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Al mio biglietto non rinuncio!

| lunedì 4 luglio 2016

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Alla mia città non rinuncio, campeggiava fiero questo slogan su uno dei manifesti delle ultime elezioni. Peccato che, nella realtà di queste ore, la declinazione del termine città faccia rima con tutt’altri (non buoni) propositi. Nessuno tra i neoeletti vuol rinunciare ai privilegi della casta vorace che siede tra Palazzo Marino, i 9 neomunicipi e la miriade di società controllate, partecipate, comandate, nominate dall’Amministrazione del Comune di Milano. Alla prima abbuffata di biglietti gratis infatti, c’eran tutti, quasi nessuna rinuncia nonostante caldazza e week end estivo. Cazzo al Meazza c’è il Boss, al mio biglietto non rinuncio, mica c’han tutti la seconda casa a ‘Santa’ no? Dal neoassessore del municipio, all’ufficio stampa di Expo, dal consigliere neoeletto alla segretaria, nessuno vuol rinunciare alla sua poltrona rossa in tribuna. Al mio tablet, non rinuncio. Inscì avèghen, el se dis a Milàn, ma la füfa della Città Metropolitana e il bluff dei nuovi Municipi sono molto cari, e almeno per ora, si son trasformate in una moltiplicazione di regalie come mai s’era vista prima d’ora. Se non a livello di spesa, ineguagliabili i consulenti d’oro della sindaca Moratti, in quello di numeri. Lo scampato pericolo, le due settimane di incertezza, e la vittoria liberatoria ha reso ancor più vorace l’elite al governo di Milano, un vero e proprio sciame di cavallette, molte delle quali provenienti da Rho a secco dal 31.10.2015. Tablet&poltrone, biglietti per eventi &cellulari, pc portatili&segretarie a disposizione…tutto gratis. Bocche cucite a Palazzo Marino dove si è installato Marco Vanni, giovane Capo di Gabinetto del Sindaco, avvocato targato PD (nella foto sotto), organizzatore degli eventi sulla Resistenza ‘Bella Ciao’ nonchè dei volontari con magliette gialle alla festa dell’Unità ai Giardini di Porta Venezia 2015. Peccato per loro…la rete di MilanoX ha orecchie in tutte le stanze: ‘Ci han chiesto più o meno 200 biglietti’, spiffera la nostra talpa. ‘Giovedì e venerdì i telefoni erano caldissimi, tutti han chiesto, nessuno (o quasi) escluso. Diciamo che con Pisapia erano meno sfacciati, sembra di essere tornati ai tempi della Moratti’. Facciamo i conti della serva, che puzzano di populismo e nazionalpopolare, ma che interessano a tutti visto che di soldi nostri si tratta. Tenendo conto che di media (andando stretti) un biglietto per il Boss dai bagarini andava a 100 euro, i neoeletti di mangioranza o papposizione si son svaporati la bellezza di 20mila euro in un botto solo. Io al mio posto in tribuna rossa per i concerti e le partite non rinuncio!

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Eh sì, perche i nuovi municipi hanno aumentato i posti al sole di ben 27 unità tra assessori interni ed esterni. Un tot di nuovi posti di lavoro che si aggiungono ai 48 consiglieri comunali, agli 11 assessori, e alla pletora di consulenti esterni, nominati, portaborse, assunti nelle società partecipate (San Giuliano Pisapia ne aveva benedetti poco più di 100, Zio Sola non osiamo immaginare quanti ne ungerà). La transumanza più laida che si consuma sotto lo sguardo severo della Madonnina, e si ripete puntuale ad ogni cambio di Giunta, vive dell’incredibile silenzio della servitù giornalistica locale. Intanto, mentre è in piena bagarre il mercato delle poltrone, le due redazioni di cronaca locale dei giornali più venduti in Italia parlavano d’altro. Di tutt’altro. Niente demagogia, nessun populismo: noi siamo l’elite. L’invidia lasciamola ai leghisti e ai Cinque Stelle. Leggiamo l’Internazionale mica Novella 2000, che vuoi che ce ne freghi se il direttore generale del Comune guadagna 10mila euro in meno di Angela Merkel se l’Expo funziona? Meglio un bell’articolo sui cani di Parabiago, sulle angurie a Chiaravalle o un editoriale sul ‘fare squadra’ meneghino, quelli sì vere opere di indagine giornalistica.