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(A)ntimuzak

(A)ntimuzak – Recensioni a cura di Pablito el drito

| martedì 16 ottobre 2012

u.net “Louder than a bomb” (Agenzia X, 2012)

Questo è il terzo titolo che u.net, profondo conoscitore della cultura afroamericana, scrive su hip hop e dintorni.
Infatti al suo appassionato libro d’esordio “Bigger than hip hop” (Agenzia X, 2006), che delineava i recenti sviluppi della cultura hip hop statunitense, è seguito l’ottimo Renegades of funk (Libro e cd, Agenzia X, 2009) una narrazione sulle origini del movimento nel Bronx a metà degli anni 70.
Questo terzo libro, che integra i primi due, si concentra invece sugli anni ottanta, la “Golden Age” dell’hip hop, quello in cui “la musica divenne impegnata, rumorosa, esplicita nelle proprie richieste ed affermazioni” (cit. Postive K).
Para insomma degli anni in cui l’hip hop vide la sua esplosione, passando da fenomeno di quartiere a epidemia nazionale, per poi conquistare rapidamente le periferie globali e infine i media mainstream di tutto il mondo.
La narrazione di u.net è avvincente, ben rodata, più fluida rispetto ai primi due volumi della trilogia, divenuti dei veri classici della letteratura musicale.
Questa volta le preziose interviste ai protagonisti (Melvin van Peebles, Last Poets, Kool Herc, Afrika Bambataa, Kurtis Blow, Chuck D tra gli altri) sono integrate non solo da alcuni brevi saggi che focalizzano l’attenzione su questioni specifiche, ma anche da sintetiche cronologie che ci aiutano ad comprendere i profondi cambiamenti che gli Stati Uniti hanno vissuto negli eighties.
Anni dominati dalla Reaganomics, dall’individualismo, dal crack e dalla violenza nei ghetti.
Un decennio schizofrenico per la comunità nera.
Quindici anni dopo la fine della segregazione razziale infatti (Civil Rights Act del 1964, Voting Right Act 1965) pochi fortunati divennero superstar dello sport, dell’ arte, nel business dei media, mentre la maggioranza dei neri continuò a sopravvivere a fatica in un contesto economico depresso, dominato da droga ed emarginazione.
Devo dire che ho molto gradito la lettura di “louder than a bomb”, soprattutto per la sua esplicita volontà di connettere storia musicale e storia sociale, politica, della cultura e del costume.
Ritengo che sia uno dei migliori titoli pubblicati da Agenzia X e concordo con il mio amico dj Balli che due giorni fa mi ha detto “U.net è il più serio tra i conoscitori del fenomeno hip hop nel nostro paese”.
Il libro si conclude con un’appendice sulla scena londinese, la prima ad avere filtrato il messaggio dei fratelli americani e ad averlo ricombinato con la cultura della dancehall giamaicana.

Questa settimana vi consiglio anche un mixtape old school che dj Stile ha compilato e mixato per tutti noi. Big Up!

Louder Than a Podcast by DJ Stile

Ultimo suggerimento… il release party del libro verrà ospitato venerdì 19 ottobre dal centro sociale cox18 di Milano, date un occhio al line up.

http://www.milanox.eu/eventi/louder-than-a-bombal-cox-18/

Se volete che i vostri libri, cd, vinili siano recensiti inviatene una copia a:

pablito c/o agenzia x
via ripamonti 13
milano