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Ecotopia

Beni Comuni? Parchi al Partito!

| lunedì 24 agosto 2015

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C’è chi dice Si, anche dentro alle aree considerate come beni comuni intoccabili da molti milanesi: i parchi pubblici. E così dopo il canale ‘Via d’acqua’ al Trenno, il cemento al Parco Cave, il teatro Burri al Sempione, il calcestruzzo dei ‘Giusti’ al Monte Stella, l’interramento del lago dei Tigli in Triboniano, il taglio degli Olmi di Mac Mahon, di viale Argonne e Piazza Frattini, un altro parco (animali inclusi) deve vedersela con chi vuole ‘Risvegliare l’Italia’, come recitano i manifesti del partito Democratico appesi tra Palestro e San Babila.
I Tir coi muletti sono arrivati prima di Ferragosto. I bilici coi gruppi elettrogeni, posizionati nella settimana in cui i giardini erano vuoti. Poi i palchi, le strutture e gli stand, il tutto a occupare un’estesa area del parco di Porta Venezia intitolato a Indro Montanelli. Il progetto presentato a fine luglio dal PD milanese in Comune parla di circa 1500 mq tutte su sterrato, ma basta farsi un giro alla Festa dell’Unità che aprirà domani sera, martedi 25 agosto con un concerto di Giuliano Palma (ore 22), per capire che anche prati, aiuole e alberi verranno coinvolti. Nell’area concerti (in foto) ci saranno anche Irene Grandi (il 31) Don Joe (4 settembre) mentre domenica 6 settembre alle 16 è previsto il discorso di Matteo Renzi. Le timide proteste del F.a.i. e di alcuni consiglieri di Zona 1, tra cui Elena Grandi dei Verdi, sono state ignorate dalla Giunta Pisapia che ha dato il suo o.k. alla Festa nel parco. ‘Credimi, gli abbiamo spiegato che quell’area era inadatta, troppo sensibile’, ci spiegano alcuni responsabili del Verde.

‘Gli abbiamo fatto presente che l’equilibrio dell’ecosistema dei Giardini è già oggi precario, con molti alberi in sofferenza e i laghetti che necessitano di una ristrutturazione seria. Che i Giardini di Porta Venezia sono il rifugio di decine di allocchi, gufi, falchetti che vivono in centro. Nel laghetto poi, proprio in questi giorni, si fermano diverse specie di uccelli migratori in transito su Milano. Niente, non c’è stato niente da fare’. In una nota il PD milanese fa sapere che sono stati adottati tutti gli accorgimenti del caso, l’area è stata ridotta del 15% e non è prevista l’area ristorante ma solo tanti punti di ‘street food’. La decisione di svolgere la festa nazionale del partito di governo all’interno dei giardini, la più centrale tra le aree verdi di Milano, è sembrata a molti paradossale. Visto che sui banchi della maggioranza, ai vertici di Palazzo Marino, siedono i vertici dei Verdi, passati nel corso degli ultimi anni al Partito Democratico.

Stiamo parlando di Carlo Monguzzi, per anni consigliere regionale dei Verdi, oggi presidente della Commissione ambiente del Comune e Maurizio Baruffi, ex radicale e capolista dei verdi milanesi dal 2011 capo di gabinetto del Sindaco. Capo ufficio stampa è Gianni Nani, ex direttore di Terra, e portavoce dell’ex ministro Pecoraro Scanio, mentre Stefano Bettera, ex capo ufficio stampa di Legambiente è tra i consulenti esterni scelti per la comunicazione. ‘E pensare che la Festa dell’Unità’, ci racconta un vecchio funzionario comunale prossimo alla pensione, ‘l’avevamo fatta spostare noi, prima dal Sempione e poi dal Monte Stella, visto che rovinava i prati. E invece adesso…’ La festa dell’ex partito comunista italiano, infatti, fino ai primi anni Ottanta veniva ospitata tra l’Arena e il Sempione, coinvolgendo centinaia di volontari, poi era stata spostata al monte Stella, e al Palatrussardi con un intermezzo a San Donato (con Borghini sindaco) mentre negli ultimi due anni aveva trovato spazio al carroponte di Sesto San Giovanni. Molti degli attuali assessori e consiglieri comunali, nel 2009 erano stati in prima fila nelle proteste contro la decisione della Giunta Moratti di svolgere la Festa della Casa delle Libertà dentro al Castello Sforzesco.