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Cimiteri in vendita

| venerdì 19 giugno 2015

2015-05-18 14.42.26
Scadono tra questa e la prossima settimana i termini per le offerte dei due bandi di gara che privatizzano tutti i servizi funebri milanesi, un mega appaltone da 23 milioni di euro diviso in vari lotti che esternalizza la gestione degli 8 cimiteri milanesi (Musocco, Muggiano, Lambrate, Baggio, Bruzzano, Chiaravalle, Monumentale, Greco) più l’obitorio, il forno crematorio di Lambrate, e il sacrario di Gorla. Nonostante le tante dichiarazioni sulla inadeguatezza del Codice degli Appalti, nel pieno delle rivelazioni del caso Mafia Capitale, il Comune di Milano ha scelto di affidarsi alle astruse regole previste dalla legge 163/2006, la stessa che non ha impedito l’intreccio tra politica e appalti al consiglio comunale di Roma. Solo un mese fa il Commissario dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone ha definito il Codice un ‘incitamento a delinquere’. Così, nonostante le (molto timide) proteste sindacali, una raccolta firme e 4 presidi, a poco più di 8 mesi dalla presentazione delle liste elettorali, il Comune perde la gestione diretta di uno dei suoi servizi più strategici. L’ operazione, visti gli ampi margini di profitto esistenti, era stata più volte tentata dalle amministrazioni di centrodestra ma è stata messa a segno solo oggi con la firma in calce all’appalto del Sindaco in scadenza Giuliano Pisapia. L’esternalizzazione voluta fortemente dall’Assessore e ideatore dei Comitati X Pisapia d’Alfonso, riguarderà quasi tutti i servizi oggi svolti da oltre 150 addetti ai servizi funebri. ‘Lo sapevamo che avrebbero appaltato i cimiteri’, ci racconta F. che lavora al Musocco, ‘Ma non credevamo che avrebbero messo in appalto anche la manutenzione del verde’, ci spiega, ‘Quello che non sono riusciti a fare Albertini e la Moratti, è riuscito a farlo Pisapia. E per fortuna che doveva ‘difendere i beni comuni’. Siamo tutti senza parole’, sbotta incazzato più di un operaio. L’assessore D’Alfonso, ai tavoli di incontro sindacale svoltesi in questi ultimi mesi aveva dichiarato che ‘Non si tratta di una privatizzazione, cediamo solo la gestione. E’ sbagliato dire che privatizziamo il servizio, il controllo resterà sempre in mano al Comune’, ma a leggere le oltre 50 pagine dei due bandi di gara è difficile pensare al futuro di cimiteri e dipendenti ancora sotto lo scudo crociato di Milano. ‘Forse l’assessore voleva dire che i cimiteri resteranno sotto il controllo dei politici, visto che sono loro a nominare i dirigenti che avranno il compito di controllare le imprese private’, spiega un dipendente prossimo alla pensione. ‘Sapessi quante ne ho viste io, sono entrato che c’era ancora Aniasi…’ Esumazione, sorveglianza notturna, opere edili, gestione del forno crematorio, riparazione a chiamata delle attrezzature, ‘Porca miseria’, sbotta uno degli ultimi comunali del Monumentale ‘Ma chi inn dre a dà via tuch scoss’. ‘In pratica’, ribatte G, ‘ormai qua al Monumentale siamo rimasti in undici, 8 dei quali sopra i 55 anni. In questi ultimi due anni ci hanno fatto diventare dei custodi di museo, qua di lavori pesanti non ce ne sono piu per noi.’
Il panico si è già diffuso tra i dipendenti, molti dei quali stanno pensando di mollare il colpo: chi è in età sta chiedendo informazioni per le pensioni anticipate, mentre i più giovani sono incerti sul da farsi. ‘Dimmelo chiaramente se ne sai qualcosa, ma qui circolano voci che vi sia stato un incontro ‘segreto’ tra alcune sigle sindacali e l’assessore e che ci vogliano anche cambiare i turni. Senza più sabati e domeniche perdiamo dalle 100 alle 200 euro di stipendio.’ Il 30 giugno scadrà il bando che da in gestione alle società private, anche unite sotto una Associazione Temporanea d’Imprese, il forno crematorio, uno dei servizi più redditizi per le casse Comunali. Scelgono di cremare i loro defunti ben il 70% dei milanesi (dato 2013) ma arrivano al forno dietro al Lambro anche centinaia di salme da fuori Milano. Il tutto per 4 milioni di euro iva esclusa. A gestire l’operazione la integerrima dottoressa Antonella Fabiano, direttrice generale opere pubbliche e centrale unica appalti e Nunzio Dragonetti, il direttore del Settore Gare e bandi.