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Arrapamenti per Signorine

by Rosario Gallardo | mercoledì 3 settembre 2014

Rosario Gallardo fa una cosa che a molte donne da fastidio: fa rizzare il cazzo. Ma fa di peggio e le lascia tutte interdette: fa sborrare i cazzi che ha fatto rizzare. Ben pochi fanno rizzare cazzi mantenendo due prerogative ritte ed eiaculanti come idranti: la prima è la coerenza di un progetto autentico, esistenziale quanto estetico, la seconda è che noi godiamo. A liquidarci come le solite puttanelle si fa fatica (e comunque massimo rispetto alla catergoria!). Non è un servizio offerto né l’abnegazione di una lavoratrice o di una moglie, ma la distruzione del criterio d’astinenza e di retorica sul grande assente: l’orgasmo femminile. Rosario Gallardo ha orgasmi non per campagna pubblicitaria di un’ideologia qualunque, ma perché l’orgasmo è l’unica ideologia ammissibile. Ora vogliatemi pure tanto odio ma con la testa nascosta sotto il decoro di ciò che è lecito dire io non ci so stare. Le donne, dall’ottantenne casalinga calabra alla più emancipata e alternativa, in media hanno un tenore orgasmico tenuto sotto tono, educato al silenzio, congelato. Scopate di rado, spesso per senso del dovere o per accaparrarvi “affetto” e legami. Orgasmate molto meno e tutte facciamo fatica a lasciar crescere in noi un arrapamento sincero e quotidiano. Negli anni a volte migliora o peggiora ma, diventate mamme, chiudete del tutto l’argomento abbracciando acriticamente l’idea che la maternità escluda la sessualità. Temiamo forse ciò di cui siamo state capaci?  Reich direbbe che siete particolarmente inclini alla peste emozionale, io dico che siete delle stronze. Ma mi sono ripromessa di scrivere un articolo costruttivo, perché la paura camuffata da noia a volte attanaglia anche me e vi capisco. Potrei raccontarvi di quante donne conosco che, convinte di essere delle vittime, hanno massacrato figli e marito come solo una donna  ha i mezzi per fare. Che, diciamolo pure, noi abbiamo sempre ragione, come se la ragione di per se facesse stare bene qualcuno. La cosa che conta è imparare a identificare il fenomeno quando serpeggia dentro. Ascoltarsi e coltivare il desiderio quotidianamente e non aspettare alla scadenza del mese, quando, grazie alle indagini statistiche sui costumi sessuali, è diventata convenzione pagare la rata del mutuo.  Una volta individuata l’inibizione per quella che è, per non più confonderla con ipotesi più o meno civili di astinenza, io applico delle mie tecniche di sfondamento. C’è a chi piace una strategia più soffice per raggirare i propri meccanismi inibitori ma a me piace spaccarli a calci in faccia, bestemmiando il dio porco. Ovviamente questo dipende anche dal fatto che ho un partner che non si inibisce col “dio porco”.
Non spenderò qui nemmeno un rigo sulla necessità o meno di sbloccare la propria capacità d’arraparsi e di godere. Chi ha dei dubbi sta perdendo del tempo a leggermi. Il modo per uscire dall’autismo erotico è uno solo, declinabile in molti modi, ed è arraparsi. E’ come lo yoga, ti viene solo praticandolo. Punto. Se da bambina la tua santa mammina ti ha insegnato a non provocare i vicini né il tuo paparino, per il tuo bene e per la serenità familiare, può darsi che ti abbia evirato di qualunque possibilità di esplorare i tuoi orizzonti erotici. Mettiamo che hai trent’anni e la bomba ormonale della prima gioventù sta sfiatando e ti sta lasciando sola con le tue vacue incertezze. Nessuno ti ridarà gli strusciamenti sulla sedia dell’asilo, i massaggini con le manine delle amiche proprio lì, eccetera. Ma puoi, volendo, ricominciare da dove sei. Certo che se pensi che ragionandoci su arriverai a qualcosa, sei sulla buona strada solo a metà. Ragionare e capire è la base, la base per fare l’unico vero gesto d’amore che una donna può chiamare tale: fidarsi quanto basta per arraparsi. Puoi affidarti del tuo partner quanto basta per lasciar crescere in te l’arrapamento? Anche quando ti sembra di non sentirlo? O è irritante mentre ti sale su per le gambe? Il tuo partner può essere la vita, un panorama, il tuo cane, il tuo dildo preferito, un pensiero, le lacrime, te stessa. Fallo. Forse piuttosto che avvampare nel flusso del dolore e del piacere andando a vedere cosa c’è dentro di te preferisci, che so, essere rispettata col tuo mal di testa, o hai molte faccende da sbrigare, i figli potrebbero vedere che il tuo sguardo cambia e diventa lascivo, o potresti, che so, dimenticarti di apparire davvero brava. Se temi che perdere il controllo ti disfi il trucco, allora rispettati e continua così come sei: sei normale. Profilo perfetto delle statistiche mondiali,  la madre modello dei figli di questo mondo di merda. Se invece vuoi, come me, fare finalmente un po’ schifo nel modo giusto, l’unico che fa bene a te e a chi ti sta di fianco, figli compresi, vieni Sabato 6 a Macao: Jazz Core per Signorine! Rosario Gallardo il predicatore sarà lì ad aspettarti con i sound rizza pisella di Pablito el Drito, Dj Balli e Tritolo! A tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato, disegnato dall’immenso Massimo Giacon (come il flyer qui sopra), che potrete farvi convalidare con un bacio da tutti noi.

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