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Sub/Culture

Analogic Density: Fedeli alla Linea Acida

by Pablito el Drito | sabato 9 aprile 2016

Marco Graziano, fondatore di AnalogicDensity (http://www.analogicdensity.it/), un sabato mattina si è presentato di buon ora a casa mia con il suo catalogo, messo insieme in poco più di un anno: tre vinili 12″ (https://www.discogs.com/it/label/776304-Analogic-Density) con eleganti cover in bianco e nero, stampati in presse di pregio.
Non avrei mai creduto che veramente arrivasse da Alessandria in orario perfetto, soprattutto di sabato mattina!

Io sono nato e ho vissuto gran parte della mia vita a Milano.
La maggioranza dei miei amici del “giro” techno sono gente urbana o suburbana.
Tu ti riconosci nella figura del “countryside raver”, cui appartiene anche il mitico Aphex twin?

Ahahah… anch’io non credevo di arrivare in orario, sia perché il sabato mattina assomiglia molto al lunedì mattina, sia perché Milano è sempre un gran macello in auto.
Posso riconoscermi nella figura del “countryside raver” che nei lontani anni novanta bazzicava per lo più in Lombardia e in Piemonte.
Sono nato e cresciuto alle porte di Casale Monferrato, in una città molto piccola se paragonata con Milano, che è sempre stata in rivalità con Alessandria, forse proprio questo mi ha spinto fuori dai confini regionali.
Alessandria l’ ho frequentata un po’ prima della mia svolta musicale, quando ancora suonavo la chitarra elettrica e scleravo per il punk/metal/doom .
Milano mi ha trasmesso non solo influenze musicali, ricordo i primi skaters, i graffiti lungo i muri di ingresso della stazione, i mercatini del sabato mattina vicino a porta Genova, per me era tutto nuovo e incredibilmente lontano dalla mentalità della gente del buco dove vivevo.

A me Milano non ha mai appassionato sotto il profilo musicale, però è vero che la scena di centri sociali nei novanta era enorme, riguardava la città intera. Torino come te la ricordi nello stesso periodo?

Ho conosciuto Torino in modo diverso rispetto a Milano, come periodo potrei dirti tra il ’95 ed il ’96, quando la progressive, a parer mio, dominava.
Battute più lente, suoni e melodie più morbide, situazioni tra l’after ed il rave, in piccoli club nell’ hinterland torinese e a volte anche nell astigiano.
Di quel periodo mi ritorna sempre in mente un disco di Lello B. “My gift to you”(https://www.youtube.com/watch?v=97wz5OUAZ1k).

Quindi la techno ti ha “fulminato” nei novanta, come è capitato a me!

A Milano trovai dei negozi di dischi che cominciarono a passarmi dei vinili veramente paurosi, i primi pezzi acid e techno belga. Poi mi spostai a Vigevano e Asti, alla costante ricerca di dischi. Cominciai a fare il dj nel circuito underground finché un sabato mattina, in compagnia del mio bro (Mirko) andammo da Merula ad affittare un Atari st 1040, un Korg M1 ed un sampler Roland.
Un delirio: non c’ era Youtube con i tutorial e i forum per l’ assistenza. La prima volta che aprii Cubase non sapevo che cazzo fare, non capivo come caricare i suoni nel campionatore, né tantomeno registrarli!

Passiamo all’oggi. Un paio d’anni fa hai deciso di fare una label che produce solo vinili! Chi siete, cosa fatte, come lo fate?

All’ interno della label collaborano molti amici: Labarome T.M.I. (Ruggero Patrizi), SOUR (Massimiliano Dorigo), Andrea Merlini (mastering).
Abbiamo supporto e collaborazioni con Sirio Gry J (Sirio Grimaldi), Stefano Rocchi, Feedback (Gianluca Bertasi); dall’estero con Danny Casseau e Anna Bolena.
La label è orientate principalmente alla produzione di acid e techno oldskool.
Le produzioni sono fatte totalmente in dominio analogico (da qui il nome Analogic Density) usando strumenti reali, a volte registrando su bobina, con processi di mastering con catene di outboard ed il “manico” di Merlini.
Le cover sono tratte da nostre fotografie, disegnate poi a mano libera da Manu Mantovani, poi replicate su fogli ultralucidi.

Lo stile dei primi tre vinili mi sembra vicino a quello nordeuropeo della seconda metà degli anni novanta: una teCHno (con il CH) scura, acida, piuttosto progressiva, con una cura particolare didicata alla qualità del suono.
Quali sono le prossime uscite? Saranno sempre uscite “di genere” o pensi che nel futuro la label si muoverà all’esplorazione di altri ambiti?

Hai giustamente sottolineato il CH.
Cerchiamo di curare nei minimi particolari i suoni, mantenendo le sfumature che contraddistinguono lo stile proprio di ogni artista.
Ad esempio, nella prima uscita, si nota molto la diversità di equalizzazione tra la mia track e quella di Labarome T.M.I., due stili diversi di concepire e di scrivere acid.
Ora stiamo lavorando alla quarta release, abbiamo parecchio materiale da ascoltare ed alcune idee sul concept e sulla grafica.
Credo che la label rimarrà salda sulla “linea acida”.

Ultima domanda: i tre dischi che consigli ai nostri lettori.

I primi due che segnalo sono stati per me il cambio di passo: prime ritmiche sincopate, modulazioni di suoni che costituiscono la struttura delle track.

Subsounds 001
https://www.youtube.com/watch?v=ubHsPh-Yhd8

Future frontier 007
https://www.youtube.com/watch?v=ttOjw-v_3_M

Vivona invece si discosta dagli altri due vinili: bpm più bassi, melodie più complesse, acid lines che si intrecciano in un crescendo di atmosfera quasi trance.

Headzone 008
https://www.youtube.com/watch?v=Euwyl9Ryrnw

Grazie Marco e buon lavoro per la prossima uscita!

Il 28-29 maggio potete trovare i dischi di Analogic Density al Bunker di Torino, Via Niccolò Paganini 1, in occasione del Torino Synth Meeting 2016.