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(A)ntimuzak – Recensioni di Dome la Muerte e.x.p. / Starving go go / Leon & Rootsquake

pablo | martedì 26 settembre 2017

Dome la muerte e.x.p. , “Lazy sunny day”, (Cinedelic e Godown rec.)

Dome la muerte e.x.p. è il nuovo progetto del reverendo Dome la muerte, figlio della sua prima esperienza solista, “Poems for renegades”. Si intitola “Lazy sunny day” e a differenza di “Poems for renegades” è stato registrato e arrangiato con una vera e propria band, gli e.x.p.

La musica degli e.x.p. è prevalentemente strumentale, si ispira alle colonne sonore spaghetti western, ai b-movie psichedelici degli anni sessanta, alla beat generation e alla cultura e alla spiritualità dei nativi americani, all’india, al movimento hippie e all’espansione della coscienza.

Appoggiando la puntina sulla superficie del vinile si è catapultati in un film alla Morricone, dalla parte dei pellerossa però, quindi su una fumosa chiatta ad Amsterdam a metà anni sessanta, e poi ad un acid test chissà dove nella provincia americana (o perché no, in India). In un vortice senza tempo in cui il filo conduttore è la musica dei ribelli e dei sognatori degli anni sessanta e settanta.

Un disco eccellente, il migliore che ho sentito fino ad ora in questo 2017, che rende giustizia ad una band le cui performance sono imperdibili.

http://www.godownrecords.com/en-UK/dome-la-muerte-e-x-p-cngod101.php

Starving GO-Go, “discredit denial destroy”

Il secondo cd di Starving go-go aka Flavio Bisollati si apre con una reinterpretazione del main theme di “Arancia meccanica” di Wendy Carlos, ovviamente a 8 bit. Non è l’unica cover, il terzo brano è infatti un mashup di due hit dei Prodigy (“Smack my bitch up” e “Invaders must die”).

Interessante anche “HAQ.jpg” multi-medlay bleep tra Tetris, una hit degli O-zone e “Tanz Bambolina” del buon Alberto Camerini, probabilmente l’uomo più coverizzato dai chiptuners italiani, e chissà cos’altro. Ecco, vi ho parlato delle tre cover, ma in realtà il disco ha nove brani originali, tra cui spiccano un brano prog (“Absoute Terror Field”), soundtrack da videogame gotico (“Elevator music”, “Hometown underwater”), bleep’n’bass / hardcore ultramelodica da rave (Miss Livoli vs Mr. Carosi).

Un cd vario, divertente, che dà voce alla terza generazione di micromaniaci italiani, mescolando con disinvoltura brani originali e mash up copia-incolla. Come a dire, tutto è di tutti, prendete e ballate fino allo sfinimento!

https://starvingogo.bandcamp.com/album/discredit-denial-destroy

Leon & Rootsquake, “City” (Fridge records)

Oreste Zurlo, producer di Fridge records, non ha mai smesso, per fortuna, di produrre.A

La sua ultima proposta è il cd di una band di cui fanno parte il cantante Leon Samuels, originario di Montego Bay (Giamaica) e la band che ha lavorato con lui alla realizzazione di questo album, i RootsQuake, di cui fanno parte Gabriele Nicosia (batteria) e Marcello La Terra (basso) insieme con i fiati dei Funkymama, le tastiere di Ze (tastierista degli Articolo 31) e le chitarre di Max Bizzarri.

Il disco ha un suono decisamente roots (ma pulito!), mentre gli arrangamenti sono più moderni rispetto al suono anni settanta. Un compromesso, quindi, tra tradizione e innovazione. I testi sono invece tipicamente roots, tra mistica jamaicana (“Jah love”, “Eden”), denuncia dell’alienazione delle grandi metropoli (“City”), sofferenza per la separazione dall’amata (“Dancing shoes”). “Struggle dub” è una stumentale ricca di echi e riverberi, così come “DubSynth”.

Se vi piace il reggae, non potete non ascoltarlo.

http://beta.goodfellas.it/italy/8056099001116-city.html

 

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