MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Milano XXX

Apostasia

by Rosario Gallardo | lunedì 13 maggio 2013

Oggi rispondo a una letterina come in una vera rubrica!

M. S. mi scrive: “Perché scrivi che in realtà non sono stati il preservativo e gli altri anticoncezionali a darci la possibilità di vivere una sessualità libera, svincolata da certi meccanismi…?”

Otzi, cinquemila anni fa si curava dai batteri intestinali con funghi di betulla e poi quando scopava non aveva modo di non fare figli?
La bibbia è piena di minacce per chi fa l’amore senza procreare; come minimo erano pratiche diffuse, immagino fossero sfaccettature di una cultura erotica che ancora riusciva ad essere complessa e ricca.

Io non sono un medico, ma ho le mestruazioni da più di vent’anni e non pratico l’astinenza, non uso addittivi chimici anticoncezionali perché incidono malamente sul mio umore e mi affaticano, il preservativo non mi fa impazzire ed avendo rapporti sessuali parecchio sicuri alla fine lo uso molto poco. Non ho mai concepito per sbaglio e non ho mai dovuto ripetere un affondo quando ho voluto concepire. Insomma, a me gli anticoncezionali non servono. Come faccio?
Faccio l’amore per godere e ho fantasia, e le persone con cui scopo non sono dei brocchi, hanno padronanza fisiologica delle loro funzione eiaculatorie. Tutto ciò si chiama cultura.

Come saper nutrirsi senza procurarsi indigestioni o avvelenamenti, a meno che non li si stia cercando.
Pensare che gli anticoncezionali abbiano liberato la donna dal vincolo procreativo equivale a legittimare l’idea che la donna sia per natura legata a una procreatività indissolubile dal piacere sessuale. E questo vuol dire che ogni volta che scopiamo per piacere stiamo rubando la marmellata, facciamo una rivendicazione di estrema modernità, mentre invece Dio o Madre natura l’orgasmo ce lo avevano dato per fare figli.
A me piace fare figli, mi piace mentre escono dalla fica e se non avessi mal di schiena e sempre meno soldi del necessario ne farei tanti. Mi immagino come una specie di ape regina stesa sempre su un enorme lettone a prendere e dare uomini e donne come un portale dimensionale.

Ma quando cerco l’orgasmo io sto seguendo un iter finalizzato a un bisogno diverso, esistenziale, biologico, relazionale, biochimico che non coincide con la ricerca di un figlio.

Questa precisazione non è secondaria.

Innanzitutto l’idea che se si fa l’amore si procrea, a meno che noi non ci barrichiamo dietro qualche modernissima premura tecnologica, offusca le idee su a che cosa serva provare piacere.
A che serve?
Io a che servo? E a chi servo?
La mancata percezione di piacere e della quotidianità di questa ricerca è quanto di più ogettificante per un individuo.
Non vi farò un elenco dei disastri familiari post primo figlio, di quando donne e uomini fatto il figlio poi non si scopa più. Nemmeno di appuntamenti dove signorine moderne “la danno” perchè così otterranno “amore” e uomini che espletano il bisogno di spurgarsi tra mille disagi malcelati. O di chi “beh è sabato, del resto poi siamo fidanzati”.
Perché se la mettessi su questo piano aggiungerei senso del dovere a senso del dovere, ansia da prestazione ad ansia, una marcia in più alla solita omologazione, che per quanto la travesti da rivoluzione, se è un elenco di pratiche, rimane un compitino da imparare a memoria.
Vi propongo invece la riflessione su quanto sia falso il binomio biologico orgasmo-fecondazione.
Il piacere sessuale non è finalizzato alla fecondazione né per volontà divina né per volontà di Madre Natura svelata dalla Scienza Istituzionale, figlia diretta della stessa volontà di prevaricazione violenta di qualunque monoteismo assolutista del cazzo.
Ma questo della scienza come nuovo, unico, dio è un’altra storia.
Prima di presentarvi autori che hanno scritto e riscritto di come e cosa la sessualità è per l’uomo e per il ciclo terrestre, vi invito a ricercarlo da voi. Fate un piccolo esercizio: scegliete un momento che vi dia piacere e che rientri in qualche misura nella vostra quotidianità; fare la doccia, lavare i vetri, (si a me piace), sentire la musica, camminare scalzi. Evitate pratiche come la visione di film narrativi perché presentano un grado di estraneazione dal corpo troppo elevato.
Mentre state facendo come da routine la vostra pratica, prendetevi un momento, rallentando ma senza smettere, respirate e portate dentro il corpo l’attenzione. State passando lo straccio, bene passatelo ascoltando come è l’odore del prodotto usato, l’attrito sotto la mano e così via.
Se fate bene l’esercizio, se sentirete tutto, vi si bagnerà la fica o rizzerà il cazzo, se l’attenzione a voi si connetterà con l’ascolto sensoriale il tempo rallenterà e voi starete godendo.
Se vi state domandando a cosa serva godere allora ci sono solo due spiegazioni: o non avete mai goduto, e vi assicuro che è davvero molto difficile che ciò sia successo, oppure avete paura.
La risposta alla domanda “A che serve godere?”, in ogni caso, è la stessa che spiega perché vi sta facendo paura!