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Appalto Cimiteri: scontro D'Alfonso-Sindacati

| lunedì 16 febbraio 2015

Sala Giunta

Nel pomeriggio di venerdì 13 febbraio, durante la consueta riunione di giunta, è stata votata a maggioranza una delibera presentata dell’assessore d’Alfonso sull’appalto dei forni crematori del cimitero di Lambrate. La cessione riguarda non solo la ricostruzione delle strutture, seriamente danneggiate dall’ultima esondazione del Lambro, ma l’intera gestione di un servizio scelto ormai dal 70% dei milanesi per i loro defunti. Al Comune resterebbe la sola gestione diretta del ‘front office’, la facciata del servizio, mentre il suo cuore passerebbe in mano ai privati. E’ la seconda grossa esternalizzazione dei servizi, dopo quella del Museo di palazzo Reale, ormai in mano ai volontari del Touring e Domina s.c.a.r.l., passata però sotto il più stretto silenzio. ‘Faremo i conti tra un anno’, questa la sferzante frase pronunciata al termine della dura requisitoria di Tatiana Cazzaniga, responsabile della Cgil del Comune di Milano, all’incontro tenutosi la scorsa settimana nella sontuosa sala giunta di Palazzo Marino (nella foto da sinistra assessore Chiara Bisconti, assessore d’Alfonso, e il dirigente esterno Alessandro Pollio Salimbeni). Brucia ai delegati Cgil e a tutti i lavoratori che la privatizzazione sventata pochi anni fa durante il mandato di Albertini, riesca così agevole oggi che a Palazzo ci sono i ‘compagni’ Pisapia, Confalonieri, Rizzo, Tajani, Mazzali, Benelli, Quartieri: il fior fiore della sinistra milanese. Aveva un bel dire, in quella occasione, d’Alfonso, assessore al Marketing territoriale nonché ideatore dei ‘Comitati X Pisapia’ che : ‘Non è mai stato nelle nostre intenzioni privatizzare’ davanti ai lavoratori esterefatti. Prontamente smentito dagli increduli operai cimiteriali, che in più di un intervento avevano chiesto il ritiro della delibera e la re-internalizzazione dei servizi oggi appaltati all’esterno: due delle nove operazioni svolte all’interno dei cimiteri milanesi (Lambrate, Monumentale, Bruzzano, Maggiore, Chiaravalle). ‘Appalti finiti in mano a cooperative che fanno lavorare 10-12 ore, in condizioni pessime’ aggiungeva la Cazzaniga, a cui facevano eco con toni più (Cobas) o meno (CSA) accesi tutte le sigle sindacali, senza eccezioni. Qualche delegato ricordava alla ‘Rivoluzione arancio’ seduta in giacca e cravatta dall’altra parte del tavolone le belle parole sui ‘Beni Comunì’ strombazzate in campagna elettorale, smentiti da chi quel programma lo conosce molto bene, perché ne è uno degli estensori, il neo direttore al personale Pollio Salimbeni.  La delibera, questo è quello che interessa ai comunali, va purtroppo avanti. Nonostante migliaia di firme raccolte davanti ai cimiteri e in centro, nonostante la petizione on line su change.org, il voto contrario del PD dentro al consiglio comunale e le critiche espresse dall’assessore Majorino del partito democratico. ‘Se non avete i soldi per il forno, stornate i soldi sprecati per le vie d’acqua di Expo lì dove servono, così come avevate promesso’, prova a rilanciare un altro delegato facendo sbiancare di rabbia miss Bisconti, a cui spettava tutelare Trenno, Bosco in città e Cave da ruspe e cemento targati Maltauro spa finiti nelle indagini sulla Expo Cupola. Ma il tempo è ormai scaduto, nulla sembra più fermare la Giunta.