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Casa Pound Assalta il Centro Sociale di Cremona: in Coma Attivista #EmilioResisti

| martedì 20 gennaio 2015

dordoni

di Luca Fazio

Gli squadristi aggrediscono il centro sociale e prendono a sprangate un uomo di 49 anni che è ancora in gravi condizioni. La polizia non ha ancora effettuato alcun fermo. Sabato prossimo, a Cremona, manifestazione nazionale antifascista. Pd e Sel hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Alfano

Le situa­zioni pos­sono sfug­gire di mano. Anche le spran­ghe pos­sono sfug­gire di mano. A Cre­mona, ma poteva e potrebbe acca­dere in qua­lun­que piazza ita­liana dove i fasci­sti ormai hanno ricon­qui­stato spazi di agi­bi­lità poli­tica, sono suc­cesse entrambe la cose. L’antifascismo è tor­nato ad essere una que­stione di vita e di morte.

Sem­bra incre­di­bile, vero? Le con­di­zioni di Emi­lio, 49 anni, mili­tante del cen­tro sociale Dor­doni, ieri sera alle 19 erano “sta­zio­na­rie”. Ma è un bol­let­tino medico poco ras­si­cu­rante, “pro­gnosi alta­mente riser­vata”, l’uomo è in coma far­ma­co­lo­gico con la testa spac­cata da colpi di spranga. Hanno con­ti­nuato a col­pirlo quando era a terra sve­nuto, con calci sulla testa e sulla faccia.

Cre­mona è un pic­cola città. I mili­tanti cre­mo­nesi di Casa Pound che hanno infie­rito rischiando di ucci­derlo sono per­so­naggi piut­to­sto noti, non sono più di una quin­di­cina, anche se dome­nica sera si sono fatti aiu­tare da alcuni gio­vani fasci­sti pro­ve­nienti da altre città, da Bre­scia e Parma. Sono ele­menti che dovreb­bero faci­li­tare le inda­gini, cre­diamo con gran sol­lievo del mini­stro degli Interni e della que­stura pre­po­sta a svolgerle.

I fasci­sti erano allo sta­dio, nella curva del Cre­mona che gio­cava in casa con il Man­tova. Poi, dopo la par­tita, in ses­santa, armati di spran­ghe, cin­ghie e bastoni, sono andati davanti al cen­tro sociale Dor­doni. A difen­dersi, colte di sor­presa, sette o otto per­sone. Il que­store e il capo della squa­dra mobile ieri sera hanno pre­ci­sato che per il momento non ci sono né ipo­tesi di reato né inda­gati. Di sicuro que­sta non è una “banale” rissa da sta­dio, come in un primo tempo aveva lasciato inten­dere la poli­zia, ma un’aggressione di tipo squa­dri­sta por­tata a ter­mine da un gruppo poli­tico che sta strin­gendo alleanze con l’unico par­tito che viene dato in ascesa nei son­daggi, la Lega di Mat­teo Salvini.

Nell’appello del cen­tro sociale Dor­doni di Cre­mona, che lan­cia una mani­fe­sta­zione nazio­nale anti­fa­sci­sta per sabato pros­simo 24 gen­naio, c’è la rico­stru­zione dei fatti: “L’attacco pre­me­di­tato e scien­ti­fi­ca­mente orga­niz­zato dai fasci­sti di Casa­Pound cre­mo­nesi, in com­butta con altri espo­nenti di estrema destra pro­ve­nienti da fuori città, ha tro­vato una rispo­sta deter­mi­nata da parte dei com­pa­gni pre­senti nel cen­tro sociale, ma pur­troppo Emi­lio è stato col­pito alla testa da diverse spran­gate. I fasci­sti si sono acca­niti sopra ad Emi­lio fino a quando è stato por­tato in sicu­rezza all’interno del cen­tro sociale; è stata tut­ta­via imme­dia­ta­mente chiara la gra­vità del suo stato di salute”.

Il cen­tro sociale cen­sura anche il com­por­ta­mento della poli­zia, che prima avrebbe “sem­pli­ce­mente iden­ti­fi­cato gli assal­ta­tori” e poi cari­cato “dura­mente” il pre­si­dio anti­fa­sci­sta. I fasci­sti di Casa­Pound, invece, sosten­gono di essere stati aggre­diti nel par­cheg­gio dello sta­dio, che è poco distante dal cen­tro sociale Dor­doni. Nel loro comu­ni­cato sosten­gono addi­rit­tura che sia “in atto una nuova cam­pa­gna di vio­lenza rossa pro­ba­bil­mente tesa a creare una cor­tina fumo­gena a difesa del governo Renzi”.

L’aggressione, que­sta volta, non è pas­sata inos­ser­vata. Il minimo che si possa fare è chie­dere chia­rezza, anche in Par­la­mento. Ema­nuele Fiano, respon­sa­bile sicu­rezza del Pd, ha pre­sen­tato un’interrogazione par­la­men­tare rivol­gen­dosi al mini­stro Ange­lino Alfano: “Chie­diamo anche l’ennesima veri­fica dell’attività svolta da Casa­Pound che di nuovo si trova coin­volta in gra­vis­simi fatti di vio­lenza di stampo squa­dri­sta”. Essendo un mini­stro del “suo” governo, non dovrebbe essere com­pli­cato rice­vere rispo­ste. Ema­nuele Fiano ha messo l’accento anche sulla sot­to­va­lu­ta­zione di un feno­meno che potrebbe riser­vare brutte sor­prese: “La natura vio­lenta dei com­por­ta­menti che vedono pro­ta­go­ni­sti gli squa­dri­sti di Casa­Pound con­ferma quanto sia inac­cet­ta­bile l’alleanza poli­tica tra la Lega di Sal­vini e que­sto ben noto movi­mento neofascista”.

Anche Nicola Fra­to­ianni (Sel) ha pre­sen­tato un’interrogazione al mini­stro degli Interni, chie­dendo conto anche del com­por­ta­mento tenuto dalla poli­zia in seguito all’aggressione: “Il governo fac­cia chia­rezza su que­sti fatti gra­vis­simi, atti­vando tutti i canali pos­si­bili. E’ dav­vero arri­vata l’ora di fer­mare le con­ti­nue vio­lenze fasci­ste in tutta Ita­lia, ad opera di Casa­Pound e di altre orga­niz­za­zioni dichia­ra­ta­mente neo­fa­sci­ste”. Anche il segre­ta­rio del Prc, Paolo Fer­rero, chiede un inter­vento riso­luto: “Que­sto enne­simo epi­so­dio di vio­lenza inau­dita dimo­stra ancora una volta solo una cosa: biso­gna chiu­dere CasaPound”.

Ieri sera per le vie del cen­tro sto­rico di Cre­mona si è mosso un cor­teo anti­fa­sci­sta molto teso. Sabato pros­simo i ragazzi del Dor­doni ver­ranno affian­cati da cen­tri sociali e col­let­tivi pro­ve­nienti da mezza Italia.

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