniti nel Comitato DifendiSanSiro difendisansiro@gmail.com,