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Ancora Sulla Chiusura della Statale ai #NoExpo: Dipendenti vs Rettore

| martedì 20 gennaio 2015

noexpo statale

Contro al decisione del rettore Vago e del prefetto di Milano di chiudere per tre giorni l’Università Statale per paura dei No Expo, le parole di alcuni lavoratori e lavoratrici della Statale e della Flc Cgil Unimi.

Buona lettura

#JeSuisNoExpo
Il tempo dell’autoproclamazione a paladini della libertà di pensiero e d’espressione è già scaduto. E’ durato il tempo di un Je suis. L’immagine dei capi di stato della vecchia Europa riuniti in un commosso cordone era evidentemente un fake.
La conferma per noi milanesi arriva oggi.
Con imprevisto tempismo il Prefetto ordina la serrata della Statale.
Il Rettore tira un sospiro di sollievo.
C’’è un problema di sicurezza (dicono): tra il 16 ed il 17 Gennaio 2015 avrebbe dovuto tenersi l’’assemblea nazionale NO-EXPO in Statale.
Niente di più che un momento di incontro e discussione tra cittadini, comitati e soggetti politici che in questi anni si sono impegnati ad analizzare e denunciare il meccanismo di corruzione, infiltrazione mafiosa, spreco di denaro pubblico e sfruttamento del lavoro che sta alla base del grande evento Expo 2015 e di tante altre grandi opere (Alta velocità, Mose, autostrade, metropolitane…).
Un evento che disturba non poco i paladini della libertà, forse perché non è un fake, non uno scherzo di cattivo gusto, ma un reale esercizio di libertà, nella sua volontà e capacità di decostruire ogni parte del discorso pubblico sapientemente montato per abbellire e giustificare l’’operato di chi ci governa.
Ma quale è il problema di sicurezza con cui si impedisce un importante momento di confronto? Ebbene, sembra che la Statale, dall’’alto dei suoi 60.000 iscritti, non possa ospitare qualche centinaio di persone.
Ma oggi a vedersi chiudere le porte non sono stati solo gli studenti ed i no-expo.
La serrata è anche per i lavoratori, che, non informati preventivamente, si sono trovati di fronte ad un cartello che stabiliva la chiusura di 3 giorni. Come spesso accade, nella concitazione del momento, si perdono dei pezzi. Quelli meno importanti….
Di fronte ad atto così lesivo, ci desta molta perplessità la mancata presa di posizione delle RSU e delle organizzazioni sindacali. Oggi si chiudono le porte a studenti e movimenti, domani potrebbe toccare ai lavoratori. Per questo vogliamo invitare tutti a partecipare ai workshop e alle iniziative che verranno svolte nei prossimi giorni.
Ci rimane una grande amarezza nell’’osservare come proprio l’’istituzione universitaria, che, per antonomasia, è la roccaforte del pensiero libero e dello spirito critico, si chiuda in un tetro ed immobile conservatorismo.
Solo pochi giorni fa la Statale pubblicava su portale e social network un roboante JeSuisCharlie. Oggi è stato rimosso. Il vento gira in fretta.
Alcuni Lavoratori della Statale e cittadini

No Expo – No Statale: Flc Cgil Unimi
Quello che è accaduto con la chiusura di Festa del Perdono pensiamo meriti una riflessione da parte di tutti noi. Venerdì mattina, con l’Università già chiusa, alle 8:39, l’Amministrazione inviava un’email in cui convocava le sigle sindacali per le 9:30. Ordine del giorno: comunicazioni urgenti riguardanti la chiusura dell’università per motivi di sicurezza non meglio precisati. Si aggiungeva che, visto l’esiguo preavviso, la riunione avrebbe potuto svolgersi più tardi nel corso della giornata. E’ stata invece tenuta una breve riunione alle 9:30, nella quale sono stati spiegati gli aspetti pratici relativi alla chiusura, ma non le motivazioni politiche. Una decisione così grave e repentina, al punto tale che, nonostante le possibilità di informare personale e studenti, il fatto che l’informazione non sia arrivata ha stupito tutti. Ancora oggi, sulla home page dell’ateneo non si trovava alcuna motivazione. Consideriamo molto grave e ci amareggia che venga chiusa improvvisamente dal Prefetto e dal Rettore l’Università degli Studi di Milano coi suoi 60.000 studenti, oltre a tecnici amministrativi e docenti, in modo misterioso, senza pericoli oggettivi. Questa totale mancanza di considerazione è inaccettabile. Chiudere l’Università per un’assemblea NoExpo (perché è questa la motivazione!) è totalmente oscurantista. E’ stata una brutta giornata per la nostra Università e per chi gestisce l’ordine pubblico a Milano. I nostri rappresentanti in Senato accademico chiederanno al Rettore di rendere conto di quanto accaduto.