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A Chi fa Paura Carlo Giuliani? Cancellato Ancora un Murales in suo Ricordo.

| martedì 29 settembre 2015

12032221_1089865977711325_4719982426964833816_n 11219225_1089865924377997_7318936789095278102_nIeri pomeriggio a Baggio, al parco delle Cave è stato cancellato il murales in ricordo di Carlo Giuliani, dipinto il 19 luglio durante la Festa delle Resistenze Popolari in occasione del 14esimo anniversario del suo omicidio.

Per la quarta volta un muro su cui era stato dipinto il volto di Carlo torna bianco.

In origine fu Riccardo De Corato a volere la cancellazione dello storico murales realizzato nel 2001 davanti all’ex LSOA Deposito Bulk, poi nel novembre 2011 fu la volta della cancellazione di quello sui muri di piazza Vetra e per finire a pochi mesi dallo sgombero del centro sociale ZAM in Via Santa Croce alcuni cittadini si dedicarono alla copertura del ritratto di Giuliani. Il muro di cinta di via Santa Croce era, ed è tutt’ora, pieno di murales, l’unico ad essere stato coperto e imbiancato è quello raffigurante Giuliani.

Stavolta a tornare bianco è stato un muro dentro al parco delle Cave. Un muro che probabilmente non ha nemmeno una chiara proprietà. Sembra essere un muro non censito. Un muro sicuramente innocuo, in un punto di non grande passaggio.

Durante le fasi di copertura del murales di Carlo Giuliani la polizia municipale era sul posto. La diretta compromissione dell’amministrazione comunale è così chiara. Poco importa se nella sua versione locale (consiglio di zona) o centrale (amministrazione), interessa sapere che l’intervento è avvenuto con la sua complicità.

Il Sindaco di questa città Giuliano Pisapia che è stato il legale della famiglia Giuliani non ha davvero nulla da dire? E il suo silenzio cosa significa? Oppure la risposta anche stavolta è “la legalità”? Che poi la storia di questo murales è anche lunga ed è legata al tentativo di far rientrare quello spazio nel parco delle Cave dentro la delibera “muri liberi”. Ma oltre al caso specifico, se guardiamo indietro non che esserci qualcosa in più.

In quattro anni abbiamo visto così cancellare tre volte il volto di Giuliani dai muri della città di Milano, quattro se andiamo un po’ più indietro con la mente, e allora ci viene da fare la domanda “a chi fa paura Carlo Giuliani?”.

Non ci sono altre spiegazioni se non la potenza evocativa di quel volto e i ricordi e le riflessioni che suscita nella mente di chi detiene la governance di questa città per capire l’animosità di cancellarne ogni traccia.

Che sia perchè ricorda a tutte e tutti che le forze dell’ordine nel nostro paese dal 2001 in poi hanno ricominciato ad uccidere persone con terrificante velocità. In piazza, nelle strade, nelle carceri, nei fermi di polizia, ovunque.

Che sia perchè ricorda a parte di questa giunta quando “stava da un’altra parte”. Quando organizzava le mobilitazioni contro il G8, o quando chiedeva la commissioni d’inchiesta per i fatti di Genova 2001, o quando il loro unico modo di far politica era attaccare pubblicamente Berlusconi ma poi essere la stessa cosa in materia di politiche sociali, economiche, lavorative o migratorie.

Che sia perchè quel volto rappresenta la repressione di una generazione e di un movimento.

Che sia perchè dietro quel volto ci sono centinaia di migliaia di Carlo Giuliani possibili e potenziali.

Che sia perchè la memoria, il ricordo, la verità e la giustizia non ci dovranno mai essere, perchè chi comanda ha bisogno di ampi spazi d’agibilità, ha bisogno di raccontare storie e verità parziali, nocive e tossiche.

Sarà forse per le cose che ho elencato. Forse per altre.

Poi ci racconteranno che semplicemente il muro del Parco della Cave è stato “imbrattato” senza autorizzazione, che l’amministrazione di Milano ha messo a disposizione diversi muri liberi dove si può far quel che si vuole. E ci diranno che la legalità è importante e non è che ogni cittadino può fare quello che vuole, ma può fare quello che vuole solo negli spazi in cui chi comanda decide che può fare quello che vuole. Ricordandoci le regole e la legalità si dimenticheranno di tutte quelle cose che avvengono nell’illegalità, nella bugia e nella menzogna ma che non fanno ricordare, e anzi fanno guadagnare.

Ci risponderanno più o meno così “Senza entrare nel merito del soggetto scelto, il murales non era stato autorizzato, secondo le regole previste dal Comune. Per questo, subito dopo la sua realizzazione, la direzione del Parco aveva deciso di cancellarlo. Peraltro, la cosa era stata comunicata anche agli autori”.

E allora finirà che chi ha fatto quel murales è un criminale, che loro hanno ristabilito la legalità, le regole, il bene collettivo. Che da una parte ci sono i buoni e i cattivi. Che i cattivi sono sempre gli stessi quelli che rifiutano le regole stupide, le leggi che cancellano i futuri e la libertà d’espressione, invece i buoni sono quelli che fanno tutto giusto quelli che fanno la legge e poi la fanno rispettare. Chi fa leggi comanda e chi comanda decide, anche dove si può ricordare, dove ci si può esprimere, dove ci si può trovare. Non c’è elasticità, la legalità sopra a tutto, la legalità che a volte si fa per permettere di stare nella legalità, si vedano le leggi per Expo 2015.

Ci racconteranno la loro verità, tutti i giornali e le televisioni parleranno di quella verità e come al solito si dimenticheranno di dirci la verità, del perchè hanno paura di Carlo.