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(A)ntimuzak

Antimuzak – Recensioni di El Torpe e di Rapropos (a cura di Pablito el drito)

| sabato 3 marzo 2012


Questo giro recensisco un libro e un disco.
La cultura per me è un tutt’uno, non esitono arti di serie A e di serie B.
Ci sono bravi artisti e pessimi artisti. Questi di oggi sono proprio tosti!

El torpe – Movin’ on – No.mad records

Talvolta maneggiando un cd mi faccio un’idea della musica che contiene già dal packaging.
In questo caso una bustina di plastica riciclata, cucita a mano, elegante e sobria, un po’come il disco che contiene.
Movin’on è un lavoro interessante, per buona parte elettronico, ma che rivela un anima blues che emerge chiaramente fin dall’incipit (“Movin’on”, unica traccia originale, che dà nome al disco).
Gli altri sei pezzi sono cover di noti bluesman (Big Joe Williams, Walter Davis, Merle Travis, Muddy Waters, Big Billy Bronzie) realizzati in chiave elettronico-sperimentale e cantati da El torpe a.k.a. Marco Albert.
Il suono funziona, si sente che è stato distillato negli anni con l’aiuto di validi musicisti (Cristiano Calgagnile, Ezra, Fabio Volpi, Gabrio Baldacci, Libero Mureddu) e mixato da uno che ci capisce (lo stesso Ezra).
Il risutato è si un lavoro di ricerca, ma di quelli fruibili, non solo per addetti ai lavori.
Un blues raffreddato, sbiancato, ridotto ai suoi minimi termini che convince perchè osa trasformarsi in qualcos’altro.
El torpe si merita un voto felliniano: 8 e mezzo!

Si compra qua

Se no ci sono in giro 300 copie del cd, io ne ho una…Papapero!

Luca Gricinella – Rapropos. Il rap racconta la Francia – Agenzia X edizioni

Luca Gricinella, scrittore e giornalista milanese, ci porta a spasso nell'”altra” Francia.
Quella delle banlieues in cui la canaglia non festeggia il 14 luglio con in mano il Don Perignon, ma tirando molotov.
Quella che non tifa la nazionale di calcio, ma al massimo Zinedine Zidane, eroe del ghetto.
Quella di chi crede nel potere della parola e nell’odio per l’autorità .
Ma anche nella Francia degi atelier, luoghi istituzionali dove si allenano i giovani toasters, in cui i talent scout dell’industria discografica scovano giovani talentuosi e li lanciano nello show business.
Il viaggio nell’hip hop d’oltralpe non segue un ordine storico-cronologico, ma si concentra su alcune tematiche chiave di questa cultura e su alcune contraddizioni che essa fa esplodere: militanza, islam, sessismo, omofobia e violenza sono solo alcune di esse.
Nel libro si parla anche di altre questioni: censura, diy e industria musicale, crew che si spaccano per fare spazio a future stelle dello show business, fuga dal ghetto.
La carne al fuoco è tanta e Luca è bravo nello sviscerare le tematiche, nel porsi domande, nel lasciare libertà di giudizio al lettore.
Devo dire che di un libro come questo sentiva la mancanza.
Soprattutto visto che il fenomeno hiphop d’oltralpe ha dimensioni di massa (i dischi vendono centinania di migliaia di copie anche nell’era del file sharing) e che la scena ha raggiunto picchi artistici molto elevati (ha poco da invidiare a quella nordamericana).

Prima di aver letto il libro ho incontrato Luca e l’ho intervistato. Ecco qua l’audio

Grazie della lettura e dell’ascolto.

Pablito el drito

Se volete che il vostro libro, cd o disco venga recensito su Milanox questi sono i miei contatti. Scrivetemi !!!

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