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Generazione (A)

90000 euro di solidarietà per il Can Vies di Barcellona

| martedì 9 settembre 2014

Joan Puig

89.760€ di solidarietà dal basso per ricostruire il centro sociale di Sants sgomberato e distrutto alla fine di maggio

di Mao Sartori

Vi ricordate “Can Vies”? Il centro sociale occupato del quartiere Sants a Barcellona che il 26 maggio scorso ha patito un brutale tentativo di sgomberato e una parziale demolizione da parte dei Mossos d’Esquadra e del comune della capitale catalana? Ci furono 5 giorni consecutivi di manifestazioni di protesta molto partecipate con scontri e barricate. Per approfondire segnaliamo alcuni articoli da due media indipendenti, uno spagnolo e l’altro catalano: Diagonal e Directa.

https://www.diagonalperiodico.net/libertades/23041-7000-personas-confluyen-sants-tercer-dia-protestas-por-desalojo-can-vies.html


http://directa.cat/noticia/7000-persones-conflueixen-sants-tercer-dia-protestes-pel-desallotjament-can-vies

A seguito dello sgombero esplose l’effetto Can Vies, #efectecanvies, così recitava l’hastag che è stato trending topic per diversi giorni su twitter in Spagna.

Il governo della città pensava di poter sgomberare un spazio e liberarsi velocemente degli occupanti. Sgomberando Can Vies, pensavano di poter abbattere la morale del movimento, farlo crollare, criminalizzarlo. Non sapevano però che dentro l’edifico occupato, c’erano tutti i quartieri, tutta la rete popolare di contropotere del territorio.

Non si ricordavano che se ne toccano uno, ci toccano a tutti.

E forse è stato grazie anche alla manovra repressiva che tutto il quartiere di Sants, e non solo, si è alzato sul piede di guerra e ha fermato lo sgombero!

refemcanvies

La solidarietà con il centro sociale di Sants si è fatta visibile grazie ad un ricco tessuto sociale, che segue le orme dei sui predecessori, forgiando reti di appoggio reciproco e articolandosi in spazi comuni come la cultura popolare, le lotte urbane, l’antifascismo e l’antiautoritarismo.

Un’onda anomala, uno tsunami, una forte solidarietà dal basso, esplosa nel quartiere e nella società, cosciente di ciò che sta accadendo, cosciente della repressione inflitta dal potere, dal comune, che tra l’altro ha un forte conflitto d’interessi sull’area occupata dall’edificio del centro sociale che è di proprietà dell’azienda dei trasporti pubblici, la TMB.

Un cultura popolare che reagisce con forza, ed ottiene ciò che si propone ed è per questo che Sants e Can Vies hanno vinto: “Abbiamo vinto, Can Vies resta!”

Inoltre, grazie ad una potentissima campagna di raccolta fondi online, “Can Vies vive! Unica soluzione: RICOSTRUZIONE!”, la gente ha donato ben 89.760€!

40.000€ era la cifra minima per i lavori di ricostruzione, 25.000€ circa servono per le spese legali dei diversi fermati e arrestati.

Il messaggio trasmesso da Can Vies è stato molto chiaro, qui termino con un loro motto, alquanto illuminante:

“Attenzione! Siamo la retroguardia solidale del movimento.
Siamo Can Vies. Estendiamo l’autogestione!”

Su twitter: #RefemCanVies #EstenemAutogestió