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Calcio d'Agosto

| giovedì 18 agosto 2011

di Rocco Herrera

Bisognava aspettare questo ennesimo clasìco di Spagna per riprendere a parlare di pallone. Al di là della linea Maginot della crisi economica, infatti, è sempre un gran bel calcio e solo partendo da qui si può finalmente applaudire alla stagione che comincia. Con “el dedo en el ojo” del grande timoniere di Setubàl e tutte le pregunte che, impietose, ne susseguono. A cominciare da questa: che forse il grande Mou ha abbia perso la rotta? Lo fa pensare l’ormai biennale esclusione di Kakà; lo ribadiscono i mezzucci ritriti che sfodera a ogni sconfitta contro il nandrolofilo Pep; lo conferma la sua allergia al Camp Nou, con un bottino misero di otto match senza vittorie. Se così fosse, con Mou perso nel bosco come Pollicino, il fattaccio dev’essere per forza avvenuto sulla strada che da Appiano Gentile conduce a Montenap, tra overdose di interismo acuto e arroganza da paperone ubzeko col suv. E a proposito di parchi macchine sboroni e interismo patologico, la ciclicità della storia è implacabile.

Dai petroldollarici e morattiani lidi, parte e se ne va un altro idolo. Il megalomane per eccellenza, quel Samuel Eto’o che in quanto a hubris, fa gara solo il reaggaeman ivoriano Alpha Blondie (in passato realmente ricoverato per tale sindrome). Il camerunense con aspirazioni da divinità fuggirà infatti a Mosca o in Daghestan, perché lì gli danno i soldi, nonostante dove stia l’Ahnzi, ancora, non l’abbia capito nessuno. Intanto, nell’italica periferia del futebol latitano i botti del mercato, tranne la Giuventus che rifà la squadra daccapo per il terzo anno di fila e l’Inter che si smembra, mentre il Milan attende luce viva, senza poter contare sui denari di un presidente-premier, tremontianamente austeritizzato.

Dubbi anche Oltremanica, dove la Premier è già iniziata con l’Arsenal che come l’Inter smobilita e annuncia a mezzo stampa ogni dettaglio: dalle disponibilità economiche all’appropriatezza delle offerte ricevute, giusto per non farsi fregare dai pescecani dell’imprenditoria calcistica. E per i vari Marco Branca, già in difficoltà per condizione ontologica, trattare significa bellamente farsi uccellare. Hey ho, Aguero, invece, cantano i tifosi dei citizens, tifoseria gemellata ai casciavìt meneghini già dall’anno scorso sulle pagine di Milanox e di cui si seguiranno le tracce anche quest’anno. E per ora è questa la notizia: l’esordio glorioso del maradoniano genero, mentre uno come Carlitos Tevez viene scaricato proprio ad Appiano. Per il resto si aspetta mister X o magari una nuova veste di milanox; forse una mezzala sinistra, un trequartista o, chissà, pure Annibale Frossi. Il sogno è Nasri, la realtà invece sembra assumere le forme talentuose ma mai sbocciate dell’Aquilani. Sarà il primo anno senza Pirlo. Probabile che per lo scudetto basti il romano, impossibile che sia invece sufficiente per i palati fini dei tifosi. E tantomeno per l’anelata Champions League.