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#BellaMilano: record inquinanti nell'aria

| domenica 20 dicembre 2015

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Aria
Mentre Comune di Milano e Regione Lombardia assistono immobili, istituzioni pubbliche timorose di infastidire le associazioni dei commercianti durante le feste natalizie ( e il sabato di sciopero per il rinnovo del contratto del Commercio), il livello di inquinanti nell’aria milanese ha superato da due settimane i limiti consentiti dalla legge. In rete e sui social network si respira fermento e molti cittadini chiedono con insistenza alle autorità competenti l’immediato blocco del traffico. Una necessità che non trova spazio nel dibattito politico pubblico, schiacciato su beghe politiche di elezioni primarie incomprensibili ai più, e un assordante silenzio della carta stampata ambrosiana (Corsera e Repubblica). Solo ieri le pagine dei due quotidiani si accorgevano dell’emergenza, con titoletti 4 volte più piccoli di quelli dedicati all’ennesimo candidato sindaco del ‘mezzosinistra’ (siamo ormai arrivati a 5 più un ritirato, Fiano). Le polveri inquinanti (PM10) per metro cubo d’aria registrate dal sito dell’agenzia regionale dell’ambiente (Consultabili su www.arpalombardia.it) fanno registrare dati mai raggiunti prima d’ora: piombo, microparticolato, diossina, e altri inquinanti, ammorbano letteralmente sia la città che tutto l’Hinterland meneghino. A destare maggiore preoccupazione è il Diossido d’Azoto (NO2) un composto chimico killer provocato dai motori diesel, la cui concentrazione nell’aria ha superato la soglia-monstre di 127 microparticelle (µg/m3) per metro cubo d’aria. L’area con concentrazioni tossiche maggiori (vedi mappa immagine) si estende fino a lambire a nord la provincia di Como mentre all’interno del territorio comunale sono i quadranti sud- sud est (zone amministrative 4 e 5) a possedere il triste primato dell’aria peggiore della metropoli meneghina. Meno peggio il quadrante Ovest, proprio quello della fascia verde dei Parchi Trenno-Cave-Fontanili-Bosco in Città-Parco Agricolo Sud. Dati da vera emergenza sanitaria, che stanno provocando già oggi centinaia di patologie alle vie respiratorie, particolarmente a rischio i bimbi sotto i 4 anni e gli anziani. Nel medio lungo periodo, gli effetti di così alte concentrazioni di veleni nell’aria, soprattutto negli organi e nei tessuti di migliaia di cittadini sono patrimonio comune sia degli amministratori locali che della comunità scientifica. Un allarme che spinge molti esperti, pneumologi, pediatri, insieme a gruppi di cittadini e all’associazione Gentitori antismog, a organizzare un mail bombing per Lunedì dalle 9 alle 12 (inoltro simultaneo di mail su determinate caselle di posta elettronica a un dato orario, nda) per chiedere ai responsabili politici della città, la decretazione dello stato di emergenza sanitaria con conseguente blocco immediato di tutto il traffico veicolare privato. Per il Comune di Milano, in foto uno dei manifesti utilizzati in campagna elettorale, responsabile della indizione dello stato di emergenza sanitaria è il Sindaco Pisapia, mentre gli assessori con deleghe alla salute Pierfrancesco Majorino e l’assessora al benessere e alla qualità della vita Chiara Bisconti possono chiedere una riunione di emergenza della Giunta per una delibera richiesta a furor di popolo, che sarebbe il toccasana di una politica milanese inquinata dalla vicenda della trasformazione degli scali ferroviari in aree edificabili. Le loro mail istituzionali sono sindaco.pisapia@comune.milano.it, assessore.majorino@comune.milano.it, assessore.bisconti@comune.milano.it.