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Antimuzak – recensioni di "Drop paths" (Max Farnea) e "Descent" (Acid Ghost)

| mercoledì 24 agosto 2011

Max Farnea – Drop Paths

Max Farnea, classe 1971, programmatore e collezionista di vecchi computer anni 80 (l’ho conosciuto perchè mi consigliò come modificare uno dei miei commodore 64), non solo è un ottimo hacker vecchia scuola, ma anche un musicista eclettico.
Il suo “Drop paths”, realizzato con la collaborazione di Audrey, sua compagna e complice, racchiude 10 tracce distribuite in free download.
Il disco si apre con due tracce robotiche e sperimentali.
Poi si avventura in atmosfere ambient dub, con venature psichedeliche alla Orb (“Synthetic climax”, “Wired” e “Contro il mondo”) e il suono si fa decisamente più intrigante.
I synth di “State of mind” , traccia 7, mi ricordano il suono ’80 tipo KLF, che però erano più zarri e, come direbbe il nostro “caro” premier, abbronzati.
“Slow motion”, forse il pezzo più godibile, è synthpop alla moviola, alla Stereototal, ma senza cantato (una bella voce senza dubbio lo impreziosirebbe)
“Hardiscophone” è una traccia ambient drone che sconfina nell’ipnosi techno, mentre “Audrey’s glitches” è un buon intarsio idm con ritmiche scricchiolanti e piano.
“Rhytm machine” è un brano hardtek, ed è l’unico pezzo che proprio non mi piace.
Nel complesso Drop Paths è un buon lavoro di artigianato made in italy e si scarica gratuitamente qui:

http://www.archive.org/details/DropPaths

Acid Ghost – Descent

Il disco si apre con “Posthuman”, basso alla John Carpenter e pessimismo atmosferico.
In “Efei” emerge una certa nostalgia per il lato darkettone degli anni 80, mentre in “Summer” il sole (nero) dell’estate postatomica sembra bruciare la pelle e carbonizzare ogni cosa.
L’umanità è condannata alla distruzione o alla follia, come in un romanzo di Ballard.
“Fuse”, traccia 7, è un tributo alla wave, di quella che si asoltava sul molo di Viareggio all’Hop Frog a metà anni ottanta, con simpatici ghirigori un po’acidi.
Mi fa sorridere che l’incipit sembri quello di un pezzo di Immanuel Casto, re del porno groove… Uno che di anni 80 ne sa, accidenti se ne sa.
“Acid sun”, downtempo paranoico con arpeggio vampiresco da film di serie B, migliore traccia delle dieci.
Il disco, sospeso tra idm, wave/techno e ambient fa molto cinema.
Guarda un po’indietro, agli anni 80-90.
Lo vedrei bene come colonna sonora di un film apocalittico.
Però ho due critiche (amichevoli e costruttive) da fare ad Andrea a.k.a. Acid Ghost.
Manca un mastering che dia dinamica e spazialità al suono e c’è una certo accanimento da parte sua nell’utilizzo di certi suoni ( belli si, ma sempre quelli ) che secondo me toglie una potenziale ricchezza e varietà ad un lavoro comunque apprezzabile. Si scarica qui;

http://acidghost.bandcamp.com/album/descent

Per essere recensiti contattatemi qui:

Myspace http://www.myspace.com/pablito_el_drito
Soundcloud http://soundcloud.com/pablitoeldrito
Facebook http://www.facebook.com/profile.php?id=100000843490094