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Dal 27 aprile a San Siro con la Metro Lilla

| martedì 3 marzo 2015

 

Luglio 2014, quel che resta dopo il concerto del Blasco

Luglio 2014, quel che resta dopo il concerto del Blasco

Finalment..ne pudevi pu’, ci dice la signora Enrica Bottini, novantenne coriacea sansirese doc che abita nelle case popolari di via Harar. La metrò, finalmente, arriva al Meazza, ‘che belésa’. La data è quella del 27 aprile, ma alcune aree di cantiere stan già levando le tende. Lotto, Segesta, San Siro Ippodromo (in piazza Esquilino) e San Siro Stadio. Dopo quattro anni di lavori, l’isolamento di alcune migliaia di abitanti, il fallimento di una ventina di esercizi commerciali e lo stravolgimento delle abitudini di tutto l’asse viabilistico Axum, Harar, dei Rospigliosi e Dessiè, la metropolitana allo Stadio è cosa fatta. Mancano pochi giorni di lavoro e anche Piazzale Lotto, scarnificata da pesanti lavori di sbancamento, tornerà libera dai cantieri. E’ la metrò lilla, l’unica opera che sarà pronta per Expo…o quasi. Dopo lo stop (temporaneo?) delle Via d’Acqua, il blocco lavori della M1 verso Bettola-Cinisello per stipendi non pagati e il rallentamento della Gronda Nord a Quarto Oggiaro, ribattezzata Zara-Expo, non ci resta che la metrò per sconfiggere gli ExpoScettici. ‘La lilla partirà lunedì 27 aprile’, ci informa Agostino Fornaroli, ingegnere ed esperto di trasporti, sempre in prima fila tra i comitati cittadini di Trenno, agente in incognita di MilanoX durante un recentissimo sopralluogo. ‘Sono stato la scorsa settimana a visitare le fermate, e alcune sono già operative, i treni sono già in movimento, ma serve tempo per i collaudi e le prove di sicurezza’, ci spiega. ‘Sarebbe possibile anche far partire prima il servizio, ma domenica 26 aprile c’è Inter-Roma ed è stato preferito il lunedì per evitare sorprese’. I convogli, avranno una capienza più limitata rispetto alla Metrò Rossa, che sarà raggiungibile nella fermata di interscambio di piazzale Lotto, ma i benefici per le migliaia di fruitori della Scala del calcio sono innegabili. I locomotori sono stati pensati per la guida automatica e da febbraio diversi giri di collaudo sono stati effettuati, almeno secondo quanto riferiscono gli operai che bazzicano nei negozi di via Paravia. In Cenisio gli edili all’opera dicono che è tutto pronto così come alla fermata San Siro Ippodromo, dove sono state collaudate anche le scale mobili. Più nebulose le notizie riguardanti la tratta della lilla tra Lotto e Garibaldi, attraverso Domodossola e il Monumentale. La fermata nell’ex Fiera Campionaria non è ancora ultimata, mentre anche il tratto Garibaldi-Monumentale quasi certamente non sarà pronto per Expo. In superfice le entrate delle stazioni sono ancora in ritardo, mentre le corse dovrebbero, almeno in un primo momento, limitarsi alle tre fermate tra Lotto e San Siro più Cenisio e Garibaldi, dove la lilla incrocia la verde. Lo stadio milanese, meta di centinaia di turisti ogni giorno, avrà così la sua metrò che sbucherà proprio davanti alla curva del Milan, in via Harar (foto allegata, realizzata dopo l’ultimo concerto di Vasco). Il nuovo capolinea metropolitano però, non basterà a garantire il deflusso di tutti gli spettatori di San Siro, sarà quindi mantenuto il capolinea del 16 il tram che taglia in due Milano dal piazzale dello sport a viale Campania e permette di portarsi rapidamente a De Angeli MM. Uno stadio al Portello ora che la Metrò arriva al Meazza? ‘Inn Robi de matt’ scuote la testa la sciura Enrichetta che non era ancora nata quando costruirono la prima tribuna del San Siro, negli anni Venti: ‘Inscì l’era tuta campagna, gheren pra e foss’. Ma i petroldollari degli Emirati Arabi Uniti fanno gola a Fondazione Fiera, che dopo aver piazzato i terreni di Arexpo al quintuplo del loro valore a Comune/Regione vuol far cassa anche sui buchi rimasti liberi da grattacieli della ‘Milano Che Sale’ del Portello, confermandosi top player nella scacchiera immobiliare meneghina. ‘Pover el nost Milan, l’è cunscia mal’, ci saluta la matusalemme di San Siro. Ma la Metrò apre nuove prospettive a tutta l’area, che fino ad oggi si cullava in un silenzioso e verdissimo isolamento ai margini della città.