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50 Righe per Giorgio

| mercoledì 26 agosto 2015

giorgio salvetti

di Luca Fazio, per Il Manifesto

Il 27 ago­sto di un anno fa moriva Gior­gio Sal­vetti. Era un gior­na­li­sta diverso. Scri­veva per il mani­fe­sto. Gli arti­coli che il padre ha ora voluto rac­co­gliere in un libro non sono Gior­gio. Sono solo una pic­cola parte del suo lavoro. Il primo pezzo lo scrisse durante il Giu­bi­leo del 2000 dopo aver tra­scorso un pome­rig­gio con i pel­le­grini in piazza San Pie­tro. «Rac­conta quello che hai visto, cin­quanta righe». Eccole: «Tutto qui? Che bello». L’aneddoto sul suo debutto, quin­dici anni dopo, lo diver­tiva ancora.

Non era tutto qui, natu­ral­mente. Voleva solo dire che que­sto mestiere potrebbe anche essere bel­lis­simo se ci si limi­tasse a ragio­nare sulla super­fi­cie delle cose. Lui non era così, ver­rebbe da dire che non era un gior­na­li­sta. Dopo un breve sog­giorno romano Gior­gio è cre­sciuto nella reda­zione mila­nese del mani­fe­sto.

I libri li distrug­geva, li graf­fiava di note incom­pren­si­bili scritte in stam­pa­tello, par­lava di filo­so­fia del fun­zio­na­mento dell’universo. Cen­ti­naia di pagine, para­grafi astrusi e for­mule di fisica. Per distrarsi, stava leg­gendo anche un testo sulla sto­ria della musica pro­gres­sive ita­liana. Amava la musica. A Parigi si era fatto foto­gra­fare davanti alla tomba di Cho­pin. Poteva suo­nare qua­lun­que stru­mento. Nascon­deva la sua bra­vura per pudore e per non met­tere a disa­gio le per­sone, quando ragio­nava lo faceva sem­pre con deli­ca­tezza per non sem­brare troppo asser­tivo. Con la filo­so­fia aveva un conto aperto.

Gior­gio era poco con­creto, anche a 42 anni, pura astra­zione. Col tempo, non per voca­zione ma per sen­ti­mento, si è appas­sio­nato al “sociale”, una sem­pli­fi­ca­zione gior­na­li­stica. Si inte­res­sava alla vita reale delle per­sone, in que­sto era pro­fon­da­mente mar­xi­sta. Per dovere stava sem­pre con gli ultimi ma col disin­canto di chi sa che non basta que­sto per sen­tirsi migliori e met­tersi al riparo da nuove ama­rezze: essere ultimi non vuol dire essere migliori.
Troppo sofi­sti­cato e lucido sulle scon­fitte della sto­ria per dirsi comu­ni­sta. «Allora per­ché non gia­co­bino?», diceva quando pen­sava al quo­ti­diano dove ha tra­scorso quasi metà della sua vita, fino all’ultimo giorno, il giorno del suo com­pleanno. Le ingiu­sti­zie lo face­vano sof­frire. Detta così suona piut­to­sto banale. Scri­vere cin­quanta righe sui migranti che affo­gano, uno, decine di pezzi, — quanti ne avrà scritti? — per lui non era «tutto qui». Pic­chiava sulla tastiera e poi si alzava stre­mato. Per un po’ non par­lava, fumava, bastava uno sguardo per cogliere il disa­gio di chi si ostina a guar­dare sem­pre in fondo alle cose. «Noi scri­viamo, le cose non cam­biano». Forse non era adatto per que­sto mestiere. Forse que­sto mestiere dovrebbe adat­tarsi a una per­sona fra­gile e forte come Giorgio.

Qual­cuno ha scritto che ci si uccide in un accesso di intol­le­ra­bile luci­dità e che gli idioti non si ucci­dono pra­ti­ca­mente mai. Tom­maso Di Fran­ce­sco, con­di­ret­tore del mani­fe­sto, quando l’ha saputo ha gri­dato una bestem­mia: «No, no, no, se ne vanno sem­pre i migliori».
Ecco, que­ste sono cin­quanta righe. Tutto qui. Gior­gio, ti chiedo scusa a nome di tutti.

p.s. — È uscito il libro di Gior­gio Sal­vetti Uno sguardo lim­pido sull’inizio secolo. 15 anni a il mani­fe­sto (edi­zioni Gue­rini). È una scelta di arti­coli di Gior­gio, distinti per aree tema­ti­che: l’ambiente, il lavoro, emar­gi­nati, con­di­zione gio­va­nile. Seguono alcune testi­mo­nianze sulla sua per­sona. Domani, 27 ago­sto, alle ore 19, nel primo anni­ver­sa­rio della scom­parsa, le per­sone che ne ser­bano affet­tuoso ricordo sono invi­tate alla pre­sen­ta­zione del libro che avverrà a Varese presso L’Angola della cupola, pazza Gio­vanni XXIII, 13 (di fronte alla Bru­nella). Agli inter­ve­nuti verrà donato il volume. Per con­ferme e ogni comu­ni­ca­zione: sms al 3396770461 o email a guido.​salvetti@​fastwebnet.​it. Una suc­ces­siva pre­sen­ta­zione verrà orga­niz­zata a Milano il 26 set­tem­bre. Ne verrà dif­fuso l’invito successivamente.