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(Antimuzak) !!!

Pablo | giovedì 27 ottobre 2016

Rancid Opera, “Azionismo Bolognese in Rap” (Sonic Belligeranza)

Dei deliri vinilici di dj Balli e della sua etichetta Sonic Belligeranza ci siamo occupati più volte in questa rubrica. Il producer bolognese, dopo le passate produzioni in ambito breakcore, noise e extratone, questa volta si getta a capofitto nel sottogenere horror-rap.

In questa nuova avventura è in compagnia di altri freaks come lui, i tre “tenori” Mc Domingore, Mc PavaRotten e Mc CarrerAX.

Le basi del disco sono scarne e ronzanti – frutto di un rapina e incolla selvaggio e indiscriminato – un vero e proprio saccheggio sonoro, ricucito alla bella e meglio, senza troppo badare ai volumi.

I testi, più che espliciti, sembrano tratti da un fumettone gore, e mettono insieme chirurgia transessuale (“Associazione Italiana Donatori Organi”), incubi sanguinari ispirati all’opera di Puccini (“Turandeath”), sproloqui splatter-erotici (“Necro viagra”), cruente ossessioni (“Anal-Pinochet”).

Un ironico “Z-movie” vinilico che spiazza e diverte, imperdibile per gli amanti di Fulci e Bava.

L’unica pecca è il suono, a tratti eccessivamente lo-fi.

Disponibile solo su vinile a questo link:

http://sonicbelligeranza.com/news/bel-08-azionismo-bolognese-in-rap-by-rancid-opera/

afrokraut

Aa. Vv., “Interdimensional folklore vol.1”, Communion

I ragazzi di Communion, dopo una serie di eventi in quel di Macao, si sono lanciati in una produzione su vinile.

Il filo conduttore del 12” è la psichedelia più o meno elettronica, e lo si capisce dalle note del primo brano di AMR (“Perso nel mio vuoto”), dal carattere decisamente progressivo.

In “Leum mai long” di Babau si sente un delicato tocco di oriente, ma anche un po’di retrogusto alla Morricone. HDAAD, che avevamo già incontrato in questa rubrica col suo vero nome Marco Acquaviva, sembra aver abbandonato l’amore per la techno ma non certo per la dub elettronica. In “To fly in circle” offre il tassello più prezioso del lato A. Rainbow Island chiude il lato con un dub tutto bassi che mi butta in para nera, quindi alzo la punta e giro il vinile.

Il polistrumentista Valerio Cosi inaugura il secondo lato con una traccia breakcore piuttosto psicotica. Samir Nasa in “Achtung! Transients” mescolano tappeti ambient-drone e rimtiche di batteria free-jazz: la traccia, interamente prodotta nello squat milanese, è evocativa e visonaria, è la più convincente del lato B.

Cris X chiude la compila con un brano ambient algido e dal carattere epico (“Bardo Thodol”).

Un bel lavoro, speriamo che sia l’inizio di un lungo percorso discografico.

https://comunioneuniversale.bandcamp.com/album/interdimensional-folklore-vol-i

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David Nesselhauf, “Afrokraut”, Legere recordings

Andare oltre le frontiere musicali sembra essere la cifra di “Afrokraut” di David Nesselhauf, musicista e polistrumentista di Amburgo.

Nelle tredici tracce del suo ultimo lavoro si sente forte l’influenza della musica anni settanta (rock, psichedelia e funk) ma è sempre presente un spiccato gusto per le ritmiche jazz e la voglia di giocare con l’elettronica (David Nesselhauf, infatti, ha anche un trascorso di producer electro!).

Il suono che ne deriva è semplice e profondo, imperniato su una ricerca costante di una sintesi sonora efficace.

Non è mia abitudine recensire dischi pop, ma questa volta, vista la qualità dei brani, vi consiglio un ascolto perché alcuni sono notevoli.

Si ascolta e compra qui:

https://afrokraut.bandcamp.com/album/afrokraut

Se vuoi che il tuo vinile, cd, libro o fumetto sia recensito inviane una copia a:

pablito c/o agenzia x

via ripamonti 13

20136 milano