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#2euromai: Abbiamo un anno per impedire l’aumento del biglietto ATM

Alex | martedì 9 gennaio 2018
Pisapia a ferragosto, Sala a capodanno: quando l’attenzione era altrove entrambi hanno decretato un aumento di 50 centesimi del biglietto, che è così raddoppiato in 7 anni. Ai milanesi e alle milanesi che conosciamo chiediamo: ma il vostro reddito è aumentato del 100% in questi anni? Assolutamente no: semmai per molti di noi il reddito si è dimezzato..
Com’è possibile che due giunte di centrosinistra tartassino la Milano popolare e precaria che prende i mezzi ogni giorno perché i soldi per la macchina chi ce li ha più – al massimo svolti un enjoy o una sharengo, meglio se ti converti a mobike o bikemi e diventi modulare con le metro che sono l’unico modo rapido per spostarsi in città: col bus o il tram diventi vecchio senza prendere l’inps..
E qui viene la fottuta nota dolente. In sostanza ci vogliono far pagare gli investimenti per fare la linea 4 che porta i radical chic di solari comodamente a linate;) Ma viaggi e introiti dell’ATM sono in crescita da anni, come non ha mancato di farci sapere la multinazionale ad azionariato municipale in trionfali comunicati stampa. L’ATM ha fatto soldi con Catania, il precedente manager spesato da Sala, che vuole fare sinergie con trenitalia sul trasporto metropolitano e le aree degli scali. Il nuovo management dell’azienda dei trasporti, il Giana, sembra decisamente antisociale. E non ce la menino con la storia degli abbonamenti, ché già chi poteva li ha fatti e, contrariamente a quanto molti credono, aumenteranno anch’essi dal 2018. Ecco quindi che MilanoX lancia tempestivamente insieme ad altri soggetti sociali in città la campagna #2euromai – per dire chiaramente a Sala e ATM quello che decine di migliaia di abitanti hanno già espresso con raccolte di firme – il biglietto deve restare a 1,50 – già ci rompiamo i coglioni ogni giorno coi tornelli in uscita, un’altra gabella ai danni di chi ha votato l’attuale giunta sarebbe intollerabile.
Invece di essere un servizio pubblico ATM e la controllata MM che gestisce acquedotti e patrimoni immobiliari, fanno business e utili d’impresa, sono canali di advertising di successo, ma quando devono investire a chiedere soldi allo stato (sempre soldi nostri)  pretendono anche di far gettito  tassando regressivamente i milanesi che studiano, lavorano, si muovono attraverso l’aumento di un terzo del bigiletto. Accettiamo pure che l’ATM sia un’impresa transnazionale (ma Sala gli ha detto di rimpatriare gli asset) , ma che per il ramo d’azienda che fa meno utili ci si debba rifare sull’utenza è inaccettabile.
Quello che più stupisce è l’appiattimento sull’ideologia neoliberista, già sconfitta dalla storia, di tanta gente che invece di ragionare con la tasca propria fa proprie le presunte ragioni dell’efficienza di bilancio.
Che Confindustria abbia come unico metro le politiche di bilancio è naturale.
Ma che amministratori e imprese pubbliche e i vagiti delle compagini di sinistra non prendano neanche in considerazione che un servizio pubblico DEVE mantenere le tariffe al costo marginale e intervenire direttamente e politicamente sulle tariffe, è inaccettabile.
E’ la logica dell’accesso universale quella che deve muovere il trasporto pubblico. E 330 euro l’anno (il costo attuale dell’abbonamento attuale) sono già troppi per tantissimi ragazzi di Milano e se vai a Sesto o a Rho ti salassano. A noi l’unico tornello che piace è quello blu: FREE EXIT! #2euromai