MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

BITUME E BAR ALLE CAVE: PARCHI DI SCAMBIO

Stefano Mansi | martedì 29 gennaio 2019

5 milioni di euro da spendere in un parco non si vedono spesso, al Parco delle Cave poi sarebbe la prima volta. A leggere la delibera che ha dato via libera alle opere (col voto contrario di 0 dei 30 consiglieri municipali di zona 7 guidato da Marco Bestetti di Forza Italia) però, resta l’amaro in bocca nel constatare quanto sia bassa la sensibilità paesaggistica di chi ci rappresenta nei luoghi decisori. Soprattutto di chi, a parole, è a favore della tutela del verde e della natura. Stiamo parlando di opere a scomputo oneri di costruzione del megaprogetto edilizio Calchi Taeggi (MM Bisceglie) molte delle quali già previste nel progetto delle ‘Vie d’acqua’, lo scolo di Expo devastaparchi, che al tempo (2013) avevano viste unite nel si maggioranza e opposizione dell’allora Consiglio di zona 7 di centrosinistra.

Nuovo ‘Guardino dei Giusti’ al Monte Stella: centinaia di metri di pietre e quintali d’acciaio corten su una balza del Monte Stella.

Gli atti dimostrano che non si tratta di una questione politica, come testimonia la recente spianata di pietre sui prati del Monte Stella (in foto) deliberata dalla ‘zona 8 solidale’ dei sinistrissimi Fedrighini (ultimo dei verdi, 1000 voti alle ultime amministrative) e Zambelli (ultimo presidente ex Sel di Municipio al 2 mandato), ma culturale. Come si può prendere in considerazione, in una delle città più inquinate d’Europa, anche solo l’idea di impermeabilizzare ulteriore suolo?A leggere le opere dei progetti che stanno sconvolgendo una balza del Monte Stella e presto cambieranno volto al Parco delle Cave una domanda sorge spontanea: perchè?  Vialetti di asfalto e un albero di acciaio alto 6 metri, un parcheggio da 200 posti su un prato e un auditorium da 200 posti, un bar e chilometri di lingue d’asfalto. Siamo sicuri che queste opere, così indispensabili da venir prima di scuole e asili comunali spesso privi dei certificati antincendio, di idoneità elettriche, con infiltrazioni d’acqua e tetti stravecchi, non potrebbero trovare posto nelle tante aree già bitumate intorno ai parchi? Nella capitale immobiliare d’Italia sono migliaia le aree già impermeabilizzate, chilometri quadrati asfaltati sia intorno al Parco delle Cave che del Monte Stella che di Piazza d’Armi: ambiti naturalistici preziosi per Milano. Nulla del genere emerge nelle velate critiche espresse ieri, durante un sopralluogo congiunto di comitati, cittadini e consiglieri comunali, da un ‘verde’ storico come Carlo Monguzzi, oggi presidente della Commissione Verde del Comune di Milano.

Il campo di gara ed esercitazioni dell’associazione Shadow Archery Team nei pressi dell’entrata di via Broggini, Parco delle Cave.

Le luci del nuovo impianto di illuminazione disturbano le lucciole e i vari volatili notturni che popolano il Parco? ‘Le faremo a bassa intensita’, ha detto, non ‘Non le faremo’. ‘Un bar da 300posti di fianco ai campi di bocce della cava Cabassi, quella che si incontra passando da via Cancano? ‘Limitiamone l’impatto’, ha specificato Monguzzi, non certo ‘Un chiosco non ha nulla a che vedere con un parco naturalistico come è diventato il Parco delle Cave. Si resta senza parole nell’apprendere che uno stupendo prato di fianco alle case di via Broggini verrà ‘sacrificato’ per far posto alle auto dell’associazione Shadow Arcieri, già beneficiata nel 2013 da una nuova sede costata 250.000 di euro pubblici, una delle poche ‘opere’ previste nel progetto delle vie d’acqua di Expo ad essere stata ultimata.

Gufi, civette, e non solo. L’avifauna del Parco delle Cave è un unicum a Milano.

Resta, forte, il dubbio che i parchi e le aree verdi in genere siano ormai diventati plateale merce di scambio elettorale con associazioni, gruppi, soggetti di diritto privato che ormai considerano il verde pubblico come roba loro. Non serve fare molta fatica per scorgere nella mangiatoia di progetti, contributi, patrocinii, concessione spazi, incontri una logica di scambio tanto peggiore quanto ha per oggetto il nostro bene più importante, la salute. I nomi? Basta guardare chi è nei parchi e che spesso ha avuto il pregio di recuperare aree verdi alla pubblica fruizione. Dall’associazione Gariwo Il Giardino de Giusti che ha avuto in concessione dentro ai prati del Monte Stella ben 8000mq di terreno, sino alla Shadow Archery Team di via Broggini, dalla Cava Aurora ai ‘Bersaglieri’, da Italia Nostra ad altre, ognuno con il suo pacchetto di opere promesse. Un vialetto asfaltato per far arrivare le auto qui, la concessione di una cascina, la fognatura là, l’appalto per la pulizia del verde o per la forestazione, un impianto di illuminazione maggiorato lì, un auditorium qui: e non siamo che all’inizio. Intanto 4 scritte tracciate col bianco da interni, col chiaro messaggio ‘Giù le mani dal Parco’ e firmate dal gruppo ‘Far West Ribelle’ hanno fatto scalpore provocando il sopralluogo congiunto di ben 2 commissioni comunali (Urbanistica e Verde) al Parco delle Cave. Così come le oltre 3000 firme sulla piattaforma www.change.org/p/pierfrancesco-maran-investire-sul-parco-delle-cave-tutelando-la-vocazione-agricolo-naturalistica lanciate da un cittadino baggese già attivo durante la lotta No Canal contro le Vie d’acqua. E, notizia di poche ore fa, il capogruppo PD al Municipio 7 Lorenzo Zacchetti ha chiesto un tavolo di confronto tra favorevoli e contrari. La battaglia del Parco delle Cave è solo all’inizio?