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La Madonnina Inghiotte il Napoli

| martedì 1 marzo 2011

by Rocco Herrera

milan-napoli, di per sé, sarebbe una partita come tante altre. sì, vabbè, revival degli anni ottanta, la fatal-verona, maradona vs vanbasten, i bei tempi andati… balle; la verità è che sono vent’anni che il napoli non sta in vetta, a dimostrazione dello stato di miseria in cui versa l’italica serie a. e infatti lo spettacolo è tanto modesto almeno quanto è arroccato indietro l’undici campano. ma antiche rivalità a parte, il tifoso rossonero – quello vero, che allo stadio ormai ci va solo per il piacere di vedersi du’ gol o du’ colpi di tacco, o almeno una diagonale difensiva fatta bene – non avrebbe alcun motivo per non simpatizzare con il sogno scudetto dei partenopei. anzi, considerato che l’infido milvio un occhio ai destini del suo giocattolo ce l’avrà senz’altro dato (magari con una telefonata tra primo e secondo tempo), una buona ragione per tifare napoli, un vecchio-cuore-rossonegro che si rispetti, ce l’avrebbe pure. ma a riportarli sulla milviofila via, ci pensa subito la premiata ditta masari&cannavaro jr, con una mossa che manco il cremona di mondonico. soffiando cioè il campo al milan e infrangendo così la regola non scritta del calcio italiano, che prevede che la squadra di casa giochi il secondo tempo innanzi ai propri tifosi: che «pochezza». ecco a voi la seconda in classifica del campionato italiano.

ristabiliti i ruoli, allora anche rinogattuso può ripartire da dove aveva finito. e cioè starnazzando in faccia ad arbitri e avversari ben due volte già prima dello scoccare del nono minuto – ovviamente, a torto. il gattuso di una volta, quello del fair play rugbistico scozzese, ringhiava, eccome. ma in fondo diceva la verità. oggi invece la maschera è stata ormai gettata, e il milan si ritrova uno che, sarà pure campione del mondo, ma anche un indegno capitano. capitolo alegher. scherzi a parte, il livornese esce da san siro a testa alta, con il primo big match vinto, dopo aver incassato soltanto sconfitte (juve, roma, tottenham, ajax) e un pareggio – peraltro palesemente preparato a tavolino – contro il real. riparte dal «suo» centrocampo dei mediani, quello di gattuso e flaminchia (ricordiamone l’ingaggio: 4,8 milioni), che però si eleva grazie a un bommel in gran spolvero e un boateng inneggiato da tutto san siro. così, anche se il milan è ancora poca cosa, almeno per una volta, alegher, la sufficienza se la prende tutta. ma che lasci stare il papero. lui e barbaraberlusconi.