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Cancelli alla stazione Centrale di Milano: l'ideologia del decoro che avanza

| lunedì 30 novembre 2015

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In una Milano sempre più anestetizzata dai dibattiti sulle prossime elezioni comunali e sulla sicurezza dal terrorismo vengono accettate e accolte cancellate in ferro pesante contro i senza tetto e i migranti alla stazione Centrale.

Così da qualche giorno dall’una alle quattro del mattino la galleria dei treni viene chiusa e ripulita dallo “squallido” spettacolo di persone, che senza infastidire nessuno, provano a cercare un luogo un po’ meno freddo della strada per dormire.

Un progetto del 2010 di Grandi Stazioni. Un progetto accolto con applausi dalla vecchia giunta Moratti-Decorato.

Così cinque anni dopo le cancellate sono pronte. Pronte per tenere lontani migranti e senza tetto. Pronte per velocizzare la lotta al degrado e piacere agli amanti del decoro. Gli amanti della città vetrina possono stare tranquilli, c’è ancora pane per i loro denti. Pisapia e la sua giunta dicono con un filo di voce che anche stavolta non possono fare nulla perché lo spazio è privato. Come dire che a Milano la governance è in mano al privato, la politica non può fare nulla. Certamente potrebbe dire qualcosa, proporre soluzioni, e quanto meno battagliare. Ma è più importante trovare una data per le primarie. Le realtà sociali come sempre non vengono ascoltate e il dibattito si chiude.

La corsa alla privatizzazione ha fatto il suo dando alibi alla politica sul poter dire di non poter intervenire. Da ancora il suo: in maniera del tutto “casuale” nei giorni in cui si apre alla vendita di FS i cancelli di Centrale diventano realtà. Certamente per un acquirente la chimera della pulizia, del decoro e della sicurezza sono un buon biglietto da visita. Per il mercato la vita delle persone è poca cosa, figuriamoci se a mercato e acquirenti interessa risolvere le cause che portano qualcuno a cercare “riparo” per la notte dentro la stazione. Alla politica interessa poco, senza tetto e migranti sono elementi da campagna elettorale. I cancelli, i piani antifreddo e affini non risolvono il problema, ma la verità che il problema non interessa a nessuno. Interessa accontentare “quelli che benpensano” come cantava Frankie Hi-Nrg. Centrale potrebbe che non essere l’inizio di una nuova crociata, utile a saziare le voraci bocche del perbenismo che dietro all’idea del decoro stanno creando una cultura pericolosa e reazionaria. E Milano questa deriva la conosce bene. Basta girare la testa e guardare alla marcia delle spugnette del 3 maggio, e anche più indietro.

Dietro ai cancelli della stazione di Milano Centrale non c’è solo la volontà di impedire ai clochard di dormirci, c’è l’idea del decoro e la lotta al “degrado”. Ovvero la nuova cultura destra che avanza e giustifica marginalizzazioni, rastrellamenti, cancelli, sgomberi e molto altro.