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A Ferrara il 15/2 Manif contro Assassini di Aldrovandi, Cucchi, Ferrulli, Uva..

| domenica 2 febbraio 2014

stefanocucchi

di Ugo Bresciano, dal manifesto

In piazza per chie­dere giu­sti­zia, ancora una volta, ma anche per rispon­dere all’ultima azione messa in atto dal sin­da­cato di poli­zia Coisp che le ha que­re­late per­ché con­ti­nuano a chie­dere la verità sulla morte dei loro cari. Il pros­simo 15 feb­braio a Fer­rara ci saranno tutte: Patri­zia Moretti, la mamma di Fede­rico Aldro­vandi, Ila­ria Cuc­chi, sorella di Ste­fano, Dome­nica Fer­rulli, figlia di Michele, e Lucia Uva, sorella di Giu­seppe, tutti uccisi da agenti di poli­zia. E con loro, si spera, anche tan­tis­sime altre per­sone che da tutta Ita­lia si reche­ranno a Fer­rara per chie­dere che i quat­tro poli­ziotti respon­sa­bili della morte di Fede­rico Aldro­vandi — e che pro­prio in que­sti giorni ripren­de­ranno ser­vi­zio — ven­gano desti­tuiti dalla poli­zia. Ma anche per­ché venga intro­dotto il numero iden­ti­fi­ca­tivo per gli appar­te­nenti alla forze dell’ordine e l’istituzione del reato di tor­tura. L’appuntamento è per le 14 in via Ippo­dromo, la stessa strada a pochi metri da casa sua in cui nel 2005 Fede­rico Aldro­vandi morì in seguito alle botte rice­vute da quat­tro agenti di poli­zia che lo ave­vano fer­mato per un con­trollo. Alle 15 è pre­vi­sta la par­tenza di un cor­teo, aperto da uno stri­scione con la scritta «Via la divisa», che si con­clu­derà davanti al prefettura.

La mani­fe­sta­zione sarà anche l’occasione per rispon­dere al Coisp. Già in pas­sato il sin­da­cato di poli­zia che in pas­sato si è carat­te­riz­zato per aver orga­niz­zato pro­prio sotto le fine­stre dell’ufficio i cui lavora Patri­zia Moretti una mani­fe­sta­zione di soli­da­rietà con gli agenti con­dan­nati per la morte di Fede­rico. Tre giorni fa il sin­da­cato ha reso noto di aver que­re­lato Ila­ria Cuc­chi, Dome­nica Fer­rulli e Lucia Uva pre­su­mi­bil­mente per dif­fa­ma­zione. Nei pros­simi giorni il legale delle tre donne, l’avvocato Fabio Anselmo, incon­trerà il pm della pro­cura di Roma Fede per cono­scere con esat­tezza gli estremi della denun­cia. «Mi ha que­re­lato il signor Mac­cari (segre­ta­rio del Coisp, ndr) per aver recla­mato verità e giu­sti­zia per la morte di Fede­rico Aldro­vandi, Giu­seppe Uva, Michele Fer­rulli, Dino Budroni», ha scritto Ila­ria Cuc­chi su Face­book a com­mento della vicenda. «Sono inda­gata per aver offeso l’onore della poli­zia di Stato e di tutti i poli­ziotti che ne fanno parte — si legge ancora nel post -. Sono inda­gata per aver recla­mato verità e giu­sti­zia per la morte di Fede­rico, di Michele, di Giu­seppe, di Dino e di tanti altri morti di Stato. Sono inda­gata per essermi ribel­lata alla misti­fi­ca­zione e alle infa­manti men­zo­gne sulla morte di mio fra­tello. Io non mi fer­merò, mai. Non avrò pace fino a quando non avrò otte­nuto giustizia».

Intanto pro­prio in que­ste ore i quat­tro poli­ziotti respon­sa­bili della morte di Fede­rico Aldro­vandi, ucciso nel 2005 dopo essere stato fer­mato per un con­trollo men­tre faceva rien­tro a casa, stanno per ripren­dere ser­vi­zio. Monica Segatto, Luca Pol­la­stri, Enzo Pon­tani e Paolo For­lani sono stati con­dan­nati per omi­ci­dio col­poso a tre anni e sei mesi (tre anni indul­tati) a cui si sono aggiunti altri sei mesi di sospen­sione dal ser­vi­zio. Ora che il tempo della con­danna e della sospen­sione è tra­scorso, tutti tranne For­lani, in cura per una «nevrosi reat­tiva» — stanno tor­nando in ser­vi­zio, anche se non a Fer­rara. Una deci­sione che nes­suno, a par­tire dal mini­stero degli Interni — ha sen­tito il dovere di comu­ni­care alla fami­glia del gio­vane ucciso e giu­di­cata «insen­sata» da Ste­fano, il fra­tello di Fede­rico. Che nei giorni scorsi su Face­book si è chie­sto: «Mio fra­tello è morto a pugni, calci e man­ga­nel­late per mano di 4 vio­lenti in divisa non pen­titi. Tali respon­sa­bili ripren­dono il loro lavoro dopo una con­danna di omi­ci­dio. La domanda è sem­pre la stessa: che senso ha?».