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Asili bio? Incubo strutture educative

by Stefano Mansi | lunedì 18 dicembre 2017

Le immagini inviate da educatrici, sindacalisti e genitori non lasciano spazio a dubbi. Nel giorno della presentazione del programma governativo ‘Asili Bio’, alla Rinnovata Pizzigoni presente il Ministro Martina e la scout-Vicesindaca renziana Anna Scavuzzo, MilanoX pubblica immagini da brividi che riguardano tre strutture educative della periferia milanese. La distanza le notizie del copia incolla dei giornaloni (Corsera e Tg3 Lombardia in prima fila) strombazzate su giornali e TV e la realtà quotidiana di molte edifici comunali educativi (dagli Asili Nido alle Medie) non potrebbe essere più grande. Ecco la spiegazione per immagini dell’altrimenti incomprensibile ai più definizione di ‘Fake News’ (falsa notizia). Iniziamo dalla peggiore. La maggioranza delle strutture educative del Comune di Milano è priva di Certificato di Prevenzione Incendi, un obbligo per tutte le strutture accreditate, o private. Una misura di buon senso visto che in molte strutture vi sono bimbi disabili o dalla mobilità limitata (come negli asili nido) che potrebbero correre rischi enormi in caso di incendio. Provate a chiederla alla direttrice dell’asilo dove vanno i vostri figli o alla preside della media o di una elementare di proprietà del Comune di Milano.

Braga delle acque nere (scolo fognario) non cassettonate in un nido della periferia Sud di Milano.

Notizia numero due. Il Certificato di idoneità degli impianti elettrici, il minino quando si parla di sicurezza di bambini che le famiglie affidano alle cure del Comune di Milano, manca in diverse strutture. Anche in questo caso basta una richiesta a un rappresentante di classe o a una Direttrice d’Asilo. Se ve ne danno una copia firmata e timbrata fatecelo sapere. Le immagini che abbiamo raccolto non sembrano riferirsi a situazioni rispettose della legge. E le indiscrezioni che filtrano da diverse educatrici, che parlano di certificazioni conservate presso l’area tecnica di via Amari, non hanno avuto ancora nessuna prova documentale.

Stato di degrado di uno scaldabagno elettrico in una scuola dell’infanzia della periferia di Milano.

Tra tane di roditori tra le fessurazioni sotto gli edifici scolastici (Asilo di via Ojetti), tetti che perdono acqua a un anno dall’inaufurazione (Scuola Media Negri), e scarafaggi nell’aula giochi dei bimbi (Nido Mompiani) ce n’è davvero per tutti i gusti e le tipologie. Chissa’ quante scuole potrebbero essere messe a norma coi 20 milioni che il Ministro Martina e il Governo hanno stanziato per la sperimentazione del cibo biologico: tra gustare una insalata priva di diserbanti e restare fulminati la scelta è davvero imbarazzante. Ancora di più quelle che necessiterebbero di studi ad hoc del Politecnico, che potrebbe utilizzare le sue menti preziose per progettare interventi a tutela della sicurezza dei piccoli milanesi piuttosto che sbattere via tempo e risorse a immaginare rendering fantasmagorici per ridare vita a dei canali di scolo in città. Nella ricerca svolta non compare il certificato di idoneità statica e quella antisismica.

Intanto chiediamo alle autorità competenti, quantomeno, di provvedere alla pulizia delle macerie che si trovano sotto la scuola di via Ojetti al Gallaratese. I bambini e le famiglie della periferia ringraziano.