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Sub/Culture

Dagli Slum di Nairobi alle Ringhiere della Bovisa

| giovedì 17 febbraio 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Nel 1999, la Banca Mondiale condusse un’indagine su 60.000 persone che vivevano con meno di un dollaro al giorno. Quando gli fu chiesto cosa avrebbe veramente fatto la differenza per le loro vite, la prima risposta, prima di cibo e tetto, era l’accesso ad una voce.
Il video partecipato, si muove sulla frontiera fra audiovisivo e azione sociale, attraverso laboratori di formazione e produzione.

Il video partecipato è un processo sociale: lavora sulla possibilità di innescare micro-trasformazioni tramite l’esperienza di produzione video orizzontale e partecipata. 
Il video partecipato è anche vera produzione audiovisiva, capace di creare comunicazione inaspettata e ponti fra mondi separati da frontiere date per insuperabili: geografiche, politiche, sociali, di genere.

2001 slum di Nairobi, Kenya

2008 discarica di Maputo, Mozambico

2010 quartiere Bovisa, Milano

Otto ragazzi che vivono nelle strade di Nairobi imbracciano una telecamera per raccontare la loro vita e i loro sogni, sullo sfondo le baraccopoli della capitale del Kenya.

Un laboratorio di fotografia nella discarica di Maputo, in Mozambico, per tornare a sognare il futuro: qualcuno forse diventerà reporter, altri muratori, qualcuno falegname.

Nella periferia milanese un collettivo di lavoro insubordina la priorità dei ruoli in un meccanismo dispotico come quello cinematografico, andando in cerca con la videocamera di spezzoni di vita quotidiana.
Tre diverse esperienze, tre laboratori partiti dalla pratica sul campo, lasciando comunque che fossero gli allievi stessi gli artefici di questo processo, territori di idee e di confronto umano in cui convergono diverse esperienze e percorsi di vita.

Nelle mani dei ragazzi la macchina da presa non è solo uno strumento di conoscenza e di denuncia, ma diventa un’occasione originale di riscatto, la possibilità di fare del video uno strumento politico.

Il non avere a disposizione attrezzatura tecnica sofisticata, la necessità di dover girare velocemente per catturare l’attimo, seguire al volo gli accadimenti, dover lavorare per scelta o anche per costrizione a mano induce a puntare su di un ritmo interiore più che a seguire una grammatica cinematografica corretta.

Al montaggio il compito di restituire unità ed un senso finito all’operazione. Sabato 5 marzo dalle 21.30 alla Scighera (via Candiani 131 Bovisa) ConnAction, ARCI Scighera, SOS Fornace e Cinemaperto promuovono:
LE CITTA’ VISIBILI -racconti collettivi, radiospettacolo sul video partecipato. Sul palco saliranno Angelo Loy, Daniele Testa, e Orsola Sinisi coordinatori dei tre progetti di video partecipato, il collettivo dei teppisti della Bovisa Chiara Drusian, Chiara Martucci, Katia Cazzola, Letizia Buoso, Marialaura Noseda, Paolo dell’Acqua, Paolo Rascanà, Tommaso Dradi, per raccontare al pubblico una forma di apprendimento non lineare ma circolare, che vuole innescare dei processi mentali attivi, conduttrice di eccezione Sanja Lucic di Radiopopolare accompagnata da Nicola Mogno del progetto ConnAction.

Nel corso della serata verranno proiettati i video prodotti dai laboratori.

La riflessione alla Scighera continua dal 5 all’8 marzo coi Laboratori di video partecipato e di fotografia
alla Fornace di Rho con il ciclo Alza la testa, chiudi le costole e spara!

Abbiamo buoni motivi per pensare che Milano non sia solo aperitivi, nebbia, umido e sfiga. Dal centro della città all’hinterland, tra asfalto e rotaie, i protagonisti della vita urbana si muovono incessantemente e vivono emozioni, frustrazioni, gioie ed ansie, componendo quello che è il grande racconto metropolitano, tanto reale quanto invisibile.

Non è però il destino a voler invisibile questa realtà quanto la volontà degli attori che la compongono.

Le città visibili è il progetto di chi crede nella possibilità di nuovi variegati racconti collettivi, prodotti a mezzo video o a mezzo foto, intimamente partecipati, in opposizione all’autorità della sceneggiatura e della regia.

I laboratori saranno a Rho, area di pendolarismo, di fabbriche dismesse, di quartieri dormitorio e della fiera più grande d’Europa, maggiori informazioni su www.connaction.tk e www.sosfornace.org