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#Blockupy: la Rabbia dei movimenti antiausterità a Francoforte

| venerdì 27 marzo 2015

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Tornati da Francoforte cosa resta del #18M in parte oscurato sui media dalla strage jihadista in Tunisia?

Gli scontri dell’alba sono stati abnormi – gli anarcoautonomi tedeschi (di berlino, amburgo, colonia, francoforte) e francesi (molti suggestionati dalla lettura di À nos amis) hanno dato filo da torcere alle migliaia di riot cops schierati a difesa del nuovo e mastondotico grattacielo della BCE, circondato dal filo spinato: era già un insulto ai 20 milioni di disoccupati europei quando era venuto fuori il preventivo da €500 milioni, ora che ha abbondamenente superato il miliardo di euro il suo lusso è davvero sfrontato. Draghi non ha avuto il party inaugurale che voleva ed è dovuto andare in ufficio in elicottero. Tutto il personale della BCE, così come della Deutsche Bank e degli altri grattacieli bancari del centro finanziario (Commerzbank, UBS, Sparkasse ecc) è stato mandato a casa. L’abile banchiere romano ha detto di ascoltare la rabbia dei cittadini, ma che l’austerità l’ha decisa la Merkel, mica lui (salvo poi rampognare l’Italia che non ha tagliato la spesa).

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Come sempre intorno alla zona rossa, dove decine di barricate e macchine sono bruciate e centinaia di persone sono state caricate e arrestate, vigeva un’atmosfera di surreale calma da occhio del ciclone. Gli italiani del blocco blu, finalmente liberati dopo essere stati kettled per ore, si rilassavano sull’erba. La clown army rassicurava i propri membri dopo i maltrattamenti ricevuti dai Bullen (l’ironia non è una virtù dei tedeschi, in particolare se sbirri). Tutti i giovani venuti a manifestare a Francoforte da tutta Europa erano venuti per fare i blocchi dell’alba. E non hanno smentito le attese di un megaclash contro l’incarnazione dell’oligarchia finanziaria in Europa.

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Il cartello Blockupy che tiene insieme da Umsganze a IG Metall passando per Die Linke (il partito di sinistra vero regista dell’operazione) ha scricchiolato di fronte alle immagini televisive che ritraevano la città sul Meno in fumo e fiamme. Ums Ganze era emersa nel 2007 dopo che la Interventionistische Linke (postautonomi vicini a Linke) a Rostock aveva preso le distanze dagi grandi scontri della mattina. Negli anni successivi le due ali del movimento (blackbloc la prima, disobbediente la seconda) si erano ritrovate sulla necessità di una lotta comune all’austerità e alla xenofobia. Il portavoce della Linke di Blockupy ha sostanzialmente condannato gli scontri di fronte alle bordate di CDU e SPD, mentre la più giovane parlamentare locale ha criticato l’enormità di una apparato repressivo che io personalmente non vedevo da Strasburgo 2009 (o forse addirittura da Genova 2001). Tuttavia il successo di pubblico e partecipazione ai comizi di Roemerberg dove erano stati invitati a parlare Syriza, Podemos e Naomi Klein per l’occasione, e poi dell’enorme manifestazione di 30.000 persone (la sera di un giorno feriale!) fino alla Vecchia Opera, ha rassicurato Die Linke, ATTAC e tutta la sinistra europea convenuta Francoforte, fra cui la Brigata Kalimera, dell’aver vinto la scommessa politica della giornata: dar vita a un polo di sinistra in europa che sostenga e generalizzi l’esperienza di Syriza (e anche di Podemos, che ha fatto il discorso più trascinante in piazza) al resto del Continente in alternativa al duopolio socialdemocristiano che governa la Germania e alla trimurti cattoliberalsocialista che regge le sorti dell’Unione: “Syriza, Podemos, Venceremos!” (si spera).

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Ma a noi di MilanoX interessa più l’unità transnazionale dei movimenti antiausterity, antifa e noborder che no le manovre europarlamentari, ed è per questo che salutiamo il #18M come l’impresa di chi da Roma a Madrid, da Atene a Bruxelles sta cercando di costruire lo European Social Strike che vuole finalmente rovesciare le élite antisociali e corrotte che hanno causato il ritorno della disoccupazione di massa nel Continente, ponendo le giovani generazioni di fronte all’aut-aut: o rabbia o depressione. Noi tifiamo per la prima.

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