MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Psykattiva

Psykattiva, la nuova rubrica di psicoanalisi!

| lunedì 12 gennaio 2015

photo1(12)

Psykattiva è una rubrica che ha l’obiettivo di offrire uno spazio di dibattito su questioni psicanalitiche di rilevanza sociale, politica e culturale.

Psykattiva vuole offrire ai lettori una cornice, un contenitore dentro al
quale discutere e interpretare temi di attualità, anche controversi, che riguardano le tensioni sociali, la cultura giovanile, l’arte e la politica. Tutto questo restando sempre massimamente liberi e non dogmatici.

Inoltre, l’inaugurazione della rubrica vuole rendere evidente il carattere eminentemente politico della psicoanalisi, che ha sempre avuto fin dai suoi esordi una forte valenza civile, e un mandato politico e culturale. Come viene ben spiegato nell’introduzione ad un intervento che fece Derrida nel 2000 a Parigi “La psicoanalisi è politica o non è psicoanalisi”. Perché anche quando si prende cura dei fatti intimi delle persone, non dimentica che questi fatti sono, nella loro origine e nei loro effetti, pubblici e carichi di valenza politica, anche se spesso non se ne è consapevoli.

L’idea di fondo è che la psicoanalisi non abbia per scopo la ‘normalizzazione’ del corpo sociale, non dia risposte rassicuranti, ma favorisca la ricerca di nuovi quesiti a fronte di nuove incognite, proponendosi come uno degli strumenti con cui leggere la realtà psicologica ciò che ci succede e ci circonda.

Riceviamo da S. Bonfiglio e A. Migliozzi un primo breve intervento che apre la collaborazione di Psykattiva con Milano X. Buona lettura!

Nel mese di dicembre 2014, si è svolta a Milano una giornata di studi, organizzata dal Centro Milanese di Psicoanalisi, sulle famiglie omoparentali. Nel testo di introduzione alla giornata, presentato da Marta Badoni, si legge “Questa giornata vuole essere la tappa ulteriore di una ricerca che parte da anni lontani e continua nella mattinata di oggi col desiderio e la speranza di aprire col pubblico qui presente un ascolto attento e fruttuoso”.

Sono ormai più di quarant’anni che la comunità scientifica ha cancellato l’omosessualità dallo spettro dei comportamenti patologici. D’altro canto Freud sottolineava che: “La psicoanalisi non è chiamata a risolvere il problema dell’omosessualità.”

Già nel 1920, Freud scriveva in risposta ad una madre che gli chiedeva consigli per il proprio figlio omosessuale: “Se è sofferente, nevrotico, lacerato dai conflitti, inibito nella vita sociale, allora la psicoanalisi può portargli un’armonia, la pace dello spirito, un’attività piena, sia che rimanga omosessuale sia che cambi”. Queste parole sembrano bene evidenziare la posizione e la funzione della psicoanalisi.

Paola Ferri, parlando di nuove famiglie, ci ricorda che “La famiglia viene studiata come un sistema o un gruppo, e tramonta il concetto restrittivo di famiglia nucleare.. Ciò pone seri interrogativi a chi si occupa di cura sulle responsabilità e i ruoli, ma apre anche il campo a nuovi e interessanti sviluppi”.

Con questo vorremmo chiarire e fugare eventuali perplessità in merito a psicoanalisi e omosessualità, talvolta dovute a un’idea superata della pratica psicoanalitica.

La psicoanalisi occupandosi di mondo interno, di soggettività, di sofferenza psichica, si pone in una posizione di ascolto e di sostegno alla persona, e, al contrario, non intende in alcun modo condizionare i comportamenti che sono una libera scelta dell’individuo.