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Canapisa 2016: dal 2000 in Strada Contro il Proibizionismo

| lunedì 23 maggio 2016

Per una maggiore consapevolezza :

CANAPISA 2016

Il proibizionismo planetario ha ormai compiuto 51 anni, tanti sono gli anni passati dalla prima Convenzione ONU del 1965 sugli stupefacenti voluta dagli USA con l’obiettivo dichiarato di reprimerne il traffico e la diffusione nel mondo, ma con il risultato di aver inaugurato il mercato nero delle droghe e aver fatto schizzare alle stelle il prezzo delle sostanze bandite.

Più di 50 anni di proibizionismo hanno creato molta ignoranza e falsi miti, paure e cattiveria, hanno distrutto relazioni, deflagrato il tessuto sociale scatenando piccole e grandi guerre. Tra gli effetti più nefasti e sottili di tali politiche troviamo odio e paura, che impedendo la nascita di un pensiero critico e consapevole sul fenomeno ne ha favorito il suo dilagare consumistico, con il conseguente aggravamento dei casi di abuso e la nascita dell’annichilente mito della droga come scelta di ribellione al sistema.

L’azione e la propaganda proibizionista hanno così sortito l’effetto contrario, acuendo e non superando le problematiche che si proponeva di risolvere.

Oggi, proprio dalla patria stessa di questo dispositivo di governo, l’apparato proibizionista viene messo in discussione! Negli USA infatti sono già più 20 gli stati che hanno messo mano alle legislazioni sugli stupefacenti e hanno dato vita a diversi gradi e livelli di legalizzazione della cannabis.

Alcuni Paesi Sudamericani stanno contestando apertamente le Convenzioni ONU, ne richiedono la modifica o addirittura lo stralcio e propongono i loro modelli di legalizzazione.

L’Assemblea Generale dell’ONU che si occupa della questione droga (UNGASS 2016) a livello mondiale ha messo in discussione il paradigma repressivo sulle droghe e ha aperto le porte ai discorsi sulla legalizzazione, ispirandosi ai dettami dell’approccio propri della cosiddetta “Riduzione Del Danno”.

In Italia, nonostante le resistenze ideologiche ecclesiali e gli interessi economici mafiosi, il dibattito sulla legalizzazione è arrivato in parlamento e si trova ad un punto cruciale. Sarà discussa infatti una proposta di legge di un gruppo trasversale di parlamentari che ha iniziato il suo iter e che prima o poi volgerà al suo termine.

E’ necessario far sentire la voce di chi da anni si batte per la liberazione della canapa e per politiche sulle droghe che non discriminano gli utilizzatori di sostanze, come oggi avviene palesemente e spudoratamente. Per questo, come è stato già fatto in passato da prima dell’approvazione della Fini-Giovanardi e fino alla sua cancellazione avvenuta l’8 febbraio 2014, Canapisa sarà pronta a scendere in piazza fino alla fine del proibizionismo. Non è accettabile una legalizzazione qualunque, oltre ai danni provocati da mezzo secolo di proibizionismo, la possibile proposta di legalizzazione italiana dell’inter-gruppo parlamentare potrebbe rappresentare una vera e propria beffa.

Non sarà accettata una legalizzazione che preveda un sistema monopolistico di concessioni che per difendere ancora una volta i profitti di pochi inasprisca le pene a molti (dal reato di spaccio si passerebbe a quello di contrabbando, con pene fino a 20 anni) e che difronte all’evidenza scientifica dell’efficacia curativa della cannabis reagisca con la schedatura e la medicalizzazione degli utilizzatori.

In questo modo verrà imposto implicitamente il divieto alla cessione gratuita e all’autoproduzione per uso personale senza fini di lucro, con il dichiarato ed ipocrita obiettivo di disincentivarne l’uso, ma che di fatto avrà i soliti effetti di proteggere interessi particolari e d’impedire nuovamente la nascita e la crescita di una cultura critica e consapevole in materia.

Lungi dal favorirne la diffusione, è proprio una cultura critica e non ideologica sulle droghe che può arginarne consumismo e rischi connessi.

Una normativa che preveda la schedatura degli utilizzatori e/0 una loro medicalizzazione, come ha auspicato il Ministro della Giustizia, On. Andrea Orlando, alla UNGASS 2016 (Plenaria della Sessione Straordinaria dell’Assemblea Generale dell’ONU sul problema mondiale della droga) è un ostacolo all’avanzamento culturale necessario a politiche pragmatiche sulle droghe.

Sono chiare ed agghiaccianti le parole con le quali il Ministro Orlando chiede il pieno riconoscimento del “consumo di droga come una questione sanitaria e la tossicodipendenza come un disturbo multi-fattoriale cronico e curabile, che dovrebbe essere trattato e non punito”.

E’ evidente che il paradigma proibizionista non sia mutato, semplicemente alla persecuzione penale si vuole sostituire il trattamento psichiatrico: le multinazionali del farmaco ringraziano!

Scendiamo in piazza per dire No a tutto questo e per sostenere la “Carta dei Diritti delle Persone che Usano Sostanze” redatta a Genova nel 2014.

Richiediamo a gran voce che la canapa venga considerato un bene comune dell’umanità!

Basta persecuzione, basta profitti per pochi e carcere per i tanti che non ci stanno!

Basta discriminazioni!

Costruiamo una cultura critica e consapevole sulla storia delle droghe e sul loro antico uso rituale, perchè senza di essa si prospetta un futuro poco chiaro.

Per essere liberi da ogni dipendenza imposta e non essere strumento inconsapevole di nessuno, riprendiamoci le strade per iniziare ad essere protagonisti della nostra vita nel rispetto degli altri e di noi stessi e della nostra e dell’altrui essenza.

“Quando l’Ultimo albero sarà abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce catturato, soltanto allora ci accorgeremo che i soldi non si possono mangiare”

Antica profezia Cree degli Indiani Lakota (1890)

Canapisa 2016

Sabato 28 maggio ore 16

Piazza Sant’Antonio – PISA

Manifestazione nazionale antiproibizionista,

antipsichiatrica, ambientalista ed ecologista!

canapisa@inventati.org – www.osservatorioantipro.org