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Asili aperti di notte? Si parte a Lampugnano

by Stefo Mansi | domenica 14 maggio 2017

Asili comunali aperti il venerdì sera fino alle 23? La ‘sperimentazione’ parte venerdì 19 maggio per i bambini dai 3 ai 14 anni presso un Centro Anziani di Lampugnano . La notizia è riportata solo nelle pagine milanesi di Repubblica del 13 maggio, nonostante nei giorni precedenti ci fossero stati due incontri tra la Direzione Educazione e i delegati sindacali dei lavoratori comunali, senza che l’argomento fosse nemmeno accennato. Il servizio, ‘Per garantire il diritto di uscire il venerdì sera’ non è proposto da qualche ultraliberista sostenitore delle aperture 24/24h di tutti i servizi ma dalla ex portavoce di Sinistra Ecologia e Libertà Anita Pirovano, che aveva lanciato la sua proposta durante la campagna elettorale in appoggio di Giuseppe Sala (20.mila i voti raccolti da Sinistra X Milano, con un misero 3,5 dei votanti). ‘Già durante il mandato Pisapia le pagine milanesi di Repubblica (dove lavora la moglie dell’ex sindaco Cinzia Sasso, nda) erano diventate il principale canale di comunicazione della Giunta, ma ora le notizie sul nostro lavoro le veniamo a sapere solo dai giornali, alla faccia della correttezza…’, ci racconta Nadia, una giovane delegata sindacale dell’educazione, ‘Di queste proposte fino ad oggi, nessuno delle decine di tavoli sindacali che si sono svolti negli ultimi mesi aveva mai nemmeno accettato. Proprio un bel modo di rispettare le relazioni sindacali, usando i giornali e i giornalisti amici…’, si lamenta Francesca, su uno dei blog delle educatrici comunali.

Dal prossimo venerdì grazie a una delibera votata dal Municipio 8 guidato da Simone Zambelli (anche lui ex S.r.l.), chi accoglierà i bimbi di quelle famiglie che vogliono prendersi una serata libera e non hanno nonni dove lasciare i piccoli, o i soldi per pagarsi tre ore una baby sitter, saranno educatori di una cooperativa e volontari, ma la proposta della consigliera è quella di aprire almeno un asilo comunale in ogni zona una volta al mese con personale educativo del Comune di Milano sino alle ore 23 del Venerdì sera. ‘ A bla bla sono tutte contro’, chiarisce Antonella su una delle pagine Facebook delle educatrici del Comune, ‘Ma scommetto che se dovessero far partire il servizio non ci sarà nemmeno un sindacato con le palle di fare un presidio’. Il servizio, che la Vicesindaca PD e assessora all’educazione renziana Anna Scavuzzo (proprio pochi giorni fa ospite dell’auditorium Baldoni del Municipio 8) non ha ancora deciso se aprire a tutta la città, arriva in un momento molto difficile per i Servizi Educativi del Comune di Milano. Oltre alle indagini in corso per i maltrattamenti subiti dai bimbi all’asilo di via Catone (P.le Nigra-Dergano) con educatrici e direttrice indagate, gli organici di Nidi e Scuole dell’Infanzia annaspano tra trasferimenti allo stato e pensionamenti, con l’età media delle educatrici in servizio che si è alzata drammaticamente negli ultimi 5 anni. Su 4000 educatrici in organico 1000 sono precarie, e un altro migliaio svolgono orari ridotti per il part time e la cura dei familiari disabili.

’Non stiamo pensando di dismettere i servizi Educativi di Milano’, aveva risposto giovedì sera il Direttore Luigi Draisci a un delegato sindacale che metteva in fila le ultime scelte della Giunta Sala: la chiusura della Media del polo di via Deledda, la chiusura del Liceo Accademia Scala, la chiusura del Liceo Linguistico Manzoni Pomeridiano, l’aumento sino al 139% delle tariffe per Colonie Estive, Centri Estivi e soprattutto il ritardo, tanto clamoroso quanto taciuto, della pubblicazione del bando di concorso per Educatrici d’infanzia, annunciato alla stampa nel dicembre 2016, non ancora partito a 6 mesi dall’annuncio. ‘Ci siamo fidati dei titoloni dei giornali e degli annunci della Vicesindaca, anche perché attualmente manca una graduatoria a tempo indeterminato per assumere nuove educatrici’, ci spiega Anna dello staff di formazione di un sindacato, e abbiamo iniziato a svolgere le lezioni dei corsi il 15 dicembre, confidando in una pronta uscita del bando’. Dopo 6 mesi, però, del concorso nemmeno l’ombra: senza una rivoluzione di orari, trasferimenti e mobilità, in discussione proprio in questi giorni con un ‘tavolo tecnico’ convocato per il 17 maggio nella sede della Direzione Educazione di via Porpora 10, a settembre sarà difficile garantire la copertura di tutte le classi durante l’orario diurno.