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(A)ntimuzak

(A)ntimuzak! Recensioni a cura di Pablito el drito

| lunedì 26 agosto 2013

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The three blind mice – Early morning scum – Serpentine records
Strano recensire un disco scuro, paranoico e fumoso come “Early morning scum” a fine agosto. Il suono della band milanese fa infatti a botte con la luce e l’afa agostana, ricordandomi che l’inverno del cuore è dietro l’angolo, pronto a saltare fuori non appena non te lo aspetti. Undici tracce di rock primitivo e blues, di cui una già edita (Three Stoney Girl era già stampata sul convincente vinile uscito un paio d’anni fa). Migliori pezzi del disco “Devastation town”, a cui l’organo aggiunge una mano vampiresca di nero, “Dust Devil”, ballad che mi ricorda alcuni lavori di Paul Roland, la melanconica “Little animals” e “Slow motion”, hit pop del disco. Un bel cd prodotto da una band proprio tosta, che sfortunatamente per noi suona più all’estero che in Italia.

Scum from the sun – IV – Decimo Pianeta
Minimalismo psichedelico e marziale, oscurità che acceca, inesorabile incedere ipnotico. Ascoltando “IV” ci si addentra in territori indefiniti che mettono insieme ambient, doom, poesia, pessimismo. In cui post-rock ed elettronica si sciolgono l’uno nell’altro, per dare forma e potenza ad un messaggio che arriva diretto come un pugno in pieno volto, grazie ai testi recitati da Marco Deplano (voce), ospite in questa quarta uscita del gruppo insieme a Hyena (synth, samples, drum machine) e al mitico drummer Bruno Dorella (batteria). Migliori pezzi del disco “Daleth”, dall’inesorabile giro di basso e “Mammon”, a cui la batteria suonata conferisce un tiro notevole. Lo consiglio a tutti gli amanti del lato lento e oscuro del suono.

Cineteca meccanica – “Deviazioni” – Fonoarte
“Non si esce vivi dagli anni ottanta”, cantavano i milanesi Afterhours. Cineteca meccanica conferma la loro teoria, (ri)proponendo una wave digitalissima, intrisa fino al midollo di Frankie goes to Hollywood, Depeche Mode e pessimismo esistenziale darkettone. Anche se manca l’ironia di un Immanel Casto, l’ascolto di “Deviazioni” ha un suo perchè. Il suono è retrò, mi ricorda quello dei club della Versilia nel 1982, in cui, eroina a parte, oggettivamente si stava molto meglio che oggi (ora i club sono quasi tutti chiusi e i peromani, pace all’anima loro, al cimitero). Migiori pezzi del disco “Gatto nero gatto bianco”, in cui sento un po’ l’eco dei primi Liftiba e “Paris”, brano decisamente pop.

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