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Bicicrazia

Caldazza cronicles #2

| mercoledì 31 luglio 2013

01-CartelloA hot story by Baulz

“Mo’ si suda e non abbiamo più scuse: se c’è da pestare l’asfalto è ora, finche è caldo.”

Tra me e il mio tavolo ci sono 10 kilometri che partono dall’ombroso viale Umbria, un’arteria che ci piace lasciare arrivati ai Marinai, per dirigersi verso i 3 ponti seguendo il cantiere dell’ex stazione Vittoria. Finito un cantiere c’è il Forlanini pronto con un altro. Il viale è vietato alle bici e ai carretti a mano (?!?), ma c’è il sottopasso segreto di via Mazzuccotelli che ti fa saltare mezza tangenziale. Da qui in avanti è quasi tutta “discesa”: la convivenza con le macchine sarà minima. Si zompa sul ponte blu ciclopedonale che mi butta in mezzo al Parco Forlanini. E’ bello usare il deragliatore per salire e riutilizzarlo per scendere, cercando di prendere un po’ di velocità. Pochi minuti in mezzo a joggers e pisciatori di cani e sono sul marciapiedi a poca distanza da Linate. 3 minuti neanche e sono sulla ciclabile che va al Magnolia, da cui esco per entrare nel recinto dell’Idroscalo. Qua sì che ci si diverte: asfalto buono e largo, con lo specchio d’acqua a fianco e vacanzieri urbani stesi al sole o a passeggio pigramente, un po’ di joggers e qualche guinzaglio. Ora si può pestare davvero e mi faccio mezzo perimetro della vasca fino a spuntare davanti all’IBM, ancora un kilometruzzo non striscio nemmeno il badge, basta un cenno alle guardie e salto la sbarra. Il record l’ho fatto oggi: ventotto minuti e mezzo litro di sudore.