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Generazione (A)

Autonomia poliziesca

Stefano Dorigo | giovedì 20 ottobre 2016

Altra serata di sociologia spinta. Salvo, solo perché mi sono vigliaccamente rifugiato anzitempo nella metro.

L’aggressione a colpi di molotov, in pieno giorno, a due vetture della polizia nell’estrema periferia di Parigi di dieci giorni fa ha mobilitato i poliziotti per la loro terza manifestazione indipendente, per la terza notte di fila. Ancora una volta senza sindacati. Dopo l’Arco di trionfo, questa notte si sono ripresi Place de la République. La piazza del movimento della primavera francese. Sul posto pochi. Coraggiosi. Compagni. Ad avanzare un ultimo grido di resistenza.

Cori contro i fascisti. E ci si può stare… Cori contro la polizia. In una piazza zeppa di sbirri di ogni sorta. Ad ogni angolo! Via nella metro! Camarades ! Ne courrez pas vers le métro !

Ma la voce corre distante. Il vitalismo è nella preservazione del se stesso. D’annunzio una sega! Giorno più Joy Division di questo, pochi … anzi, direi più Dead Kennedys: delusioni amorose e frustrazione barricadera. Ma ci stava!

Mi liscio per bene il mio bel culo bianco e ricevo diverse chiamate. Mi hanno preso gli sbirri…no, sono fuori…minchia mi hanno dato un calcio alla rotula…ma sto bene…solo che ho perso tutti… Nessuno che si sia salvato. Quello che ci ha salvati è che ci hanno subito inquadrati come “piccoli provocatori e anche un po’ cretini!”.

Ma il clima è pessimo: anche la polizia sta diventando autonoma. È un’autonomia nera, autoritaria e prevaricatrice. Loro sono gli stessi che cercavano di ammazzarci in primavera. Solidarietà un paio di palle! Il proletariato può essere tranquillamente fascista. Anzi, è quello più incline ad esserlo. Sono pochi i buffoni viziati – relativamente pochi – smaniosi di darsi da fare al grido dell’austero ideale. O gloria o morte!

Questa manovalanza di delinquenti col distintivo. Squadristi. Il PS li ha usati come forza per imporre inette leggi liberali di deregolamentazione, promuovendo un clima da semi-colpo di Stato: in linea con il governo di destra, che li aveva sfruttati per debellare le resistenze nelle periferie. Il tutto per un salario da 1300 euro al mese, per farsi odiare da tutti e rischiare la vita: la perfetta tradizione della carne da cannone lanciata allo sbaraglio.

Per chi ha ribrezzo delle chimere tossiche della religione, l’uniforme rappresenta una “solida” via di fuga dalla marginalità esistenziale. La loro funzione non è cambiata, solo che oggi la macchina da guerra asservita allo Stato sta sperimentando forme di deterritorializzazione per poi ricomporsi in processi di indipendenza banditesca, dalla potenzialità decostituente – ma per il momento solo di sfida – al sistema di codici giuridici vigente. Tradotto: l’arma si fa banda e fa un po’ come cazzo gli pare.

Un coro, sebbene apparso sporadicamente nei cortei, ricordava che “même les flics détestent leur boulot !”. Anche gli sbirri odiano il loro lavoro: più cancerogeno e usurante di un impiego in fonderia, di cui non c’è proprio un bel niente da salvare.