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Cattelan: "Mai più col Comune di Milano"

| domenica 12 settembre 2010

*by Anna Cirillo* tratto da repubblica: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/11/cattelan-mai-piu-con-il-comune-adesso.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/11/cattelan-mai-piu-con-il-comune-adesso.html

Cattelan: “Mai più con il Comune adesso temo che cambino ancora”

SIMPATICHE ragazze molto scosciate e con tacco 12 ma con cappelli da suora, (per l’esibizione transgender di MissQlee, NdX) finti preti dietro il bancone a servire schweppes e alcolici, musica a manetta. Così giovedì sera con un appuntamento quasi in sordina, aperto agli amici, Maurizio Cattelan ha presentato a Milano la sua rivista, Toilet Paper, in uno spazio in via Nino Bixio. Appena tornato dalla Corea ma ancora abbronzato dalla vacanza estiva a Filicudi, si sta ora occupando della sua mostra milanese. E appare più divertito che contrariato.

Cattelan, la «Nona Ora» si potrà vedere solo dalle 17 alle 22.30, quando gli operai smettono di lavorare nella Sala delle Cariatidi in ristrutturazione. Tutto ciò è un po’ strano, non trova?

«Ho saputo solo adesso di questi orari, nessuno mi aveva detto niente. Guardi, fino a che le opere non saranno qui e gli allestimenti finiti, non c’ è niente di certo. Mi aspetto di tutto da questa amministrazione, visto come è andata. Non hanno previsto neppure una conferenza stampa per la mostra. Ora non vorrei che, quando inizieremo ad allestire la sala, venisse fuori qualche altro inghippo burocratico che fa saltare tutto».

È sua l’ idea di portarea Milano così poche opere, Nona Ora, Donna Crocifissa, e Drummer Boy, il tamburino a Palazzo Reale, oltre al contestato dito Omnia Munda Mundis in piazza Affari?

«No. Io avevo proposto una decina di opere al Comune, oltre a Omnia Munda Mundis. Ma quando dalla lista, per motivi diversi, hanno cominciato a cassarne tre, allora ho dovuto rivedere per forza tutto il progetto. Non si mettono lì due, tre, quattro opere a caso, le cose devono avere un senso, almeno per me. Allora, per esempio, a Palazzo Reale ho pensato, come idea, a padre, madre e figlio».

Qualcuno dice che il tamburino è in forse: ci sarà?

«Spero proprio di sì. Ma non ne sono affatto certo finché non lo vedo lì».

Questi dettagli a due settimane dalla mostra non sono stati ancora messi a punto con il Comune?

«No. Io le cose le vengo a sapere prima dai giornali che dal Comune».

Ma non è una follia far vedere un’ opera tra i ponteggi, e solo a fine lavori della giornata?

«Si può fare, basta che adesso non salti fuori qualcosa o qualcuno che mi impedisce di allestire in quella sala l’ opera come voglio io, che ci siano altri paletti. Con questa amministrazione un po’ naif è stato tutto in salita, fin dall’ inizio».

E se per caso salta anche il tamburino, che ne sarà di padre madre e figlio?

«Cambierò progetto al volo. Ma non ho più intenzione di lavorare con le amministrazioni. Già con i musei è difficile ma con le amministrazioni… ci sono troppe difficoltà, una burocrazia terribile, è tutto faticoso e inutilmente difficile. Ci sono tanti artisti, le prossime mostre qui a Milano le faranno con altri ma non con me».

Porterà anche il libro d’ artista in mostra?

«Sì. È in stampa, e verrà esposto qui per la prima volta»