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Antimuzak – recensioni di Manual destruction e Framedada

| sabato 10 settembre 2011

Manual destruction – Multivibrazioni – Rexistenz

Il Piemonte è una terra rinomata per tre cose: il vino, il cibo e la musica.
Fiero ambasciatore della “piemontesità” in terra lombarda, Manual destruction è un prodotto della Torino anni 90, degli squat anarchici, dei Kina e dei Negazione.
Ma anche di tutta quella scena underground che filtrò della Francia e dilagò nel nord Italia una quindicina d’anni fa, convertendo l’ex capitale industriale dal punk hardcore all’elettronica.
In maniera indolore, come fosse cosa non solo naturale, ma pure buona e giusta.
Multivibrazioni, l’ultimo lavoro di Manual Destruction, è un ep di cinque tracce a cavallo tra ambient, idm, techno, electro, dub e dio-solo-sa cos’altro.
Un disco in cui i generi si sciolgono e si rimescolano, spiazzando l’ascoltatore.
Roba potente, che funziona nel dancefloor, ma che è godibile anche nel semplice ascolto grazie alla ricercatezza del suono.
Con i suoi passaggi imprevedibili e gli “incartamenti” stile Aphex twin prima maniera, Multivibrazioni sa stupire, perchè lascia un retrogusto particolare, che faccio fatica a trovare nella musica elettronica di oggi, soprattutto nella dance, sempre più standardizzata e pallosa.
Il disco è un gioellino dell’auoproduzione, che esiste sia in cd che in digitale.

Se volete il cd (eduzione limitata in 100 esemplari) scrivete a: rxstnz@gmail.com

La versione in digitale si compra qui
http://www.junodownload.com/products/multivibrazioni/1761171-02/

Framedada – Un ostinato risalire o dell’estremo tra poesia ed elettronica – Ninjalab

Mescolare ricerca poetica ed sperimentazione elettronica non è affare semplice.
Ci provò Giovanni Lindo Ferretti nel 2002 con Co.Dex e venne fuori, per dirla alla Fantozzi, una cagata pazzesca.
In “Un ostinato risalire o dell’estremo tra poesia ed elettronica” di Framedada il risultato è invece notevole.
Anacleto Vitolo a.k.a. Kletus Kasedey conferma il suo grande talento compositivo fondendo elettronica, rumori, suoni con la voce di Luca Lanzetta, che è anche il producer di questo progetto.
Progetto che in realtà è solo un tassello nella storia del laboratorio di ricerca espressiva Frame Dada, nato a Salerno nel 1991 per volontà di Alfonso Amendola e giunto in splendida forma a spegnere le sue prime venti candeline.
Tornado al disco, che è cupo e inquietante, sono rimasto molto toccato dall’interpretazione di “Mamma Morfina” di Eros Alesi, poeta underground scomparso nel 1974 a soli 20 anni, che come spesso capita, in vita non fu mai pubblicato.
Trovo molto emozionante “Funzione guerriera”, uno dei brani strumentali, in cui l’elettronica di Vitolo si sposa con la chutarra di Giuseppe Nicolais.
Ognuna delle dieci tracce regala grandi sensazioni.
Siamo in un grande teatro in cui sembra di vedere Pasolini sedere accanto a Majakovskij, l’ambient dialogare con la glitch e i mantra indiani fare l’occhiolino al post rock.

Qua potete ascoltare i pezzi
http://soundcloud.com/av-k-prod/sets/framedada/

Se volete un cd ordinatelo a: anacletovitolo@gmail.com

Se volete far recensiore il vostro disco, contattatemi
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