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Giacomo Spazio: Succede solo a Nolo!

by Pablito el Drito | martedì 7 giugno 2016

Giacomo Spazio è musicista, produttore, ma soprattutto battitore libero della cultura pop/street.
Qualche tempo fa, con la consueta curiosità e apertura mentale, si è imbarcato in un’interessante ricerca sul territorio in cui lavora, che è diventata la base per creare una serie di opere che saranno esposte dal 10 fino al 25 giugno a City Art Gallery, via Dolomiti 10.
Giacomo, parlaci del tuo ultimo lavoro.

Mi sono mosso sul territorio dove vivo, dove ho lo studio (ndr Viale Monza), e ho fatto un’indagine in 34 famiglie.
C’erano giovani e vecchi, 75enni come 22enni.
La mia idea era cercare degli stimoli per creare qualcosa di visivo. Ne è uscito un lavoro molto disincantato e divertente sulla Cina, perché ho scoperto che c’è una forte sentimento razzista nei confronti dei cinesi. È strisciante, non è evidente.
Però poi parlando con la gente ho scoperto che non vanno al bar perché l’han comprato i cinesi. Vanno dai cinesi soltanto se conviene dal punto di vista economico: a farsi riparare l’iPhone o il Mac, a comprare i vestiti.
Ma se possono no! Preferiscono comprare le Nike da 140 euro.
Io ho sia le Nike, che le scarpe cinesi. Con le Nike mi puzzano i piedi, con le cinesi no. (ride)
Nessuno mi prende in giro perché ho le Nike, tutti mi prendono in giro per le scarpe cinesi.INVITO WEB mostra OK(4)

Non ho conclusioni da trarre, è stato simpatico lavorare su quest’idea …e su quest’idea se ne sono innestate delle altre, per esempio che sia possibile essere nuovamente originali partendo dall’idea della copia, come fanno i cinesi.
Infatti in questa mostra non ho usato niente che sia mio in senso stretto.
Anche quello che ho fatto fare, concepito dalla mia testa, l’ho fatto fare dai cinesi.
Quello che vedi è una sovrapposizione continua di cose copiate.
Anche quando mi sono servito di un testo (Hrabal, “Una solitudine troppo rumorosa)” l’ho preso in prestito, l’ho riscritto, ho contattato una traduttrice cinese, sono andato da una grafica che conosco, anche lei cinese. Lì ho scoperto che i cinesi hanno quattro tipi di scrittura diversi!

GIACOMO SPAZIO Cina Karateka Pablo

Quali sono le icone visive cinesi più potenti?

Sono un misto. Le arti marziali, Bruce Lee, i praticanti di Tai Chi Chuan per esempio.
La cultura orientale di riuscire a stare in sintonia col mondo.
Inframmezzata con frasi di “China girl” dI David Bowie.
Ho camuffato Capitan America da Capt. China, poi ho scoperto che esisteva già!

E la tigre, il drago che fine han fatto?

Sono simboli ricorrenti nella vita culturale cinese. Anche il topo.
C’è anche da noi l’idea che il topo ti ruba il dente e ti lascia il soldino.
Le radici tradizionali sono abbastanza simili.
I topi cercano il tesoro, non stanno facendo qualcosa di malvagio.
La tigre, invece, è un segno di protezione.