MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Sub/Culture

2013, un MIART ai ripari

| giovedì 25 aprile 2013

miart2013Goshka Macuga,il vecchio ed il nuovo

by Alessia Locatelli

Quello che abbiamo visto alla Fiera Milano quest’anno è davvero un MIART nel segno dell’investimento alto sì, ma solo se “storicizzato”. Come dice Vincenzo de Bellis, il curatore, in una intervista: “Questa edizione è il tentativo di redigere un possibile Zeitgeist della nostra cultura contemporanea”. E forse il nostro Spirito del tempo percorre proprio un tragitto à rebours. Un percorso che si riflette anche nell’ambito di collezionismo. Molte delle proposte delle gallerie infatti comprendevano Boetti in serie, tutti delle dimensioni minimal di circa 30×30, Capogrossi come se piovesse, estroflessioni di Castellani e Arte Povera ovunque. Per non far torto a nessun maestro, dirò che la presenza di opere d’arte italiane della seconda metà del ‘900 era così massiccia, da risultare imbarazzante. Troppi lavori storicizzati, a garanzia di un investimento sicuro in questi tempi di cambiamento. Come se non ci fosse molta differenza tra investire in un box o in un’opera d’arte. Purtroppo oggi la passione del mecenate, del collezionista che segue gli artisti, che compra arte per passione o per sfida – ma mai per moda o scelte imprenditoriali oculate – è stata seppellita dai suggerimenti del commercialista che, per fornire ulteriori sgravi fiscali, consiglia di comprare arte (oltre un certo tot mila euro di guadagno e forse non è il nostro caso).Una crisi economica che lega (/nega) anche investimenti nei giovani o in proposte che osano, che propongono progetti differenti. E i giovani? Se nessuno li supporta, non è facile pensare che si possa creare un collezionismo in questa direzione. Non tutte le proposte però sono state “da museo”, le gallerie straniere hanno un concetto di Fiera differente, per cui si portano pochi lavori, magari una personale, che evadono dal senso comune di mercato, per avvicinarsi ad allestimenti e lavori che in case private forse avrebbero difficoltà ad entrare, ma il cui risultato visivo è piacevole e – soprattutto – non banale. Così, ad esempio, il lavoro di Lucy Coggle della Chert gallery di Berlino.

SONY DSC

Nel 2013 sono state 4 le sezioni tematiche:

Established: Sezione che riunisce gallerie operanti da anni nella promozione dell’arte moderna e contemporanea. Si accede davvero con difficoltà e servono molte credenziali, il risultato – anche da quello che avete letto qui sopra – l’ho trovato insipido e banale.

Emergent: Sezione riservata alle giovani gallerie d’avanguardia, con una riconosciuta attività di ricerca artistica sperimentale. Una sezione poco visibile, probabilmente ancora c’è gente che si aggira in Fiera a cercarla.

THENnow: Sezione a invito nella quale si confrontano un artista storico e uno appartenente a una generazione più recente. Interessante sezione curata da Florence Derieux, Direttrice, FRAC e da Andrea Viliani, Direttore Generale della Fondazione Donna Regina per le arti contemporanee di Napoli.

Object: più che una sezione questa bella idea di “contaminare” positivamente anche con oggetti di design l’arte si è poi concretizzata in un ammasso di lavori ben poco identificabili tra loro, collocati in uno spazio recintato, a metà tra l’area giochi all’Ikea e un parco divertimenti in disuso. Alcuni lavori erano interessanti – come il tappeto effetto persiano in carta, sospeso a qualche centimetro da terra grazie all’utilizzo di un ventilatore – il difficile era individuarne l’autore.

Enzo Fiore vergine rocce 2

Ci è piaciuto lo spazio espositivo di Poggiali e Forconi (http://www.poggialieforconi.it/) con un bravo Davide Bramante e Enzo Fiore dalla Galleria Contini (http://www.continiarte.com/enzo-fiore.html) che se non è entusiasmante coi i suoi ritratti dei Vip, lo è invece da togliere il fiato dal punto di vista esecutivo e del risultato nella riproduzione della leonardesca “Vergine delle Rocce” e i divertenti ma improbabili “Busti in gabbia con uccelli vivi” di Andrea Branzi e Isabella Bortolozzi, che rileggono in modo canzonatorio ma intelligente il tema della scultura classica.

http://www.miart.it/