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Li giovanotti de sta roma bella

| mercoledì 23 novembre 2011

La tranche finale di questo densissimo mese di novembre si apre con la triste notizia della dipartita di sua santità della bacchetta Paul Motian. L’ennesimo bel vecchiaccio che ci abbandona in questa annata, rendiamogli omaggio andando a sentire tanta buona musica, che è il modo migliore.
A partire proprio da un gran batterista come Cristiano Calcagnile, alle pelli del terzetto Mistaking Monks che apre la due giorni del circolo Bitte organizzata da Xabier Iriondo, sul palco di mercoledì in trio (il terzo è l’ottimo sassofonista Gianni Mimmo) e la sera successiva con il progetto Der Cavalinha, che incrocia sperimentazioni acustiche e live painting. Prima del Bitte, giovedì, c’è sempre il tempo di farsi una cultura con il Laboratorio di Ascolto curato da “Sincronie” allo spazio O’: questa volta la contemporanea fa un passo indietro per affiancarsi al free jazz, insomma, si parla di John Zorn.

Venerdì inizia un weekend fitto fitto di appuntamenti, copritevi che fa freddo e scegliete un po’ le coordinate che preferite. Quelle dei Mombu (al Leoncavallo) scendono molto verso sud, verso un’Africa di ritmi selvaggi che incontrano la follia del jazz-core… un’anima percussiva che si trasforma in sintetica e funk per i Grand Pianoramax, sul palco di cox18. C’è tanta sintesi elettronica e tanto hip-hop nella notte milanese: c’è il gelo digitale di Asmus Tietchens a O’, l’elettronica calda e bastarda di A034 al circolo Lo Fi, i bassi esagerati che sostengono a sostenere il figlio rinnegato dell’hip-hop degli Uochi Toki al Tambourine (Seregno), o il rap che si incontra con il folk nelle corde vocali della geniale Meshell NdegéOcello, alla Salumeria della Musica. Infine c’è il rock’n’roll, ma è tutto verso nord: al Bloom (Mezzago) con Morkobot e Verbal, all’Honky Tonky (Seregno) con The Great Saunites, Spread e Hellekin Mascara, al Sourmilk (Sumirago) con ?alos e Lili Refrain.

Dopo tutto sto popo’ di roba, sabato sembrerà una serata da nulla. Invece ci sono solo tre proposte ma tutte a cinque stelle, per scegliere come torturare la peluria interna ai padiglioni auricolari. Al Leoncavallo si prosegue con i Bellini, la filiazione math-rock degli Uzeda; al Rocket Club si sonorizza l’apocalisse con la dubstep oscura di King Cannibal; mentre allo Spazio StreetStudio (in Bovisa) vengono messi in mostra i calcinacci dell’impero romano. Arriva infatti a Milano il tour della Borgata Boredom, la versione del terzo millennio della “società dei magnaccioni”, ovvero una banda di rumoristi geniali e ubriachi che, partita dalla periferia est di Roma, vuole conquistare il mondo intero, magari anche invadere la Svizzera. Sul palco, in ordine inevitabilmente sparso, Hiroshima Rocks Around, Mushy, Heroin In Tahiti, System Hardware Abnormal e Grip Casino.

Domenica 27 vorrei tanto andare a sentire Paul McCartney, a togliermi lo scrupolo di vedere un Beatle sul palco una volta nella vita, purtroppo i prezzi dei biglietti sembrano stabiliti da Monti per coprire l’80% del debito pubblico italiano, meglio optare per il trip-hop d’autore dei Lamb (al Live di Trezzo sull’Adda) o per il folk dei Sakee Sed che chiude il lungo weekend avvinazzato del Leoncavallo.

La nuova settimana si apre a O’, dove Mario Bertoncini concederà un assaggio dei suoi paesaggi di musica contemporanea… e mentre i Magazzini Generali saranno scaldati dal pop “slow-core” dei Low è curioso vedere come i due spazi più grandi di Milano si impegneranno in una sfida a chi è uscito peggio dagli anni ’90 (Vasco Rossi e Ligabue non valgono, sono usciti male proprio dalla vita): al Forum di Assago arriva l’ennesima reunion degli Smashing Pumpkins, mentre all’Alcatraz c’è Noel Gallagher, uno dei due fratelli Oasis, non so quale ma chi è mai stato capace di distinguerli?

Si chiude novembre con due serate a toni variabili: martedì 29 c’e’ il pianista ungherese Andreas Schiff al Conservatorio, ma c’è anche il synth-pop dei Junior Boys al Magnolia (Segrate); il 30 si chiude il mese con uno slancio verso lo spazio più profondo, seguendo le traiettorie di Oneohtrix Point Never al Bitte: a seconda del tipo di set che avrà preparato, può essere un viaggio luminoso o un incubo di noia. Vale la pena salire a bordo anche solo per gusto del rischio.