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Bilancio Partecipato e Appalti Pubblici? Zero Trasparenza

| domenica 29 novembre 2015

20151123_212842Sarebbe stato bello ricevere al volo il nome della società esterna al Comune che gestisce i dati inseriti dai cittadini nel sistema informatico del Bilancio partecipativo (http://www.bilanciopartecipativomilano.it/). Sarebbe stato logico ricevere queste informazioni subito, visto oggi scadono i termini del voto, e che le domande sono state rivolte per iscritto a chi di dovere più di una settimana fa, inclusi ben due solleciti telefonici. Invece…il nulla. Milano X voleva solo sapere chi sta gestendo gli oltre 10 mila tra indirizzi, mail, soggetti i cui dati sono stati raccolti dal portale ospitato dal sito del Comune di Milano, bimbi e genitori di diverse scuole inclusi. Sarebbe stato interessante capire il perché delle dimensioni miniaturizzate dei caratteri dei moduli che presentano i progetti (tanto piccoli da risultare illeggibili, vedi foto) distribuiti alla scuola Don Gnocchi di San Siro, o il nome del responsabile del trattamento dati (ai sensi della legge sulla privacy (L.196/2003). Oppure capire perché tra i 3 progetti (sui 39 totali per 9 milioni di euro disponibili) da votare in zona 7 appaia sempre la creazione di un chiosco (commerciale) nella biblioteca (comunale) di via Pistoia a Baggio, sede di recenti aggressioni ai danni dei lavoratori comunali. Un voto che non è un voto visto che presenta una scelta obbligata in tutti e 3 i casi disponibili… E quali piste ciclabili siano ‘da costruire’ nel Parco Trenno e Cave (recentemente salvati dal cemento delle vie d’acqua di EXPO da comitati cittadini) o al Monte Stella (dove sono attese altre ruspe e cemento del nuovo ‘Giardino dei Giusti’), previste in un progetto che destina centinaia di migliaia di euro a opere di illuminazione completamente avulse da un contesto di parco (leggi alla voce inquinamento luminoso).
francesca-balzani-genoana
‘Stiamo scherzando vero?’, ci spiegano diversi funzionari dei servizi tecnici del comune di Milano, quelli che dovranno (si spera) mettere nero su bianco le idee scaturite da decine di incontri organizzate negli scorsi mesi dalle 9 zone di decentramento. ‘Almeno la Moratti le mail e i dati dei cittadini li aveva presi direttamente dal sito prima della campagna elettorale, invece questi (la Giunta Pisapia, nda) hanno pure costruito il Bilancio Partecipato per avere più strumenti prima della campagna elettorale’…’E enza spiegare ai cittadini che prima del 2017 nessun progetto potrà vedere la luce visto che mancano ancora i preliminari’. ‘Spero che la gente non sia così stupida da abboccare’, ci spiega G. che lavora nel settore infrastrutture e che aspetta come altri 100 colleghi il pagamento degli arretrati previsti dalla legge per gli appalti di opere pubbliche (più di 77 gli appalti realizzati ma non anora pagati dal Comune che sta perdendo diverse cause di lavoro per questo motivo). ‘Perché quelle cifre, per esempio quelle per pedonalizzare via Palermo sono un insulto al buon senso.’ ‘Nulla di quei progetti verrà realizzato entro la scadenza del mandato dell’attuale Giunta’, ci spiega una delegata sindacale, ‘Visto che mancano pure i progetti preliminari’, o ma non scrivere nulla altrimenti la mia organizzazione non me lo perdona… ‘E’ un chiaro tentativo di ‘induzione’ al voto. Tu mi voti e io ti realizzo il progetto richiesto nella prossima legislatura’. Un Bilancio Partecipativo che, secondo molti dei dipendenti comunali che hanno a che fare da decenni con opere e appalti, progetti e costruzioni, balla sul limite della concussione visto il tacito meccanismo di scambio che sottindende l’intera operazione (la dazione di ‘altra utilità’ prevista dall’art. 317 codice penale). Peccato non aver ricevuto nessuna risposta alle nostre domande, peccato soprattutto perché a gestire l’intera operazione c’è quella assessora Balzani (una 49enne prof. del PD di Genova con 3 figli e un trascorso da parlamentare europea) da molti dipinta come possibile candidata sindaco. Lecito quindi aspettarsi più trasparenza sia per il Bilancio Partecipato che per la tracciabilità degli incarichi degli appalti pubblici, che ancora oggi, incredibilmente, non sono pubblicati sul sito del Comune di Milano. Non sono solo alcuni giornalisti o i dipendenti del Comune a pretenderlo. Ma tutta Milano.