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Generazione (A)

Betty è sempre con noi

| giovedì 3 aprile 2014

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Betty l’ho conosciuta a Sqott, uno spazio occupato nei primi anni novanta, che in un primo tempo apriva solo il mercoledì. Insieme ad un gruppo di amici/che dark e punk lei organizzava le “cene colorate”, degli happening mangerecci in cui le vivande erano tutte dello stesso colore. Vidi un flyer incollato su di un muro in Ticinese e mi fiondai alla “cena gialla”, il cui menù era risotto allo zafferano, malanzane fritte, budino creme caramel.
La incrociai spesso alla Breda, un complesso di fabbriche occupate tra Milano e Sesto San Giovanni che diede tantissimo spazio alla musica elettronica: una volta mentre io e dj Pier suonavamo techno sperimentale nella cantina dell’unica palazzina del complesso, lei e i suoi soci (Nino Ice Age e altri) smitragliavano roba molto più veloce (io la chiamavo “la contraerea”) in un capannone pieno di vetri e detriti.
Poi la rividi tante e tante volte in Sqott, dove organizzava iniziative su iniziative, non solo musicali, ma anche di cinema e cultura eretica.
Mossa da un irriverente spirito punk Betty mise insieme con i suoi soci Davide, Irene, Simona, Fefè e Ale una serie di mostre su svariati argomenti : la storia della svastica, Charles Manson e la sua family, il numero ventitrè.
Me li ricordo i commenti del “compagnume” dei centri sociali: i “Salutami i tuoi amici nazisti” e simili non si contarono.
Con l’esplosione della scena illegale, Betty divenne una presenza fissa e costante. Dove c’era lei, c’era la festa.
Fu soprattutto grazie a lei, carismatica organizzatrice e non solo dj, che gente come Pippo e Davich di Torino e dj Ultracore suonarono a Milano, che djBalli presentò “Anche tu astronauta” di fronte a Chris & Chris di Mtv, che Christoph Fringeli ci fece gustare per la prima volta un set breakcore.
Fu anche grazie alla sua contagiosa energia che molti iniziarono a mettere i dischi, a fare i primi live set, ad organizzare le prime distro con vinili, fanzine e altro, creando una continuità tra la scena punk, sulla via del tramonto, la nuova embrionale scena techno.
La penultima volta vidi Betty a Bologna, dopo una street parade, insieme con gli amici di Sqott: era mattina e mi ha offerto un sorso di Jeagermeister. Non la cagai molto perché cercavo il mio cane, scappato per correre dietro a qualche cagnetta in calore.
L’ultima volta mi è comparsa quasi all’alba. Io ballavo, dopo aver bevuto qualche sorsata di un curioso beverone. Lei era tra la folla, si è girata e mi ha sorriso, per poi scomparire nel nulla.
Con me c’era Stefanino, a034.
Ricordo di essermi avvicinato a lui un po’ turbato, dicendogli “Cazzo Ste, ho visto la Betty”.
Lui ha sorriso e mi ha risposto tranquillo “Beh, non c’è nulla di strano, lei è sempre con noi”.

Pablito el drito