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| sabato 30 gennaio 2016

francesca-balzani-genoana

di Paolo il paladino della Comancha col suo fido scudiero Alex

Siamo andati una sera alla Cooperativa Niguarda a sentire la Balzani intervenire sul dibattito sulle gestione della case popolari che la MM ha recentemente acquisito dall’inefficiente e corrotta ALER, l’agenzia regionale per l’edilizia pubblica.

Oltre alla special guest Francesca Balzani, l’immancabile Paolo Limonta dei comitati x Pisapia, e l’ex assessore alla casa Lucia Castellano, fan della prima ora della candidatura a sindaco della brunetta dei ricchi e poveri.

La sala del teatro non era strapiena e chi come me pensava il contrario, arrivando quaranta minuti prima, ha fatto un po’ di chiacchera predibattito con i presenti, rigorosamente in spilletta di ordinanza, alla macchinetta del caffè.

La platea era tutta con la genoana, un chiacchiera in casa di amici con domande al velluto per la candidata, con finto chiodo fashion e tacco 5 da perfetta ragioniera che lavora in una grande azienda. Si incomincia con gli onori di casa fatti da Renato Sarti, con l’elogio della cultura del teatro di periferia.

Dopo l’intervento della Castellano, che si è fatto il passaggio case popolari con i maroni boys del pirellone illuminato, arriva il momento dell’unica candidata donna alle primarie per il sindaco di milano. Fin da subito si capisce che la Balzani non ha la vibra giusta: desta la stessa emozione dell’ora di matematica all’ultima ora di venerdì al liceo artistico.

Proposta forte della Balzani: un referente unico per i condomini presente e ben visibile che finalmente possa prendersi tutti gli insulti per il cancello rotto e il citofono che non funziona dal 2010.. Seconda proposta forte: organizzare una riunione fissa una volta al mese con il vigile il poliziotto la portinaia e gli inquilini per risolvere le problematiche del quartiere limitatamente al perimetro dela caseggiato. Non sembra granché, ma lo fanno anche a Londra e quindi è cool. Naturalmente sgombero degli abusivi, senza la distinzione fra chi occupa per bisogno e necessità e chi invece specula e crea racket, all’insegna della legalità hip hip urrà.

Qualcuno tra il pubblico gli chiede se ha intenzione di installare pannelli fotovoltaici sui palazzi a gestione comunale. Grande stupore della Franci che alzando gli occhi al cielo scopre i problemi del cambiamento climatico. Sulla percezione di insicurezza che hanno gli abitanti delle periferie hai voglia a fare le riunione allargate con vigili e carabinieri, forse farebbe meglio a leggersi qualche inchiesta della Boccassini sul racket della casa e sulla presenza della ‘ndrangheta nel mercato della cocaina, con raffinerie proprio nelle case popolari delle periferie.

Ma secondo la Balza questi non sono problemi entusiasmanti come i bilanci o il recupero dell’evasione fiscale tramite la più amata dei cittadini milanesi: equitalia..

Va bene che giocava in casa e non doveva convincere nessuno, ma le manca l’entusiasmo e non trasmette emozione, non ha una visione per la città. Dopo aver fatto pretattica elettorale dicendosi di essere superiore a Sala nei bilanci, il giorno dopo si sveglia e capisce che continuando così va a sbattere e quindi lancia la grande trovata: bus e tram gratis per tutti come a Bologna negli anni ’70. Ha facile gioco Sala ha rinfacciarle: e magari offriamo anche cappuccio e brioche. Lei vicesindaco di una giunta che ha aumentato i biglietti ATM del 50% e aumentato gli abbonamenti per i pensionati, che sa quanto ci costerà la linea 4 della metro, ci fa andare gratis sulla 90. E dire che il sinistro Majorino voleva fare il controlore sulla 90 per far pagare a tutti gli immigrati il biglietto.. Quindi Mayorino, colui che sarà sindaco solo dei lego o dei playmobil, ora cerca disperatamente di vendere il baffo bianco, intrufolandosi nelle foto di vecchiette e promettendo il reddito municipale minimo per restare alla sua sinistra.

La platea non si scalda e non partono battimano coinvolgenti per la vicesindaca, ma applausi tiepidi quasi di ordinanza, tanto che il maestro Limonta, il braccio destro di Pisapia, percepisce la freddezza e confessa che anche lui era un po’ tiepido all’inizio ma poi dopo sette volte si è convinto, mentre i 7 assessori di Pisapia non ci hanno messo neanche cinque minuti a passare con Sala, che sommato a D’Alfonso, Tajani, Maran, Bisconti, Rozza ecc fanno THE HATEFUL EIGHT della Milano elettorale 2016;)

Dopo che lo scorno subito sui mezzi gratis, è dovuto intervenire Don Giuliano in persona in suo sostegno: ha fatto definitivamente outing e ha detto che lui vota Balzani e fa votare Balzani: è amica della moglie, è brava e soprattutto non gli ha fatto ombra come la De Cesaris (che appoggia infatti Sala). Un altro silurato perché non diceva sempre sì, l’archistar Boeri con cattedra in Cina, appoggiato con grande fanfara dal PD di Majorino cinque anni fa, non rende il favore al figiciotto anni Ottanta e appoggia invece anche lui la Balzani, sconosciuta anche ai militanti più attenti fino a due mesi fa, ma evidentemente molto gettonata in Zona 1 e in tutti i luoghi radical chic. Certo che Majorino è stato inculato tre volte: da pisapia, dagli arancioni che l’hanno scaricato, per finire con Sel, che l’ha appoggiato fin dall’estate, ma poi, pochi giorni fa, in una decisione sconcertante ha lasciato i suoi elettori (ci saranno ancora?) liberi di votare chi vogliono.

Come andrà a finire? I carruggi prenderanno il posto dei navigli? Sala dice di temere Majorino, l’unico che può contare su un bacino rodato di gente expci che va a votare. Tutta la Milano della sinistra che fu lo conosce e anche se è un po’ sfigato, molti penseranno meglio votare lo sfigato che si conosce, che un padrone o la sfiga che non si conosce. I sondaggi di MilanoX presso i precari che fanno i sondaggi ci dicono che Sala è avanti alla grande (40% e oltre) e Majorino starebbe lottando per il secondo posto, con la Balzani data in crescita oltre il 20%. Noi che non andiamo votare alle primarie del PD non riusciamo a capacitarci della crescita di popolarità dell’ex deputata europea. La appoggia Pisapia, certo, un sindaco popolare inspiegabilmente dimissionario – ma a noi l’endorsement suona più come un segno di debolezza che di baldanza nei confronti della campagna Sala, uno che sul bilancio Expo è stato di sicuro meno trasparente della Balzani sul bilancio comunale.

Per finire notiamo che il manager bocconiano è andanto a Macao diversamente da Majorino (la Balzani ha cancellato all’ultimo momento per non dispiacere a.. Decorato!). Segnale che vuole sgomberare gli spazi sociali milanesi? Uè, Beppe, fa no il pirla. E ricordet: el nost milàn – al maschile nel dialetto che non sai, perché non sei del popolo né meneghino né terrone, ossia non conosci chi vive in quella periferia che non ti ha mai visto venirci.