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(A)ntimuzak

Antimuzak febbraio – Recensioni di pablito el drito

| venerdì 3 febbraio 2012

I cd che recensisco questo mese mi sono stati consegnati a mano dai rispettivi musicisti/produttori.
Nell’epoca dei social network e dell’interconnessione digitale le vera rete è ancora quella dei rapporti umani, fatta da gente in carne ed ossa, come ai tempi del punk, in cui il materiale principalmente girava in questa maniera tramite le distribuzioni messe in piedi dagli appassionati.
Festeggio perchè sono sempre più convinsto che tutta questa “virtualizzazione dell’informazione” stia decontestualizzando e banalizzando l’arte e la cultura, facendoci annegare in un mare di bit.
Lo scambio a mano è un antidoto a tutto ciò e al qualunquismo, alle mode, alla scomparsa del negozio sotto casa a discapito del supermarket della musica dove tutto è sullo stesso scaffale.

Blinded by yellow sunbeams – Level up – www.yellowsunbeams.com

Blinded by yellow sunbeams è duo triestino molto peculiare.
Se il titolo “Level up” sembrerebbe suggerire l’appartenenza di Max e Christian alla setta della micromusic di casa nostra, il packaging molto ricercato idel cd invece ci racconta qualcosa di diverso, più complesso, che viene poi confermato con l’ascolto.
La ricerca musicale di Blinded by yellow sunbeams è a cavallo tra rock ed elettronica, con brani che rimandano alla psichedelia anni 60 scuola Doors (“Purple school of sun”), ma realizzati con suoni decisamente digitali anni 80, pasando per lenti sempre morrisoniani (“Before the pixel storm”), per arrivare a pezzi dicharatamente wave (“Where the nightmare can’t be found”).
Milgior pezzo del disco “Last melody of a broken videogame”, downtempo ma che si incazza e parte.
Level up ha un bel concept, che mette insieme elementi anni 60 e 80, per creare una sintesi intelligente e accattivamnte, anche grazie alla voce di Max, fin troppo educata su cd.
Per avere ua confrema definitiva sarei curioso di vederli dal vivo, magari con una battieria suonata, Max alticcio e delle belle proiezioni sullo sfondo.

Milesound bass – Logical progression – Epehdrina

Disco d’esordio per Milesound bass, giovane musicista lombardo.
Ben 70 minuti di musica dal gusto decisamente reggae/hiphop/dubstepy/dnb.
Un disco ibrido che cristallizza 3 anni di bass music nel demo più lungo che io abbia mai sentito.
Il basso (reggae/dub, wobbly o funk) è il filo conduttore di tutto insieme alle tastiere, sempre liquide e sdolcinate.
Bello il remix di Propaganda (traccia 17) ed in generale il lavoro con la voce di SoulSwitchOn.
Devo dire che c’è tanta carne al fuoco, troppa per un cd d’esordio.
Le idee ci sono: Milesound ha tutte le potenzialità per crescere.
Però al cd manca il mastering: il suono è piatto. (A che serve dare la roba ad un’etichetta se non si prendono cura del lavoro del musicista?)
Milesound avrebbe bisogno di un produttore con esperienza che lo aiuti nella selezione del materiale e di un buon fonico che gli sistemi i suoni.
… C’è qualcuno in ascolto?

Il cd si scarica gratuitamente da qui

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