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#14nIT – Migliaia a Milano, Scontri a sede UE e stazione Porta Genova

| mercoledì 14 novembre 2012


by MilanoXers

Oggi, 14 novembre, primo sciopero paneuropeo da quando esiste la Comunità Europea, 7000 studenti circa hanno mosso da Piazza Castello verso il centro in una lunga mattinata di proteste e scontri in varie zone della città, soprattutto in corso Magenta davanti alla sede della Commissione Europea (Palazzo Stelline) intorno alle 12, e poi alle 13 dentro l’androne della Stazione di Porta Genova, seminando il panico fra i pendolari che si trovavano lì.

Tutte le banche significative durante il corteo sono state coperte di scritte e manifesti: soprattutto odiate Unicredit e Deutsche Bank, simboli delle banche accusate di aver causato la crisi e che secondo gli studenti la stanno facendo ricadere sulle loro spalle.

Arrivati a Cordusio, il corteo si divide in due. I collettivi legati al Cantiere vanno verso De Amicis e Sant’Agostino. Casc Lambrate, Rete Studenti, Lab Out e Laps/Uds ritornano verso Foro Bonaparte, Cadorna e quindi via Carducci, allorché il bookbloc si mette in prima in fila (del resto presto c’è bookcity milano;) per svoltare a destra in corso Magenta dove i celerini bardati da guerra sbarrano l’accesso al corteo e un plotone di carabinieri aspetta nella vietta a lato che è l’unica via di fuga in caso di scontri. Che si verificano. C’è un primo urto fra bookbloc e poliziotti. Gli studenti prendono la rincorsa e con un’altra salva di fuochi d’artificio riescono persino a controcaricare.

Nella melée ci rimette anche un poliziotto in borghese manganellato in testa da un suo collega in divisa (foto qui sotto con tanto di busta del ghiaccio in testa). Diradata la nebbia di lacrimogeni (come ha scritto poeticamente Macho su facebook “Era dal 2006 che nessuno forzava le nostre lacrime..”) si decide di andare verso un altro obiettivo: la Stazione di Porta Genova (e altra figura di merda della ps il lacrimogeno partito per sbaglio ai loro stessi piedi quando tutto era tornato calmo, per la serie #autoacab)

Intanto poco lontano lo spezzone cantierino ha terminato un tour in cui sono state prese di mira la Deutsche Banke e l’Associazione Bancaria. Gli universitari della libreria autogestita ex Cuem (tra i pochi universitari presenti in corteo, università tasto dolente a Milano da troppi anni) vanno a portare la loro solidarietà ai lavoratori del San Raffaele licenziati dal sistema formigoniano in declino (la nuova proprietà, gruppo Rotelli, ne vuole licenziare 244).

Casc, Lab Out, Rete Studenti e Laps/Uds, una volta arrivati in Porta Genova tentano di entrare in stazione e occupare i binari. I carabinieri in antisommossa entrano nell’androne della biglietteria caricando a cazzodicane ma vengono messi in un angolo da studenti che lanciano tutto quello che trovano sottomano, dai diffusori di free press a torce e fumogeni. Da un’altro ingresso irrompe anche la polizia, gli studenti non mollano ed escono da Porta Genova per ribloccare il piazzale esterno. Lì mini assemblea e punto sulla mattinata per rilanciare le prossime lotte e occupazioni nelle scuole.

Tutti gli spezzoni erano pieni di facce giovanissime. Per molte/i è stato il battesimo dei lacrimogeni e in metro si sentivano conversazioni un po’ surreali fra studenti e viaggiatori che gli scontri li hanno fatti da giovani. Una distinta signora sessantenne consigliava limoni tutta presa dalla cronaca che le facevano i liceali.
Alla fine si contano 3 cortei (due studenti e un cgil), oltre 7mila ragazzi/e (stiamo stretti, probabilmente erano un po’ di più), l’assenza di un vero movimento universitario, un po’ di giusta rabbia contro polizia e banche (oggi però al Questore Savina devono aver detto di tenere il manganello morbido dopo le cazzate fatte a ottobre, polizia e carabinieri contenevano ma non attaccavano). Che piaccia o meno i protagonisti del #14nIT sono l’unica opposizione reale in questo momento nel paese a Monti e all’Austerity.