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Artide mai vista prima: This Land

| venerdì 14 gennaio 2011

TitoloThis Land
Autore
: Dianne Whelan
Durata
: 35 minuti
Anno
: 2009
Tipo
: video documentario
Extra
: sito interattivo con audio diario

* by Giacomo Segantini”

This land is your land, “questa terra è la tua terra” dice una famosa canzone folk statunitense. Ma per i vicini di casa degli americani, i canadesi, spesso è difficile reclamare realmente un territorio per la maggior parte disabitato ed estremamente inospitale. Proprio per questo motivo, ogni anno, una pattuglia di ranger canadesi parte alla volta della zona Artica del paese. Non basta presidiarlo per via aerea: se non ci cammini sopra, questo il concetto sottostante, non potrai mai dire che sia veramente tuo. È questo il dato di partenza che nel 2007 ha portato la fotogiornalista Dianne Whelan ad unirsi ad una spedizione militare di 7 uomini, ranger canadesi in parte bianchi e in parte nativi Inuit, con una missione tanto semplice quanto complicata: piantare una bandiera del Canada nel punto più settentrionale del suolo canadese, sull’isola di Ward Hunt, a soli 400 chilometri dal Polo Nord. Un viaggio di 2000 chilometri su motoslitta, attraverso pianure, ghiacciai, crepacci, bufere, orme di orsi e neve perenne. Un’odissea di 16 giorni in uno degli ambienti meno abitabili del pianeta, tanto pericolosa quanto ricca a livello visivo. Una ricchezza che Dianne Whelan è riuscita a documentare in maniera straordinaria con foto e immagini video, un’impresa non da poco, considerando che una normale batteria si esaurisce in pochi secondi alla temperatura di -60 gradi Celsius. Il risultato è un’esperienza completa, a 360 gradi. Un video documentario di 35 minuti (con musica e narrazione di Tanya Tagaq, cantante nativa Inuit), un sito web interattivo con tutti i dati del viaggio, e, soprattutto, uno splendido audio diario che esplora, con graffiante nitidezza, un altro viaggio: quello nell’animo umano. Fatica, paura, incomprensione, ma anche spirito di gruppo, coraggio e patriottismo. Per ricordare al mondo che quella terra è loro, “land that is ours”, come dice la targa che la spedizione lascerà in ricordo dell’impresa.